AA.VV. - Look At All The Love We Found: a Tribute To Sublime
(Kung Fu Records Europe / Cornerstone Recording Arts Society, 2005)
La Cornerstone R.A.S. omaggia i Sublime con un tributo nel quale alcuni dei loro brani di maggiore successo vengono riproposti da artisti spesso distanti dalla scena musicale della quale faceva parte la band di Long Beach, scioltasi nel 1996 in seguito alla morte del suo cantante Brad Nowell dopo otto anni di carriera e tre dischi di studio.
Il disco, che si intitola "Look At The Love We Found: a Tribute To Sublime", è composto da sedici brani nella versione americana, ai quali vanno ad aggiungersene altri due ("New Realization" degli Applicators e "Ball And Chain" dei Vandals) in quella europea, distribuita da Kung Fu Europe. Gli artisti che partecipano a questo tributo provengono da culture musicali anche sensibilmente differenti tra loro, re-interpretando i brani nei generi e stili a loro più congeniali: gli esempi più significativi in questo senso sono costituiti dal brano d'apertura "Badfish/Boss DJ", proposta da Jack Johnson in versione folcloristica ed acustica, o dalla versione hip hop di "What I Go", realizzata da Michael Franti & Spearhead. Naturalmente hanno preso parte a questo progetto anche formazioni stilisticamente più vicine ai Sublime, come gli Avail, il cui rifacimento di "Santeria" suona sicuramente riuscito, i Pennywise, che hanno rivisitato "Same In The End", ed i Vandals, con la loro riproposizione di "Ball And Chain". Tra gli episodi più positivi si segnalano anche "D.J.s", eseguita dal vivo dai No Doubt, la melodica "Garden Grove", proposta dai Camper Van Beethoven, e la curiosa versione di "April 29th, 1992 (Miami)", una sorta di miscela tra musica latina, reggae e ska da parte degli Ozomatli.
Ogni singolo pezzo riesce a destare curiosità ed attenzione proprio perché viene rivisitato da ogni artista nella maniera più consona alle proprie attitudini musicali, non andando a costituire uno di quei tributi che sembrano essere composti da cover band prive di personalità. Questo storpiamento dei brani potrebbe legittimamente anche indignare chi seguiva il gruppo californiano - ora diventato un piccolo cult - quand'era ancora in vita, che magari preferisce ricordarlo nella maniera originale, ma ciò non toglie nulla alla qualità di questo omaggio targato Cornerstone R.A.S..
a cura di Piero Di Battista