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Tracklist:

  1. Everyday Combat
  2. A Town Called Hypocrisy
  3. The New Transmission
  4. Rooftops (a Liberation Broadcast)
  5. Can't Stop, Gotta Date With Hate
  6. Can't Catch Tomorrow (Good Shoes Won't Save You Time)
  7. Everybody's Screaming
  8. Broken Hearts, Torn Up Letters And The Story Of a Lonely Girl
  9. 4 AM Forever
  10. For All These Times Kid, For All These Times
  11. Heaven For The Weather, Hell For The Company
  12. Always All Ways (Apologies, Glances And Messed Up Chances)

Lostprophets - Liberation Transmission
(Columbia Records (Sony BMG), 2006)

I Lostprophets, per chi ancora non li conoscesse, sono, o per meglio dire erano, una band nu metal divenuta molto famosa anche in Italia grazie al successo radiofonico e televisivo di singoli come "Burn Burn" e "Last Train Home".

Nei primi due album la formazione aveva dato prova di grande qualità, abile nell'unire riff metal ad intermezzi emo, ad alternare parti urlate pungenti a dolci melodie, abile nel saper sfruttare la lezione impartita da gruppi come Incubus e Faith No More. Tuttavia, su questi fattori che facevano ben sperare per il futuro, aleggiavano gli spettri di canzoni decisamente banali e commerciali come le ballate "Last Summer", "Tonight" e "Sway". Ora, dopo aver ascoltato questa loro nuova fatica, non si può far altro che notare come questi fantasmi abbiano preso il sopravvento.

"Liberation Transmission" è un album che prende totalmente le distanze dal nu metal degli esordi per spostarsi in un territorio prettamente emo, quasi ai limiti del power pop, con canzoni orecchiabilissime ed adatte a far presa sull'ascoltatore al primo ascolto. La band sembra aver perso la propria rabbia ed aggressività, quasi come se l'avesse scaricata tutta durante il suo ultimo tour in compagnia di Metallica e Slipknot, tour che sicuramente non si ripeterà vista la banalità e prevedibilità di molti pezzi presenti sul nuovo album.

Le chitarre hanno del tutto abbandonato i riff metal degli esordi, ed ora suonano molto più indie, molto più rock, tanto che alcune canzoni come "A Town Called Hypocrisy" e "Can't Stop Gotta Date With Hate" sembrano ricordare i Bloc Party o i Franz Ferdinand più energici. Le urla presenti nei primi due lavori sono praticamente sparite per lasciare spazio ad una maggiore melodia e ad un utilizzo frequente di falsetti; una scelta probabilmente errata, perché il cantante Ian Watkins aveva mostrato in passato ampi margini di miglioramento ed avrebbe sicuramente potuto regalare maggiori emozioni agli ascoltatori, considerate le sue buone doti canore. A questo si va ad aggiungere una sezione ritmica meno incisiva e martellante che in precedenza - forse a causa dell'addio del vecchio batterista, Mike Chiplin, che ha lasciato la band per differenti stili di musica - ed un utilizzo quasi nullo del DJ Jamie Oliver, davvero inutile se non si conta il suo apporto nei cori.

Il brano d'apertura, "Everyday Combat", è l'unico assieme a "For All These Times Son, For All These Times" capace di ricordare, almeno in lontananza, l'aggressività perduta dalla band, mentre il resto dell'album scivola via tra ritornelli e melodie riconducibili agli Used di "In Love And Death" o alla miriade di gruppi emo più sdolcinati. La quantità di potenziali singoli presenti in questo lavoro è impressionante e dunque scegliere il successore del primo singolo "Rooftops (a Liberation Broadcast)" non sarà facile, visto che ogni pezzo potrebbe andare bene.

"Liberation Transmission" è quindi un disco perfetto per regalare alla band un nuovo successo radiofonico, un disco che si lascia ascoltare ma che a lungo andare può stancare senza lasciare nulla all'ascoltatore, un disco che mostra un band senza coraggio, senza voglia di sperimentare, una band dalla quale ci si aspettava di più ma che ha deciso di sfruttare la scia del successo ottenuto in passato.



a cura di Nicoḷ Riccomagno


Genere:
emo-rock

Registrato a
Plantation Recording - Haiku (Maui), Hawaii, U.S.A.
Sunset Sound Studios - Los Angeles, California, U.S.A.

Provenienza:
Pontypridd, Galles, Regno Unito

Line-up:
Ian Watkins (voce)
Mike Lewis (chitarra)
Lee Gaze (chitarra)
Stuart Richardson (basso)
Ilan Rubin (batteria)
Jamie Olivier (DJ, tastiere)

Sito Web
www.lostprophets.com