AA.VV. - Warped Tour 2005 Compilation
(SideOneDummy Records, 2005)
48 date, 8 palchi, una sessantina di sponsor, ma, soprattutto, più di 130 bands. Sono questi alcuni numeri dell'undicesima edizione del Vans Warped Tour, uno dei festival musicali itineranti più importanti del Nord America e, in generale, un vero e proprio evento per l'intera sfera punk rock, che si è svolto quest’anno dal 18 giugno al 15 agosto.
Evolvendosi e crescendo di popolarità, la grande carovana del tour ha, di anno in anno, riscosso sempre più successo e un continuo aumento di partecipazioni, sia a livello di pubblico che per quanto riguarda la line-up: ora come ora, infatti, le contaminazioni musicali sono tali che questo festival ha perso, anche se non totalmente, l'obiettivo di muovere un intero carrozzone di artisti punk, aprendosi a differenti generi musicali.
La SideOneDummy Records (casa di MxPx, Slick Shoes, Flogging Molly...) dal 1998 segue questo festival e, annualmente, contribuisce alla diffusione della sua conoscenza con la pubblicazione di una compilation che racchiude brani degli artisti partecipanti al tour. L'edizione di quest'anno, così come le ultime tre, è formata da due dischi, per un totale di 50 pezzi equamente distribuiti e, a parte uno, tutte le canzoni non sono tratte da esibizioni live, ma da LP o singoli.
Stage 1
La prima parte di questa lunga compilation si apre con il punk melodico degli MxPx e su questa scia s’incontrano poi gli Street Dogs e gli ormai veterani No Use For A Name; un accento più aggressivo lo danno gli Offspring con un brano del 1989, gli Unseen ed i bravi A Wilhelm Scream. Più spazio è stato dedicato, invece, alle produzioni vicine al pop punk o, se si preferisce, power-pop: si trovano, infatti, Fall Out Boy, Rufio, The Academy Is, Amber Pacific, Boys Night Out, Plain White T's e Mae, con gli ultimi tre di questo raggruppamento che si segnalano anche per rimandi emo-core e indie. Sempre sul versante punk ci sono poi due formazioni influenzate da sound folkloristici, come Dropkick Murphys e Gogol Bordello, che si rifanno alla tradizione irlandese i primi e a quella russa i secondi. C'è spazio anche per un po' di allegro ska-core (Big D & The Kids Table), per il rock raffinato degli Hot Water Music e per quello più moderno ed intenso dei Nural. Il resto è occupato dall'immancabile compagine emo/screamo e metal-core: generi discussi, ma in cui si possono trovare buoni gruppi, vedi Atreyu, Zao, Underoath, Hopesfall, From First To Last, Greely Estates e Underminded, tutti con prove più o meno convincenti.
Stage 2
La velocità di "Yell Out" dei Pennywise, tratta dal controverso "The Fuse", è il biglietto da visita del secondo disco che, in gran parte, segue le stesse direzioni musicali del primo. Per quanto riguarda le partecipazioni più alternative c'è il folk-punk dei Flogging Molly, il reggae dei Bedouin Soundclash, lo ska dei Left Alone, il rockabilly dei Phenomenauts, il tranquillo indie proposto dagli Youth Group e l'atipico hip hop dei Gym Class Heroes, con l'ironica "Taxi Driver". Go Betty Go, Tsunami Bomb, Strung Out e Strike Anywhere sono le uniche formazioni prettamente punk ("al femminile" per le prime due, con più decisi contorni hardcore le altre), mentre il blocco pop punk, nell’ampiezza di tutte le sue sfumature, è rappresentato da Millencolin, Halifax, Roses Are Red, The Matches, Bleed The Dream, Motion City Soundtrack e Armor For Sleep; l'influenza (new) emo si fa già sentire in questa fascia, ma viene accentuata dalla presenza di Hawthorne Heights, Silverstein ed Hidden In Plain View e, in parte, dei Name Taken. Rimangono poi l'alt-rock dei Gatsby's American Dream, il potente metal-core dei Bleeding Through e quello più originale dei Death By Stereo.
Questo nuovo documento dell’annuale Warped Tour è in sostanza una compilation più che buona che, anche se con alti e (fortunatamente pochi) bassi, si segnala per una scelta dei pezzi non sempre scontata e per una discreta variabilità.
a cura di Luca Castelli