Split Cd - Metal Addiction
(Sky Records / Rude Records, 2006)
"Metal Addiction" è uno split realizzato sull'asse Vicenza-Tokyo dai Sun Eats Hours e dai nipponici Nicotine, configurandosi come seguito ideale di "Movie Addiction", frutto della collaborazione tra New Found Glory e gli stessi Nicotine.
Quest'album racchiude la rivisitazione personale da parte delle due band di dodici brani storici dell'heavy metal, che in questa versione trovano nuova anima e corpo. Sin dalla scelta dei pezzi da rivisitare si intuisce l'attitudine dei due gruppi: mentre i Sun Eats Hours si cimentano in brani abbastanza melodici e di forte impatto ("Rain" dei Cult e "You Shook Me All Night Long" degli AC/DC su tutti), più consoni al loro modo di fare musica, i Nicotine sfidano mostri sacri dell'epic metal come Blind Guardian ed Helloween, cadendo un po' nel banale solamente con la scelta di "It's My Life" di Bon Jovi, nella quale si attengono forse troppo all'originale, modificandone solamente il tempo d'esecuzione.
Sicuramente meritevole per i Sun Eats Hours la capacità di rendere pregne le canzoni della loro anima hardcore super-melodica, di personalizzarle tanto da farle sembrare loro, prendendo subito possesso delle redini di questi storici brani e indirizzandoli dove avevano pensato in principio di portarli. Particolarmente affascinante è la bellissima riproposizione di "You Shook Me All Night Long", nella quale il cantante Francesco Lorenzi dà sfoggio di tutto il calore della sua voce, supportato da un originale quanto emozionante rivisitazione della sezione strumentale.
I Nicotine si distinguono invece per le loro interpretazioni di "Vhalalla" dei Blind Guardian e di "Future World" degli Helloween, dimostrando grande padronanza dei propri strumenti nel trasformare questi brani, peccando solamente un po' sotto l'aspetto vocale, in quanto, mentre il timbro del cantante ben si presta all'esecuzione dei pezzi più heavy, d'altra parte denota scarsa flessibilità nei confronti di brani melodici come quello di Bon Jovi e degli Europe.
Il risultato di questa collaborazione (anche se a distanza, considerato che i rispettivi brani sono stati registrati separatamente nelle proprie nazioni natie) è un prodotto di ottima qualità, che idealmente unisce il popolo metal a quello punk rock, senza lasciare né uno né l'altro insoddisfatti; segna inoltre un importante passo verso la globalizzazione musicale, della quale si sente veramente bisogno, a discapito dei commenti che vogliono questa produzione come una trovata per vendere qualche centinaio di copie marciando su vecchi brani di indiscusso successo.
a cura di Tommaso Ricci