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Tracklist:

  1. Set Your Goals - Put Yo Hood Up [Lil Jon]
  2. Say Anything - Got Your Money [Ol' Dirty Bastard]
  3. The Secret Handshake - I Wish [Skee-Lo]
  4. Forever The Sickest Kids - Men in Black [Will Smith]
  5. My American Heart - California Love [2Pac]
  6. The Maine - I Wanna Love You [Akon]
  7. Emanuel - Kryptonite (I'm On It) [Purple Ribbon All-Stars]
  8. Person L - The Seed [The Roots]
  9. The Devil Wears Prada - Still Fly [Big Tymers]
  10. All Time Low - Umbrella [Rihanna]
  11. Scary Kids Scaring Kids - Notorious Thugs [Bone Thugs And Harmony]
  12. The Escape Frame - Nuthin' But a "G" Thang [Dr. Dre]
  13. Hot Rod Circuit - Gin And Juice [Snoop Dogg]
  14. Lorene Drive - Hey Ya! [OutKast]
  15. New Found Glory - Tennessee [Arrested Development]
  16. Just Surrender - Sexy Back [Justin Timberlake]

AA.VV. - Punk Goes Crunk
(Fearless Records, 2008)

Anche quest'anno, come ormai accade da quasi un decennio, si ripresenta il consueto appuntamento con la compilation della serie "Punk Goes…" offerta dalla Fearless Records. Lasciatesi alle spalle cover (diventate anche molto famose) di successi metal, anni '80, '90 e rivisitazioni acustiche del proprio repertorio, alcune band del panorama punk e pop punk sono state chiamate al difficile compito di cimentarsi nell'interpretazione di alcuni tra i maggiori successi hip hop degli ultimi anni. Attingendo anche dal materiale inutilizzato reso disponibile dalla cessazione dell'attività della Immortal Records (e la cancellazione della sua annunciata compilation "Yo! Indie Rock Raps"), "Punk Goes Crunk" si presenta come progetto originale e ambizioso. Numerose infatti possono essere le difficoltà in fase di arrangiamento di un brano hip hop destinato ad assumere toni rock-eggianti, e nella fattispecie punk: sempre in agguato è il rischio di tradire la matrice originale, o viceversa di non dare la giusta carica di distorsioni e affini.

L'esperienza dei gruppi contattati dalla Fearless è però ormai riconosciuta, e la stessa supervisione della casa discografica non tradisce le numerose aspettative su questo ennesimo capitolo di una saga già diventata storia. Tra le punte di diamante di quest'anno si situano senz'altro i Forever The Sickest Kids, accanto agli altrettanto blasonati Scary Kids Scaring Kids ed ai mostri sacri New Found Glory. Accanto all'ottimo livello generale dei brani proposti, scorrendo la scaletta s'incontrano ovviamente prove più riuscite (complici la maggior esperienza o dose di malizia degli interpreti, o anche più semplicemente la struttura più consona ad una re-interpretazione del brano preso in esame) e prove meno positive.

Quest'anno la compilation fa di sicuro la fortuna degli All Time Low e dei Forever The Sickest Kids, chiamati rispettivamente a rivedere "Umbrella" di Rihanna e "Men In Black" di Will Smith. Entrambi i gruppi hanno infatti avuto la fortuna di partire da un brano con ottime caratteristiche pop e melodiche, soprattutto per quanto riguarda il comparto vocale, meno rap e ritmato di quanto non succeda dovendo cimentarsi con artisti come 2Pac o Dr. Dre. Onore quindi a entrambe le band, che hanno saputo mantenere la vena propriamente crunk dei rispettivi brani, inserendola però in un ottimamente orchestrato contesto punk, con stacchi sapientemente dosati e distorsioni mai eccessive.

A lasciare l'amaro in bocca ai più rockettari saranno purtroppo i Secret Handshake: complice la loro tendenza ad un pop elettronico, essi offrono una rivisitazione parziale di "I Wish" di Skee-Lo, non risultando particolarmente innovativi o originali. Stessa sfortunata sorte è toccata ai Lorene Drive, alle prese con la hit "Hey Ya!" degli Outkast. Brano di grandissimo impatto melodico e dalle forti tendenze pop, perde in smalto in quanto risulta appiattito dal secco palm-muting iniziale e dalla mancanza di un cantante carismatico e duttile come André 3000. Da evidenziare anche la curiosa e apprezzabile rilettura metal-core offerta dai Devil Wears Prada di "Still Fly" di Big Tymers. Infine, la penultima traccia della compilation è l'ennesima prova del talento dei New Found Glory, che fanno di "Tennessee" degli Arrested Development una ballata indimenticabile.

Anche questa volta il lavoro prodotto dalla Fearless non delude, regalando ottime rivisitazioni di brani che potevano effettivamente riservare qualche insidia. Le band presenti nella raccolta confermano duttilità ed ecletticità, in una maniera che supera (in alcuni casi) persino le aspettative. Ottima compilation per riscoprire vecchi successi, per di più in un modo originale ed invitante che non può che lasciare soddisfatti.



a cura di Silvio Lugaro


Genere:
pop punk, emo-rock