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Tracklist:

  1. The Restoration Of Chaos & Order
  2. Sweet Televised Destruction
  3. All Ages Show Tonight
  4. Collecting Scars
  5. Radio Waves
  6. Silence Is Golden But Duct Tape Is Silver
  7. Shut It Down
  8. Sunshine Fist Magnet
  9. I Just Wanna Start a Circle Pit
  10. War Machine Breakdown
  11. Grinding My Life Away
  12. The Production Of Self Destruction
  13. Buried Alive
  14. Best Enemy

Against All Authority - The Restoration Of Chaos & Order
(Hopeless Records, 2006)

Tornano sulla scena anche gli Against All Authority rompendo un silenzio che durava dal 2000, anno di pubblicazione del loro ultimo vero album "24 Hour Roadside Resistance", se si eccettuano la raccolta "Nothing New For Trash Like You" del 2001 e lo split di livello con i Common Rider, uscito un annetto prima di questo "The Restoration Of Chaos & Order".

Originaria di Miami, la band nasce nel 1992 all'interno del movimento "DIY", acronimo che sta a significare "Do It Yourself", cioè "fallo da solo". Questa etica di pensiero, intimamente legata proprio al punk, rifiuta la logica dello spiccato consumismo, arrivando al punto di spingere l'uomo a crearsi da solo tutto ciò di cui abbisogna per il proprio vivere, senza cercare di procurarselo dagli altri. In un'accezione più ampia, questa logica promuove la capacità della persona ordinaria di imparare a fare più di quello che si pensa sia possibile.

Tutto ciò si riflette nei testi degli Against All Authority, i quali sono sempre e comunque "contro", accompagnati da uno stile musicale particolare, divenuto col tempo un marchio di fabbrica, che non si sostanzia propriamente nello ska-core, ma è invece un punk rock addolcito dalla tromba di Alan Veronese. La formula testuale e musicale è rimasta nel corso degli anni pressoché invariata sino a questo ultimo quarto album, "The Restoration Of Chaos & Order", che probabilmente segna un punto di svolta, non tanto riguardo all'attitudine di fondo (sia il titolo del lavoro, sia la copertina non lasciano spazio infatti a dubbi sulla la vena ironica e polemica della band nei confronti del mondo di oggi), bensì rispetto allo stile musicale adottato.

In effetti scorrendo le tracce del disco, si nota una decisa riduzione delle parti nelle quali sono presenti i fiati: l'album è più tendente verso lo street punk, l'incidenza di Veronese è meno marcata (anche se comunque presente), ed il suono risulta quindi meno policromo. Per fare un paragone illustre, ricordano più i Rancid dell'omonimo datato 2000 che gli stessi in altre occasioni o i River City Rebels.

In ogni caso la classe non è acqua, e gli Against All Authority danno alle stampe un lavoro di grande sostanza, un monolito di ottima musica, diretta e trascinante, che non soffre di troppi cali compositivi. La prima traccia, colei che dona il titolo all'intero album, è un pugno nello stomaco dell'ascoltatore, una summa dello stile del gruppo, un piccolo manifesto tagliente e diretto, condito da un ritornello di facile presa. E così anche la successiva "Sweet Televised Destruction", la quale dimostra, nella sua seconda parte propriamente ska, che forse l'album sarebbe stato di tutt'altro livello con una presenza più decisa dei fiati.

Tutta la prima parte del disco rimane comunque su livelli elevati, come testimoniano sia "All Ages Show Tonight" che "Collecting Stars", ottimamente strutturate sia nel testo che nella melodia. Forse il pezzo più riuscito è invece "Radio Waves", che sposa magnificamente l'incisività del punk rock con l'allegria e la dolcezza dello ska-core. "The Restoration Of Chaos & Order", con la sua tipica formula, scorre così facilmente (e forse però un po' stancamente) verso la fine, regalando altri buoni pezzi come "Sunshine Fist Magnet" e le più potenti ed hardcore-eggianti "I Just Wanna Start a Circle Pit" e "Buried Alive", ma non raggiungendo più i livelli iniziali del disco.

In ogni caso, quest'ultima fatica degli Against All Authority è una prova di livello di una formazione che ha raggiunto (da tempo) la piena maturità, che non scontenterà i numerosi fans, ma che questa volta soddisferà anche gli ascoltatori occasionali. Di certo rimane il dubbio che se la band avesse dato più visibilità ai fiati, dando continuità al proprio stile, si starebbe qui valutando un album molto diverso e (forse) migliore.



a cura di Andrea Aprile


Genere:
punk rock, ska punk

Provenienza:
Miami, Florida, U.S.A.

Line-up:
Danny Lore (voce, basso)
Joe Koontz (chitarra)
Macbeth Proenza (batteria)
Alan Veronese (tromba)

Sito Web
www.aaaonline.org