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Tracklist:
| 1. | Take The Lyrics |
| 2. | Democracy (Utopia) |
| 3. | Impossible To Ignore |
| 4. | Truee |
| 5. | First Lover |
| 6. | Silent Life |
| 7. | Tomorrow |
| 8. | Am I The Enemy? |
| 9. | A Moment Of Anger |
| 10. | Just A Dreamer |
| 11. | 14 Steps Down |
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14 Steps Down - Something You Can't Hide (Soul Craft Recordings/Vacation House Records, 2003)
Nati musicalmente nel 1999, i 14 Steps Down hanno in "Something You Can't Hide" il primo full-length della loro carriera, al quale arrivano dopo un demo di sei pezzi uscito nel 2002 e un solo piccolo cambiamento nella line-up avvenuto nello stesso anno. Questo sta a significare che si è di fronte ad un gruppo unito da ormai cinque anni e rodato in ogni suo meccanismo, contando poi che il cambiamento di line-up riguardava la sostituzione del batterista che, con tutto il rispetto, nel sound di una band punk-hardcore conta relativamente, un gruppo in cui la forte intesa tra i vari componenti si sente e fa la differenza. La tecnica base dei musicisti è sicuramente elevata anche se ne danno dimostrazione soprattutto i chitarristi che tra una libera sfuriata distorta e l'altra si lasciano andare talvolta ad interessanti riff di timbro hardcore o veloci assoli (vedi la conclusione di "Tomorrow"), oppure si impegnano in tempi stoppati ed accattivanti, mentre la sezione ritmica composta da batteria e basso rimane piuttosto statica e poco virtuosa - come d'altronde nella maggior parte dei gruppi hardcore; la voce merita invece un capitolo a parte perché se da una parte va premiata per una pronuncia inglese superiore alla media italiana e per un timbro aspro e particolare che a tratti riconduce agli Avail, le va fatto un appunto di demerito per la linearità e la scontatezza di alcune sue melodie (che comunque non sono le prerogative principali del genere). Spesso riesce ad indovinare giri azzeccati, specialmente in apertura di CD o in "Am I The Enemy?", uno dei pezzi migliori, e viene anche aiutata dai tipici e frequenti cori "da stadio" urlati; quello che non convince e anzi preoccupa è piuttosto il senso di anonima indifferenza che prevale nell'ascoltatore dopo aver scorso tutti gli undici brani del lavoro, una sensazione data dalla poca melodia e partecipazione che le melodie di alcune canzoni offrono.
"Something You Can't Hide" è un album carino e piacevole, ma che non racchiude in sé nessun brano di una bellezza sconvolgente, mantiene per la gran parte dei casi la stessa struttura compositiva e non presenta variazioni significative nei tempi, procede spedito e senza riflessioni ma senza neanche lasciare un ricordo indelebile in chi l'ascolta. Non è quindi un lavoro da buttare, tutt'altro, come esordio è valido ed incoraggiante anche se manca di quell'elemento spesso invisibile che permette ad un album di fare il salto di qualità. E' un lavoro discreto, ascoltabile, anche se in pochi se lo porterebbero su un'isola deserta potendo scegliere soltanto tra i pochi preferiti.
a cura di Carlo
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Provenienza: Concorezzo (Milano) Italia
Genere: punk-hardcore
Gruppi simili: Avail
Line-up:
Igor Sanvito (voce)
Ivan Resnati (chitarra)
Paolo Saggiomo (chitarra)
Walter Trani (basso)
Federico Fumagalli (batteria)
Registrato a
Alpha & Omega Studios di Blevio (Como), Italia
Sito Web
www.14stepsdown.com
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