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Tracklist:

  1. Drunks, Lovers, Sinners And Saints
  2. This Could Be Anywhere In The World
  3. Mailbox Arson
  4. Boiled Frogs
  5. We Are The Sound
  6. You Burn First
  7. We Are The End
  8. Crisis
  9. Keep It On Wax
  10. To a Friend
  11. Rough Hands

Alexisonfire - Crisis
(Distort Entertainment / Vagrant Records, 2006)

"Crisis" è l'atteso ritorno degli Alexisonfire, una delle band più quotate tra la folta schiera della nuova ondata di emo-core che, negli ultimi anni, ha quasi monopolizzato la scena musicale alternativa e non. Ed è proprio in questo nutrito gruppo che la formazione canadese è riuscita ad emergere, grazie a due album molto convincenti, con un ottimo tiro e uno spiccato senso della melodia, ovviamente dosati con la giusta controparte di aggressività, tipica del genere.

Il terzo capitolo discografico degli Alexisonfire è all'insegna dei cambiamenti, anche se non così radicali da snaturare i connotati caratteristici del loro suono. Innanzitutto c'è una variazione a livello contrattuale: chiuso l'accordo con la Equal Vision, è la Vagrant ora ad occuparsi di loro. L'ormai storica etichetta è ben nota per l'attività nel ramo da cui spuntano gli Alexisonfire e ha già collaborato con loro pubblicando, sul finire del 2005, uno split con i connazionali Moneen.

Dal lato strettamente musicale, "Crisis" apre nuovi orizzonti per il quintetto canadese, ma non lo fa con la decisione netta di chi vuole prendere un'altra strada: il percorso tracciato è sempre lo stesso, ma ampio spazio è stato lasciato alle divagazioni, e ciò è evidente anche in rapporto ai lavori precedenti del gruppo. "Watch Out!" incideva il solco dell'omonimo disco di debutto, ma lo faceva con più linearità: ancor prima, però, di imboccare una direzione più determinata, "Crisis" mette in luce un certo gusto per la commistione tra generi differenti quando, forse, sarebbe stato più consono riorganizzare meglio le buonissime idee espresse in passato. A quanto pare, invece, agli Alexisonfire piace rischiare e così, pur non volendosi stravolgere, affondano qualche colpo che, nel bene o nel male, non passerà sicuramente inosservato e potrà segnare la loro carriera futura.

A dimostrazione dell'ampia gamma di stili affrontati dagli Alexisonfire, già il brano d'apertura "Drunks, Lovers, Sinners And Saints" richiama sonorità hard rock, riprese poi anche in "Keep It On Wax" e, più concretamente, in "You Burn First" (nella quale partecipa come ospite prestando la sua voce Gared O'Donnell, frontman dei Planes Mistaken For Stars). In "Mailbox Arson" e nella canzone che dà il titolo all'intero lavoro è invece rintracciabile uno spirito più hardcore, mentre il bel primo singolo "This Could Be Anywhere In The World" riporta ai toni di "Watch Out!", così come fanno i restanti pezzi, grazie ad una velocità costante ed al sempre efficace lavoro sulle voci, con in primo piano le buone alternanze tra i cantanti e il frequente uso di cori; fa eccezione solamente la lenta "Rough Hands", al cui pianoforte è affidata la chiusura del disco.

Perse quasi del tutto la spontaneità e le inventive del primo lavoro e rivisitate le incisive strutture del secondo, "Crisis" riesce, comunque, a non sprofondare, perché i ragazzi dimostrano di avere personalità e di voler già puntare a cambiare se stessi. Non si accodano, né si piegano a qualche logica, e questo altro non è che un fattore positivo: c'è solo da sperare che riescano a trovare una maggiore risolutezza per poter giungere ad un qualcosa di veramente definito.



a cura di Luca Castelli


Genere:
post hardcore, nu emo-core

Registrato a
Silo Recording Studio - Hamilton, Ontario, Canada
Metalworks Studios - Mississauga, Ontario, Canada

Provenienza:
St. Catherines, Ontario, Canada

Line-up:
George Pettit (voce)
Dallas Green (chitarra, pianoforte, voce)
Wade MacNeil (chitarra, voce)
Chris Steele (basso)
Jordan Hastings (batteria)

Sito Web
www.theonlybandever.com