Angels And Airwaves - We Don't Need To Whisper
(Suretone Records (Geffen Records (Universal Music)), 2006)
Dopo molti mesi di attesa, in cui news ufficiali venivano date con il contagocce (ma nei quali rumori e brani illegalmente acquisiti circolavano sul web), il 23 maggio 2006 esce "We Don't Need To Whisper", il nuovo lavoro di Tom DeLonge dei Blink 182, finanziato dalla Geffen Records (divisione della Universal) sotto l'attenta supervisione artistica dello stesso cantante e chitarrista del gruppo californiano.
Annunciati soprattutto come nuovo progetto di DeLonge, in realtà gli Angels And Airwaves (conosciuti anche come AVA tra i fans) sono un gruppo composto da elementi di spicco della scena musicale punk degli ultimi anni: della formazione sono infatti parte anche il chitarrista David Kennedy, membro degli Hazen Street e già nei Boxcar Racer, Atom Willard, attuale batterista degli Offspring ed ex di Alkaline Trio, American Hi-Fi e Rocket From The Crypt, ed il bassista Ryan Sinn, che fino alla scorsa estate faceva parte dei Distillers. Anche se si può tranquillamente affermare che non sarà né la rivoluzione rock annunciata dallo stesso DeLonge, né probabilmente avrà il successo commerciale dei Blink182, "We Don't Need To Whisper" rappresenta senza dubbio un grandissimo album, dagli arrangiamenti curatissimi (in gran parte delle canzoni si contano oltre 95 tracce di strumentazione) e dalla rara potenza espressiva.
In esso si nota come la già evidente maturazione musicale di DeLonge durante l'ultimo lavoro dei Blink 182 qui si sia ancora più evoluta, nonostante non si discosti del tutto dal suo stile, subito riconoscibile, tant'è che, per fare un esempio, una "Not Now" (inserita nel recente "Greatest Hits" dei Blink 182) in quest'album non avrebbe certamente sfigurato. Ma qui si punta soprattutto sulle emozioni, e la band prova, riuscendoci, a creare qualcosa di lirico e profondo, quasi epico, lasciando chiaramente trasparire nelle strutture e negli arrangiamenti le influenze espressamente citate dal gruppo: le costruzioni sonore dei Pink Floyd, l'anthem rock degli U2 e il lato dark dei Cure vengono miscelati alla perfezione, anche se gli Angels And Airwaves ne dovranno fare di strada per avvicinarsi alla carriera di questi loro "maestri".
Così "Valkyrie Missile", brano d'apertura, è un riassunto perfetto della direzione intrapresa in questo lavoro: un'incipit lungo ed incalzante (una costante questa: ogni pezzo ha almeno un minuto di introduzione strumentale), una melodia curata, la tipica voce di Tom DeLonge ed una sensazione di soddisfazione e spensieratezza per chi ascolta. Si capisce subito che, rispetto ai Blink 182 (escludendo magari quelli dell'ultimo album), qui si punta più sulle emozioni; anche i testi rispettano questa linea, proponendo più sentimento e meno azione ed immaturità adolescenziale. In poche parole, sia sul lato musicale sia su quello dello stile in "We Don't Need To Whisper" si trova più rock e meno punk. E mentre "Distraction" si apre con un jingle piacevolmente nuovo, brani come "It Hurts", "The Adventure" - primo singolo dell'album - e "Do It For Me Now", probabile secondo singolo, paiono veramente delle piccole perle musicali; ma è con "The War" che l'album giunge al suo apice, una canzone rabbiosa e malinconica, un inno struggente, per ironia della sorte il pezzo più vicino allo stile degli ultimi Blink 182. Il tutto torna poi più tranquillo, più spensierato, con le canzoni seguenti che si lasciano ascoltare piacevolmente: fra esse spicca "Good Day", solare ed ottimista, giusto una dichiarazione di fiducia prima di chiudere con "Start The Machine", degna conclusione del viaggio.
E' facile concordare con DeLonge quando dice che "We Don't Need To Whisper" va ascoltato da soli, con le cuffie, sdraiati in una stanza semibuia, lasciando scorrere i propri pensieri. Una delle migliori uscite di quest'anno.
a cura di Nicholas Fiorendi