AA.VV. - Think Punk #1
(Rude Records, 2007)
1977-2007: sono già passati trent'anni dalla nascita del punk, e la milanese Rude Records, avvalendosi della preziosa collaborazione della Nitro Records di Dexter Holland e del magnifico parco-gruppi della SideOneDummy, li festeggia pubblicando la presente raccolta, la quale, come indica chiaramente il "#1" accanto al titolo, costituisce solamente il primo capitolo di una serie di compilation da pubblicarsi in futuro.
Grazie al supporto delle due etichette maggiori delle quali la Rude Records è distributrice per il territorio europeo, "Think Punk" può presentare al suo interno band di ottimo livello, e pertanto il disco si può validamente analizzare anche prescindendo dai nomi di maggior prestigio, come gli Offspring, il cui nome funge da richiamo ma il cui pezzo proposto è degli esordi ("Elders", peraltro esemplare), o gli MxPx, presenti con la poco esaltante "Cold Street", o infine i sempiterni Vandals, che suonano la divertente "People That Are Going To Hell".
In verità il vero punto di forza di questo lavoro è però costituito dalla presenza di gruppi in rapida ascesa che, seppur già ben conosciuti anche a livello internazionale, sono considerati ancora di seconda fascia, e dei quali gli italianissimi Sun Eats Hours e New Story sono pregevoli alfieri (presenti rispettivamente con la notevole "The Level", che ben parametra l'enorme talento del gruppo vicentino, e "Streetlights", ottimo connubio tra melodia e carica musicale). E' questo anche il caso dei Gogol Bordello dell'eclettico Eugene Hutz, inseriti con l'esaltante "Start Wearing Purple", brano nel quale si intrecciano perfettamente punk, folk e musica gitana nel classico (e unico) stile della band; dei Flogging Molly, che per gli amanti del folk irlandese non hanno certo bisogno di presentazioni ("The Wanderlust"); dei Casualities, che con il loro energico oi! punk infiammano da anni i palchi di tutto il mondo.
Ma ascoltare "Think Punk" è anche motivo, per l'appassionato disattento, di conoscere band validissime alla conquista di una maggiore notorietà, appartenenti ai più disparati sottogeneri nei quali si divide il punk. E' presente infatti il leggero pop punk degli American Eyes, quello di maggiore derivazione Ramones-iana targato Junior, la splendida traccia hardcore "Bicycles For Afghanistan" ad opera dei Crime In Stereo, la stilisticamente policroma "Get Up!" presentata dagli Elvis Jackson e così via, a comporre una raccolta che si caratterizza per grande varietà di stili e di approcci, tutti così diversi ma alla fine omogenei nell'interpretare il punk.
Non è sempre facile comporre una raccolta che abbia una qualità globalmente sufficiente a giustificarne l'acquisto, ma la Rude Records ci riesce facilmente grazie alla scelta accurata dei pezzi da inserire, operazione non facile dato lo sterminato catalogo dal quale si poteva permettere di attingere. Ciò porta ad una inevitabile considerazione finale: se pescando dai gruppi di recente formazione si riesce a comporre una compilation di questo livello, come si fa, a trent'anni dalla nascita, ad affermare con boriosa sicurezza che il punk dovrebbe essere morto?
a cura di Andrea Aprile