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AA.VV. - Punk Fiction (P.O.T.A. Records, 2001)
La giovane label bergamasca P.O.T.A. Records raccoglie 33 gruppi (32 italiani ed uno straniero, la storica band ska-punk tedesca Stage Bottles) per 77 minuti di punk rock e contaminazioni: un ottimo biglietto da visita sicuramente per far conoscere ad un più numeroso pubblico i vari gruppi della sua scuderia, alternati a bands più conosciute ed esperte, altre senza contratto, altre ancora emergenti ma sotto altre case discografiche. A dir la verità fino ad un certo punto ero entusiasta, in quanto l'inizio è piuttosto omogeneo (diciamo fino a metà cd) grazie a brani cantati quasi tutti in italiano da band all'altezza della situazione, e un genere che non si sposta molto dal punk rock : si parte con "Commando" dei Derozer (si chiude anche col trio vicentino, un'ora e un quarto dopo ma con la stupenda "L'Estrazione", entrambe prese dal cd dal vivo "Live @ Thunder Road"), e si prosegue con i loro amici di sempre Los Fastidios di "Hate G8": insomma, un avvio dai contenuti quanto mai polemici. Via via s'alternano molte band sotto contratto P.O.T.A., dai celebri L'Invasione Degli Omini Verdi, per poi continuare con i Vadaviku, Sensa Pudore (anche qui si poteva dare di più), Giorno Di Paga (con "Clochard", uno dei loro migliori pezzi), Maradonas e Inerdzia, ma tra queste ci sono alcuni assoluti gioiellini del punk rock italiano che contribuiscono a portare la compilation ad un alto livello di gradimento, tra tutti le Pornoriviste, i Peter Punk e gli Impossibili. Per migliorare il tutto, alcune liete sorprese come i Retarded e i Melt (che propongono quello che probabilmente è il migliore pezzo del cd, "Ho Bisogno Di Qualcosa Di Forte", brano molto meglio studiato di tutti quelli inclusi in "Sempre Più Distanti"), oltre ai freschi Succo Marcio dalle melodie stupefacenti. Nella seconda parte del cd invece, il livello scende e non di poco, anche perché il punk rock grezzo che molte bands propongono dopo un po' nausea, anche a causa dello standard di registrazione che si abbassa prepotentemente assieme al piacere di proseguire. Da salvare certamente i sempreverdi Atarassia Gröp, forse una delle band più preparate e continue ed allo stesso tempo sottovalutate dell'intera scena italiana, i No One (con "So Small", vecchio ricordo di quando ancora suonavano hardcore melodico) e gli F.F.D., mentre Gambe Di Burro, Stinking Polecats e Pensione Libano avevano certamente di meglio da proporre dai loro rispettivi album. E non dimentichiamoci dei Sister Confusion, che allietano decisamente la seconda metà del cd, e che sono una delle novità più interessanti e da seguire del panorama, con il loro trascinante ska-punk di "Inside" (jingle, tra l'altro, della pubblicità dell'Ape Piaggio).
a cura di Carlo
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