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Tracklist:

1.Ozma
Turtlenuck Coverup
2.Audio Karate
Drama Club Romance
3.Tsunami Bomb
Say It If You Mean It
4.The God Awful
Disconnected Youth
5.The Vandals
Count To Ten
6.Useless ID
Too Late To Start Over
7.One Man Army
S.O.S.
8.The Ataris
Bad Case Of Broken Heart
9.Antifreeze
Useless Words
10.Ozma
Game Over
11.Audio Karate
Rosemead
12.The Vandals
I'm Becoming You
13.Tsunami Bomb
Top 40 Hit
14.Useless ID
Bring Me Down
15.Mi6
Lesbian Girlfriend
16.Antifreeze
Question
17.The Ataris
Take Me Back

AA.VV. - Punk Rock Is Your Friend (Kung Fu Sampler #4)
(Kung Fu Records, 2003)

La Kung Fu, label di Joe Escalante, bassista dei Vandals, è diventata col tempo una delle maggiori etichette del panorama alternativo americano, scoprendo e lanciando addirittura gli Ataris, ora sotto major e avviati verso il successo mondiale. "Punk Rock Is Your Friend" è un sampler utile per farsi un'idea del roster attuale della label californiana, che gode certo di ottima salute.
Si parte con gli Ozma, quintetto power pop con influenze emo, condito da tastierina stile videogiochi giapponesi di un tempo e che convince soprattutto per le melodie e gli arrangiamenti, nonché per un'ottima tecnica; due pezzi per loro: "Turtlenuck Coverup" e "Game Over", entrambi tratti dal loro ultimo album "Spending Time On The Borderline". Gli Audio Karate, band dedita all'emo-punk, li avevamo già visti in Italia nel Kung Fu Package Tour: "Drama Club Romance" e "Rosemead" sono entrambe tratte dall'album "Space Camp" (leggi la recensione); stesso discorso per i Tsunami Bomb (anch'essi nel Kung Fu Package Tour): punk rock venato di dark che ricorda molto i primi AFI e che convince in "Say It If You Mean It", ma lo fa un po' meno in "Top 40 Hit", che risulta troppo legata ai classici canoni del punk hardcore; entrambi i pezzi sono tratti da "The Ultimate Escape" (leggi la recensione). E nella compilation non potevano mancare certo i padroni di casa: i Vandals compaiono infatti con due pezzi, "I'm Becoming You", presente nell'ultima uscita della band "Internet Dating Superstuds" (leggi la recensione), e "Count To Ten" (qui considerata come un inedito, ma in realtà già presente nella versione europea del medesimo disco); niente da aggiungere alla loro invidiabile carriera. Come niente da aggiungere va fatto agli Ataris, esplosi ora a livello mondiale, ma memori qui del loro passato pre-major: "Take Me Back" tratta da "Anywhere But Here" e "Bad Case Of Broken Heart", da "End Is Forever" non sono pezzi nuovi, per cui la loro presenza in un sampler come questo è abbastanza strana (certo ora hanno tanto appeal...). Convincenti anche gli Antifreeze, con il loro pop punk allegro e ultra melodico, presenti qui con "Question" (da "Four Letter Words") e "Useless Word", brano per il momento inedito. Pop punk anche per gli Useless ID, anche se un po' più orientato verso l'emo: di loro possiamo gustare "Too Late To Start Over" e "Bring Me Down", tutte e due tratte da "No Vacation From The World" (leggi la recensione). Un pezzo a testa invece per Mi6, God Awful e One Man Army. I primi propongono un punk rock scanzonato e demenziale (basta leggere il testo della loro canzone per credere: "Lesbian Girlfriend"), che però non affascina del tutto, lasciando un alone di già sentito. Punk rock stile U.S. Bombs per i God Awful, presenti con un inedito, "Disconnected Youth"; piaceranno di sicuro ai fan della band di Duane Peters. Gli One Man Army invece, trio punk rock vecchio stile ci deliziano con un pezzo live tratto dal loro DVD uscito per la serie "The Show Must Go Off" (la collana di DVD live prodotti dalla Kung Fu), "S.O.S.", sulla scia di gruppi come Rappresaglia o Impossibili. Ma non è finita qui: presenti anche un'improbabile ghost track e cioè un remix di "I Can't Wait" dei Vandals (sempre tratta da "Internet Dating Superstuds") dalle sonorità latino-americane (più che altro è una palese presa per i fondelli di "Mambo n° 5", il tormentone estivo di Lou Bega, di qualche anno fa), e una traccia interattiva con videoclip di Ozma, Tsunami Bomb, Vandals e Ataris e video live di Alkaline Trio, Mest e One Man Army.
Insomma un disco che servirà poco o niente a chi in fondo già conosce l'etichetta di Hollywood, ma che potrà risultare utile a chi la sentirà nominare per la prima volta in questa recensione.



a cura di Tommy