MxPx - Secret Weapon
(Tooth & Nail Records, 2007)
Dopo undici anni di felice bighellonaggio gli MxPx tornano alla casa natìa licenziando il loro nuovo album per Tooth & Nail Records, l'etichetta che aveva rilasciato anche i primi tre album della band proiettandola nell'Olimpo della formazioni pop punk. Di per sé già questa è un'emozione forte per chi è da sempre un fan del trio di Bremerton, e di certo gli farà battere il cuore ancora prima di inserire "Secret Weapon" nello stereo. D'altronde è un po' come se i Green Day tornassero ad incidere per Lookout! o gli Offspring per Epitaph...
E bastano poche note per capire che l'aria di casa ha risvegliato sensazioni che gli MxPx avevano sepolto nel cassetto da parecchio tempo. Il suono della chitarra grezzo e grintoso, la batteria lanciata a mille e la voce graffiante di Mike Herrera rendono "Secret Weapon" la naturale prosecuzione di "Teenage Politics", secondo album del gruppo datato 1995. La maggiore esperienza della band non ha inciso sull'immediatezza delle loro melodie risalenti stilisticamente a più di dieci anni fa, ed il salto temporale si percepisce a malapena restituendo gli MxPx alla cerchia di gruppi da rispolverare nei momenti in cui ci si vuole caricare per bene di adrenalina e non più nei momenti malinconici come poteva accadere con "Before Everything And After". Questo magari farà storcere il naso ai fans più recenti del trio ma, considerando le abitudini musicali (emo) che spiccano ultimamente, ciò non suonerà certo come un difetto a chi ha vissuto l'adolescenza negli anni '90.
Con questo non si vuole certo denigrare l'eccellente lavoro fatto dagli MxPx con la A&M o la SideOneDummy, poiché canzoni come "Tomorrow's Another Day", "Responsability" e "Heard That Sound" sono parte integrante della loro lumiosa carriera, ma il ritorno alla Tooth & Nail ha ridato alla band quella scanzonata immediatezza che l'aveva contraddistinta all'interno dell'immenso sottobosco musicale statunitense. Uno dei due pezzi che risulta vagamente più pulito e melodico è "Top Of The Charts", nel quale gli MxPx improvvisano una critica contro il business legato al mondo della musica al giorno d'oggi, ma fra le sedici tracce presenti in "Secret Weapon" rappresenta sicuramente l'episodio più debole.
L'altra canzone non lanciata in ritmi serrati è "Sad Sad Song", nella quale la band si riallaccia al contesto di Christian rock nel quale è cresciuta: il pezzo annovera infatti anche la partecipazione di John Davis, appunto un noto cantautore proveniente da questo panorama ricco di band di primo piano, come Relient K ed Underoath. La fede religiosa del trio emerge anche in "Angels", canzone che melodicamente è quella che ricorda meglio gli ultimi lavori, e in "You're On Fire", che si inserisce invece fra i tre minuti più avvincenti di tutto l'album. Un altro episodio da segnalare in quanto ad intensità è sicuramente "Drowning", da ascoltare col volume posizionato al livello "spaccatimpani".
Un tassello fondamentale nella riuscita dell'ottava fatica sulla lunga distanza degli MxPx va poi riconosciuto anche alla produzione, curata da Aaron Sprinkle, che aveva già seguito la band nei suoi primi tre lavori. "Secret Weapon" rappresenta un altro colpo messo a segno dai tre ragazzi di Bremerton che, nonostante abbiano appena passato la trentina, non mancano certo di energia ed incisività. Quale sia stata l'"arma segreta" che gli ha dato tutta questa carica lo scoprirà chi ascolterà l'album, ma di certo sembra che il rientro a casa, alla Tooth & Nail, abbia giovato non poco.
a cura di Fabio Quartino