AA.VV. - Take Action Volume 5
(Sub City Records (Hopeless Records), 2006)
Il progetto Take Action nasce con l'intento di dissuadere i giovani americani dalle ipotesi di suicidio che stanno prendendo sempre più piede fra i teenagers statunitensi, e difatti entrambi i dischi di questo doppio CD documentante l'omonimo tour, che ormai da anni puntualmente si compie, si aprono con una raccomandazione, la prima di Tim Pagnotta dei Sugarcult e la seconda di Joey Cape dei Lagwagon (oltre che di Bad Astronaut e Me First And The Gimme Gimmes).
A questo disco, giunto alla sua quinta edizione, partecipano sia formazioni facenti parte dell'edizione 2006 del tour, sia formazioni estranee ad esso, per un totale di 43 canzoni (escludendo i due discorsi introduttivi): insomma, una gran mobilitazione per una causa piuttosto sentita. L'album è però in realtà una raccolta di brani già pubblicati, e gli inediti (demo o versioni acustiche) si contano sulle dita di una mano. Niente di nuovo quindi, ma comunque molta carne al fuoco. Per la maggior parte l'album conta su gruppi emo e pop punk, ma trovano spazio anche punk rock e indie rock.
Nel primo CD, dopo l'aggressività di Underoath e Fall Of Troy, la demo dei Saosin, "Sleepers", si distingue per la qualità della voce e della melodia. Molto buono anche il pezzo degli Amber Pacific, mentre trovano spazio anche i Panic! At The Disco con il loro stile caratteristico e con un brano dal titolo azzeccato per la compilation, "The O. D. B. Martyrdom And Suicide Is Press Coverage". "The Minstrel's Prayer" dei Cartel, una romantica ballata acustica dal tamburo alienante, è sicuramente fra le migliori canzoni del primo CD; gli Hawthorne Heights rivisitano invece "Silver Bullet" in una delicata versione acustica, mentre gli altri gruppi si susseguono con una varietà di generi discreta ed una qualità sempre sopra la media. Si distinguono leggermente dagli altri gli Horse The Band, forse a causa dello stile, che si rifà ad un buon hardcore con influenze elettroniche. Chiudono il primo CD gli As I Lay Dying con "Confined", un pezzo aggressivo e brutale, in cui la voce che non urla rimane in secondo piano.
Il secondo CD si apre invece con la cornamusa dei Dropkick Murphys e la loro famosa "The Warrior's Code"; degni di nota anche i tre gruppi successivi, Strike Anywhere, Lagwagon ed A Wilhelm Scream, con le loro differenti concezioni di punk ed hardcore, mentre i Briefs propongono un rock che ricorda la nuova ondata anglosassone, discostandosi da qualsiasi proposta precedente. Il secondo CD conta molto più punk, e l'esempio principe arriva con gli Against Me!, che propongono "Don't Lose Touch". C'è spazio anche per i Lucero, che ricordano i Goo Goo Dolls, ma ciò che segue è ancora del sano punk rock, sfumato da influenze di vario genere, che siano dark, old school, pop e chi più ne ha più ne metta... In questo secondo CD non riesce ad emergere più nessuno, pur rimanendo la compilation di una buona fattura.
L'acquisto di compilation di questo tipo è come sempre consigliato solamente a chi vuole scoprire nuovi gruppi o a chi vuole un buon CD, emo o punk rock che sia, da ascoltare in macchina quando si ricerca un po' di varietà. Non rappresenta comunque questo un acquisto fondamentale, in quanto la quasi totalità delle canzoni è già stata pubblicata, ma i soldi speso in ogni caso vanno ad una buona causa.
a cura di Nicholas Fiorendi