AA.VV. - Tony Hawk's American Wasteland
(Vagrant Records, 2005)
"Tony Hawk's American Wasteland" non è altro che la colonna sonora dell'omonimo videogioco, per l'appunto di skate. Anche in questo episodio, come nei precedenti titoli della serie, l'aspetto musicale svolge un ruolo non marginale proponendo in linea di massima gruppi punk, hardcore e simili. Stavolta però la cosa si fa più interessante, tanto da meritare la pubblicazione di un disco contenente parte delle musiche del gioco: in questo disco si ritrovano infatti gruppi dell'attuale panorama musicale emo, hardcore e punk alle prese con brani di popolari formazioni punk di un paio di decenni fa e più.
Ascoltare questo disco è un po' come assistere ad un incontro tra due generazioni diverse, perché ci si trova ad ascoltare gruppi come Alkaline Trio, Thursday e My Chemical Romance nella revisione di brani della "vecchia scuola" pescando un po' ovunque, dai Descendents ai Black Flag, dai Misfits ai Buzzcocks, fino ad arrivare agli Stooges. Nonostante un lavoro di questo tipo possa risultare ampiamente interessante, non dovrebbe stupire se qualche fondamentalista appassionato di punk vecchia maniera storcesse il naso… Nello specifico i risultati sono comunque per lo più buoni, e tra i brani migliori emergono quelli interpretati da Thursday, Alkaline Trio e Thrice, i primi riproponendo una bella versione di "Ever Fallen In Love" dei Buzzcocks, i secondi riuscendo a far sembrare un brano dei T.S.O.L. un pezzo del proprio repertorio ed i terzi ricreando il feeling dell'originale grazie anche ad una registrazione che ricalca il sound dei primi anni '80.
Tralasciando il discorso della trovata commerciale atta a recuperare acquirenti da più parti, ci si può azzardare nel teorizzare che questo disco espleti un po' come "le nuove generazioni, ovviamente all'interno della propria individualità, percepiscano e rielaborino le lezioni del passato", qualcuno ricalcando alla perfezione l'originale, qualcun altro rendendo un brano quasi proprio per intenzione e composizione stilistica, altri ancora invece (purtroppo) limitandosi a coverizzare senza troppa enfasi.
Un disco consigliabile se non per l'acquisto almeno per l'ascolto, magari dedicandosi ad un confronto più appassionato che non eccessivamente critico.
a cura di Lenny Pacelli