Split Cd - The New Wind And The Second Wave
(NoReason Records, 2007)
Troppi catastrofismi sono propri del punk. Appena un genere musicale subisce una flessione, un'evoluzione o un rinnovamento, i reazionari (perché di conservatori si tratta) sono subito pronti a gridare che tale genere si è venduto o persino che è morto. Una delle vittime di questo tipo di persone è l'hardcore melodico che, nonostante goda di buona salute, è già stato definito morente o, dai più drastici, defunto.
Così non è, ed una prova internazionale ne è lo split "The New Wind And The Second Wave", ad opera di Enemy Alliance e The Indecision Alarm. I suoi 28 minuti circa sono un'iniezione di hardcore melodico che unisce l'approccio dei primi anni '90 a quello attuale. I due gruppi d'altronde non sono composti da ragazzi alla prima esperienza musicale: gli Enemy Alliance sono formati da ex membri di Satanic Surfers e Venerea, band svedesi (specialmente i primi) di fama mondiale, mentre la maggioranza dei componenti degli Indecision Alarm proviene da un altro gruppo scandinavo di discreto successo negli anni '90, gli Adhesive.
Le prime sei canzoni dello split, ad opera degli Enemy Alliance, propongono un hardcore melodico che sicuramente ripresenta le sonorità dei Satanic Surfers e dei Venerea in versione leggermente rinnovata, con spruzzi di Rise Against e Strung Out. Il risultato è sicuramente positivo: brani di due minuti/due minuti e mezzo di forte impatto, molto musicali ma con una giusta dose di aggressività a impreziosire il tutto e garantire una giusta scorrevolezza del disco. Se proprio si dovesse fare un appunto al gruppo, bisognerebbe lamentare la mancanza di un pezzo che emerga sopra gli altri, il famoso singolo utile per divenire il manifesto dello split. E' anche vero che tale questione è piuttosto inutile, perché probabilmente ognuno dei sei pezzi potrebbe divenire un singolo di discreta fattura, da "Sacrifice" a "Eruptions Of Violence", ma non solo. I testi trattano esclusivamente tematiche a sfondo sociale e politico, narrando di ghetti approvati dal governo, criticando l'odierno stato dell'industria musicale ed attaccando il sistema attuale ritenuto oppressivo, repressivo e basato esclusivamente sulla propaganda.
Le successive sei tracce vengono fornite dagli Indecision Alarm, gruppo ancora non conosciuto ai più. I loro brani sono meno grintosi rispetto a quelli degli Enemy Alliance, ma certamente più melodici. Anche in questo caso il prodotto non si può che definire positivo, con musiche che, per quanto risultino meno graffianti rispetto a quelle dell'altra formazione svedese, sono più facilmente memorizzabili, come ad esempio quelle di "Alienation Process" o di "Making Bets In a Burning House". Anche in questo caso la lunghezza dei pezzi si attesta sempre intorno ai due minuti/due minuti e mezzo e le liriche sono estremamente politicizzate, anche se, onore al merito, raramente scadono nella banalità (con unica eccezione forse riscontrabile in "Violence, Coercion, Surveillance"). I bersagli preferiti, in questo caso, sono lo stato oppressivo e l'economia che crea sperequazioni eccessive.
Le due formazioni si disimpegnano insomma al meglio nelle dodici tracce, ed il disco che ne scatursice non può quindi che essere di ottima fattura e di alta ascoltabilità per chiunque ami l'hardcore melodico.
a cura di Paolo Magarini