7 Times Suicide - The Butterfly Factory
(Indelirium Records, 2005)
I 7 Times Suicide rappresentano l'ennesima conferma dell'ottimo stato di salute della scena romana, che continua a sfornare uno dopo l'altro gruppi di talento. Di questo eventuale elenco farebbero senza dubbio parte anche questi quattro ragazzi, che licenziano per Indelirium Records il loro EP, seconda uscita ufficiale dopo il debutto di "Falling".
Lo stile dei romani è abbastanza variegato, punk ed hardcore nell'anima ma assimilabile al nu metal, specie per l'impostazione dei suoni. La grinta e la passione della band pervadono sin dall'inizio ogni singola nota dei sei pezzi del lavoro, anche se il gruppo, tutto sommato, pecca leggermente in fatto di personalità, cercando di evitare qualunque cosa che possa suonare particolarmente nuova. La traccia iniziale, "So", mette subito in mostra una chitarra dalla distorsione potente e graffiante, pronta sia a parti chiuse e grattate, sia ad altre aperte e maggiormente lanciate. Emerge inoltre la grande capacità nell'esecuzione delle linee vocali, che consente ottimi intrecci da parte delle tre voci dei 7 Times Suicide. Il secondo pezzo richiama le sonorità di gruppi come Used e Funeral For a Friend, e molto apprezzabile risulta il lavoro delle chitarre e della batteria, perfettamente amalgamate tra di loro andando ad esprimere un sound incredibilmente potente e compatto: il ritornello coinvolgente contribuisce poi a fare di questo uno dei migliori pezzi del disco. "Sounds Like Revolution" sciorina un inizio molto ritmato in confronto ai continui stoppati delle canzoni precedenti (che comunque non scompaiono del tutto nemmeno in questa traccia), mentre "Fly With You" costituisce forse l'episodio più melodico e di facile impatto di tutto il lotto: non fosse per i suoni che caratterizzano la registrazione e che ne modificano in parte le peculiarità, potrebbe tranquillamente essere considerato un ottimo pezzo hardcore melodico. Felicissima sorpresa, dopo l'ottima "A Necklace Made Of Feelings", si rivela essere la cover dei Cardigans "My Favourite Game", con il suo inconfondibile riff di chitarra, rivista ovviamente in chiave consona ai 7 Times Suicide.
"The Butterfly Factory" giunge così al termine, ed il risultato è in fin dei conti positivo e soddisfacente. Gran parte del merito va anche alla registrazione, opera di Giuseppe Orlando (batterista dei Novembre) agli Outer Sound Studios, e, in particolare, alla masterizzazione di Louie Teran (al lavoro, tra gli altri, anche con i P.O.D.) ai Marcussen Mastering Studios di Hollywood. La qualità finale dei suoni è, ovviamente, altissima, e questo sottolinea l'impegno (anche economico) della band romana, che con questo disco ha voluto fare le cose in grande, creando certamente un ottimo punto di partenza per un prossimo grande lavoro.
a cura di Davide Tomasini