AA.VV. - Punk Remake Vol. 1
(Ammonia Records, 2007)
Una raccolta di canzoni ha sempre una motivazione a giustificarne l'esistenza, motivazione che può essere più o meno nobile. Si va dalla promozione della propria casa discografica sfornando una compilation con nomi già affermati che inducano la gente ad acquistare il prodotto e ad interessarsi della nuova realtà, oppure è altrettanto possibile che ad essere pubblicizzati siano gruppi musicali emergenti che, trovandosi sullo stesso disco di gruppi già conosciuti, possano venire ascoltati senza discriminazioni. Talvolta un'etichetta può avere un'idea originale (riproporre le canzoni di una determinata formazione in chiave acustica, per esempio) o intendere tributare un gruppo che celebra una data importante della propria carriera, oppure una band scomparsa. Insomma, le motivazioni possono essere migliaia, alcune delle quali anche poco onorevoli, a volte.
La raccolta "Punk Remake Vol. 1", edita dalla celebre Ammonia Records, sicuramente nasce per un perché ben preciso, che però è quantomeno sfuggente. Nessun appunto può essere mosso all'idea di rifacimento in chiave punk di brani affermati appartenenti ad altri generi musicali, sebbene la mossa non sia particolarmente originale e si incunei semplicemente nel filone americano della serie della Fearless "Punk Goes…".
La cosa che veramente lascia basiti è la presenza minima di brani creati per l'occasione: al contrario, la maggior parte dei quindici pezzi che compongono il disco sono reperibili sui lavori dei vari gruppi partecipanti, editi fra il 2003 ed il 2006, con l'eccezione di "Enjoy The Silence", cover dei Depeche Mode già inserita dagli Heideroosjes come b-side nel singolo di "Time Is Ticking Away" datato addirittura 1999. Molto probabilmente un disco del genere avrebbe acquistato un senso se i brani fossero stati un'esclusiva: così non è, e questa è una pecca di portata non indifferente. L'unica eccezione è il video dei Me For Rent, "Hybrid Moments", ma è forse un po' poco per giustificare l'intera operazione.
Gli altri dubbi nascono in merito al modo con cui è stata effettuata questa raccolta: i vari brani fra loro collimano poco, ma, trattandosi di reinterpretazioni, non sarebbe un gran problema se da tutto questo trasparisse un criterio minimo di accumulo. Sul sito dell'Ammonia si parla di "gemme che hanno fatto la storia della musica": accettabile per "Final Countodown" degli Europe e "Enjoy The Silence", non altrettanto per "Whenever, Wherever" di Shakira o per "Don't Let Me Get Me" di Pink. Forse sarebbe stato più sincero parlare di accumulo di successi senza che fra essi sia riscontrabile una seppur minima parentela, a differenza delle serie "Punk Goes…", che tendono ad essere molto più specifiche e razionali.
In ogni caso, in ambito musicale, alcuni brani della compilation sono sicuramente apprezzabili per l'impegno realizzativo e l'originalità di rifacimento: è il caso di "Wonderwall" degli Oasis, riscritta in chiave hardcore dai Gaia Corporation, o di "Hybrid Moments" dei Misfits, proposta in stile simil-Hives dai Me For Rent. Fra gli altri si distinguono certamente anche "All The Things She Said" (Tatu) dei Madbones con Olly alla voce e "La Isla Bonita" (Madonna) riproposta dai Marsh Mallows. Alcuni brani sembrano invece smarrire il senso dell'originale, quali la stessa "Enjoy The Silence", priva della suggestione che l'originale forniva, o ancora "With Or Without You" dei Carry-All, tecnicamente perfetta ma poco graffiante.
"Punk Remake Vol. 1" desta quindi parecchie perplessità, non per la qualità dei brani, ma per il modo in cui è stato realizzato, ed ora come ora non pare proprio un CD imperdibile. Infatti, per quanto il lavoro sia musicalmente godibile, troppe pecche ne hanno macchiato la realizzazione, e l'unico modo perché la serie "Punk Remake" possa proseguire con successo (almeno morale) è risolverle.
a cura di Paolo Magarini