Bliss Infection - Memory
(Soulcraft Recordings (Vacation House Records), 2005)
L'ondata grunge che ha travolto la scena musicale agli inizi degli anni '90, grazie a band come Nirvana, Pearl Jam e Alice In Chains, tanto per fare alcuni nomi, ha certamente influenzato il rock in ogni suo accezione e, anche se sono passati alcuni anni da quel boom, sono ancora numerosi gli affezionati a questo stile musicale che ha come capitale simbolica la città di Seattle. Di sicuro affezionati lo sono i Bliss Infection, quartetto proveniente da Gorizia formatosi alla metà degli anni '90.
Dopo qualche anno di gavetta, i friulani riescono a dare alle stampe nel 2005 il loro primo album contenente tredici pezzi ancorati proprio a quel grunge in voga una decina di anni fa, miscelandolo con opportune dosi di rock classico e punk. Non mancano pezzi rabbiosi come "Something…" o "Wrong", ma nemmeno altri più malinconici che richiamano alla grande, pur senza clonarlo, il tipico sound Seattle-iano: canzoni come "The Rain Of Purple Flowers" e "Time Goes By" ne costituiscono l'esempio lampante, anche se quest'ultima vira maggiormente verso la classica ballata rock. Ed il pezzo conclusivo "1977" dimostrano anche che i quattro friulani possiedono anche una buona tecnica agli strumenti.
"Memory" costituisce un lavoro ricco di fattori positivi, a partire dal fatto che il quartetto propone un genere che sembrava morto e sepolto facendolo in maniera totalmente autonoma, senza bisogno di copiare dai mostri sacri del grunge, e quindi dei Bliss Infection va indubbiamente apprezzata la volontà di crearsi una propria identità senza cercare di cadere nei tranelli tipo "i Pearl Jam italiani". Molto bella, ma soprattutto adatta al genere, la voce di Antonio Delich (in arte Tony D.), apprezzabile sia quando si incattivisce che quando si sposta sul melodico. Di difetti nel disco se ne riscontrano proprio pochi, ma a cercare l'ago nel pagliaio si potrebbe citare un'appena percettibile ripetitività nei pezzi ed una registrazione non ottimale.
"Memory" è pertanto un buon disco, soprattutto considerando che il grunge è un genere che in Italia è stato poco proposto o, meglio, poco considerato, e allora ben vengano queste giovani band che si dilettano a fare rivivere uno stile che meritava una vita più lunga. L'ascolto è quindi consigliato con urgenza ai nostalgici del sound "made in Seattle", perché meritano davvero i Bliss Infection, ascoltare per credere.
a cura di Piero Di Battista