AA.VV. - Brats On The Beat: Ramones For Kids
(Go-Kart Records, 2006)
Raccolte, antologie e tributi vari ai Ramones ormai si sprecano, dato che, quasi ogni anno - "casualmente" nel periodo natalizio - viene proposta una nuova uscita del genere. Anche quest'anno ci si ritrova davanti ad un lavoro omaggiante i Fast Four, che, però, è realizzato in maniera diversa dai precedenti ed ha uno scopo molto più utile dei soliti "best of" dal sapore esclusivamente commerciale.
La Go-Kart Records propone infatti un disco contenente dodici brani dei Ramones rivisitati ognuno da un cantante di una band che ha certamente subito fortemente l'influenza dei "fratellini". Nei brani sembra non esserci novità alcuna, se non che ritornelli e parti delle strofe sono cantati anche da bambini; e non a caso, visto che parte dell'incasso delle vendite della compilation verrà devoluto al St. Jude Children's Research Hospital di Memphis. Tra gli artisti che si sono prestati a questa particolare rivisitazione si ritrovano Jim Lindberg, che si cimenta, come spesso accade coi Pennywise dal vivo, in una buona rivisitazione di "Blitzkrieg Bop", e poi Matt Skiba degli Alkaline Trio, che rivede "Rock 'n' Roll High School", Brett Anderson delle Donnas, con la sua versione di "California Sun", Jack Grisham dei da poco sciolti T.S.O.L. con "Bot 'Til You Drop", Blag Dahlia dei Dwarves con l'ottima "Rockaway Beach", Greg Attonito dei Bouncing Souls con "Do You Remember", ed altri ancora. Tutti i pezzi sono stati rivistati con cura ed attenzione: ovviamente, se si considera, non tanto magari il livello, ma la passione che tutti nutrono verso i Ramones.
Un disco adatto a tutti, perfetto per passare una mezz'ora di spensieratezza, magari ripensando alla storia che hanno fatto questi brani nati per merito di uno dei gruppi più imitati di tutti i tempi. E' di certo possibile che questa nuova raccolta faccia storcere il naso ai fans più accaniti dei Ramones, che magari la vedranno come un'altra banale trovata commerciale stavolta mascherata con scopi umanitari, ma resta comunque un degno, e soprattutto diverso, omaggio ai quattro "fratellini" di New York.
a cura di Piero Di Battista