Anti-Flag - The Bright Lights Of America
(RCA Records (Sony BMG), 2008)
A vent'anni dalla formazione gli Anti-Flag non hanno certo esaurito l'energia degli esordi, ed ora si ripresentano sulle scene con il loro nuovo album "The Bright Lights Of America". Il gruppo di Pittsburgh si è sempre distinto per la coerenza nell'affrontare tematiche politiche e sociali, ed il nuovo disco non smentisce affatto questa tendenza. Sebbene talvolta possa accadere che i testi affrontino i vari argomenti in maniera troppo vaga, non si può non dare atto agli Anti-Flag di credere veramente in ciò che cantano e di avere preso posizione netta contro la politica estera americana anche in momenti in cui era assolutamente sconveniente farlo, fino a venire tacciati di anti-americanismo. Tenendo conto di questi precedenti, è facile capire come il gruppo non si potesse esimere dal produrre il nuovo disco in prossimità delle elezioni.
In verità nessuno dei pezzi attacca direttamente il Presidente, a differenza del terzultimo album "The Terror State" in cui, pur senza citare Bush, ogni lirica intendeva essere uno smascheramento delle sue menzogne, ma il mito degli Stati Uniti viene minato alle basi pezzo dopo pezzo nelle tredici canzoni che compongono il nuovo disco. Lo stesso titolo, lungi dal preannunciare un elogio alla nazione, è polemico: secondo gli Anti-Flag, infatti, sotto l'apparenza di una nazione fulgida e luminosa si nasconde in realtà uno stato imperialista e dominatore, una nuova Roma, in cui a regnare sono il dio denaro e l'insoddisfazione latente.
Dal punto di vista musicale gli Anti-Flag proseguono sulla falsariga del precedente "For Blood And Empire": le canzoni sono aggressive, spesso cupe, e sebbene nell'evolversi dei brani non compaiano mai particolari virtuosismi (ad eccezione dei giri di basso di Chris "#2" Barker, che si conferma uno straordinario musicista) i pezzi risuonano ricchi di carica emotiva, concetto ribadito dai ritornelli che quasi sempre vedono più voci cantare all'unisono. "The Moderne Rome Burning", "If You Wanna Steal (You Better Learn How To Lie)", "The Brights Lights Of America" probabilmente risaltano su tutti i brani, anche se forse "Shadow Of The Dead", "Go West" e "The Ink And The Quill (Be Afraid)" sono solo appena inferiori.
Nel complesso "The Bright Lights Of America" è un ottimo disco, che si inscrive alla perfezione nella discografia degli Anti-Flag senza apportare particolari novità di sorta o modifiche radicali nello stile. Anche per questo non deluderà certamente gli amanti del gruppo di Pittsburgh e, in generale, del punk rock senza schietto e diretto.
a cura di Paolo Magarini