AA.VV. - Six Strings Revolution Vol. 1
(NoReason Records, 2006)
Sulla scia della compilation "Punk Goes Acoustic" dell'americana Fearless Records, la NoReason propone una raccolta di brani acustici da parte di band della scena punk/emo/hardcore che, per una volta, lasciano da parte gli strumenti elettrici (e, tranne in un paio di casi, la batteria) per imbracciare la sempre affascinante chitarra acustica, mostrando così un loro lato più intimo ed emozionale.
Emblema di questa temporanea trasformazione sono i SunEatsHours, soliti in genere a frastornare i timpani con il loro hardcore melodico ma qui presenti in una versione molto dolce e delicata, che comunque non stona con la ruvida voce di Lore, in grado di emozionare in qualsiasi salsa la si condisca. Al fianco di una manciata di band di una certa notorietà (della quale i SunEatsHours fanno sicuramente parte) s'incontrano però più che altro formazioni italiane emergenti ma, sarà un caso o forse no, sono proprio i brani proposti da quelle dotate di una discreta fama internazionale a regalare le maggiori emozioni. Oltre alla deliziosa canzone dei SunEatsHours ("My Prayer") posta in apertura di disco, a spiccare sono infatti la splendida e disperata dichiarazione d'amore di "Distance Part. II" dei Vanilla Sky, il classico emo/pop punk acustico raddolcito da delicate note di pianoforte di "Move Into You" dei portoghesi Fonzie e la rielaborazione di "We Are" dei Minnies già apprezzata nel loro ultimo EP "Il Pane e Le Rose".
Non mancano comunque ottimi episodi partoriti da formazioni meno conosciute: molto buoni infatti sono anche il veloce e ritmato acustico "Chance" dei My Own Rush, "Diverso Da Ieri" dei promettentissimi Garretti e "Faded Lights" degli Airway, guidata da una deliziosa chitarra. Per il resto il disco si mantiene su livelli più che accettabili, con solo qualche sporadica caduta di tono (delle quali "01:00 PM, Hate Is Eating" dei Daire è la più rovinosa) ma senza altri particolari sussulti, anche perché l'ascolto prolungato di soli brani acustici - se non eccezionali, alla primi Dashboard Confessional, per intendersi - può portare sonnolenza come effetto collaterale.
"Six Strings Revolution" rappresenta comunque una buona collezione acustica che consente di scoprire un'altra faccia di gruppi soliti normalmente a fare roboare i propri amplificatori, avvalorata anche dalla presenza da una ingente presenza di canzoni (o versioni di canzoni) inedite.
a cura di Gianmaria