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Tracklist:

1.The Medicine Wheel
2.Mancando
3.Springhill
4.Rydell
5.Yeast
6. Joshua
7.The Casket Lottery
8.Meredith Bragg (Speedwell)
9.San Quentin
10.Tomorrow
11.Mico (Ex-Porter Hall)
12.Half Foot Outside
13.Firebird Band
14.We Talked About Murder
15.Elemae
16.Big Collapse (Ex-Shift)
17.Cheswick
18.Sloe

AA.VV. - A Shudder To Think Tribute
(Ignition Records, 2003)

Dopo tanto tempo che se ne parlava, è uscito questo disco tributo della inglese Ignition Records agli Shudder To Think, dei veri e propri innovatori per quanto riguarda l'indie rock ed il post hardcore: il loro sound era, e rimane ancora oggi, unico, principalmente grazie alla particolarissima voce del suo cantante Craig Wedren. In questo tributo sono presenti rielaborazioni di brani della band presi dai suoi tre lavori per la Dischord Records, la mitica casa di Washington D.C. che aveva tra le sue fila anche i Fugazi, e dei suoi due su major (la Epic Records), anche se del secondo (ed ultimo per il gruppo), "50.000 B.C.", c'è solo una canzone.
Il disco inizia alla grande, con le tre prime canzoni (tratte da "Ten Spot", disco del '90) veramente da antologia, in cui gli imitatori di Craig riescono ad emularlo piuttosto bene anche nelle parti cantate in falsetto, per poi mantenersi a buoni livelli finché non si arriva ai pezzi di "Pony Express Record", il primo album per Epic: da qui in poi (ed anche nella storia dell'evoluzione della band è stato così, dato che in questo tributo i brani sono inseriti in ordine cronologico, dal più vecchio al più nuovo) l'originalità del suono degli Shudder To Think, con i suoi bei ritmi mai eccessivamente sostenuti, l'alternarsi di dolci melodie ed esplosioni di chitarra ma soprattutto le particolari linee vocali, lascerà il posto ad un indie-rock neanche molto indie, decisamente più adatto al target di pubblico di una major ma in qualche modo compromettente verso i suoi vecchi fans. Come spesso accade, infatti anche per gli Shudder To Think il salto su major è stato causa di una deviazione decisa nel tipo di sound, o comunque di una forte accelerazione del cambiamento visto che già dall'ultimo lavoro per Dischord, "Get Your Goat", si potevano notare i primi passi in tale direzione.
Peccato solo che i gruppi che danno vita questo tributo non siano molto famosi qui da noi in Europa (a parte magari Rydell, Casket Lottery - entrambi già sentiti in due split con gli Hot Water Music -, e i Firebird Band, in cui militano alcuni ex Braid), ma allora questo è un buon modo per conoscerli…
Da notare anche l'artwork, estremamente aderente dal punto di vista grafico, con la sua essenzialità, alle produzioni della Dischord.
Comunque un giusto tributo a questa band, scioltasi a fine anni '90, che avrebbe potuto cambiare il corso della musica indipendente, ma che per qualche motivo non è riuscita ad intaccare più di tanto le generazioni future, anche se qualcuno già al tempo li etichettò come "emo" (non sbagliando poi di tanto): e oggi l'emo sta andando alla grande…



a cura di Giamma