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Tracklist:

  1. My Loss
  2. Fall Apart
  3. Tell Me Again
  4. Next Big Thing
  5. Time To Remember
  6. Smash The Badgew
  7. Lost And Found
  8. Everyday
  9. From Below
  10. Hurst To Know
  11. All I Can Do
  12. Not You
  13. The Saint
  14. Turn Of The Screw

1208 - Turn Of The Screw
(Epitaph, 2004)

Secondo uscita da studio per i 1208, band californiana formatasi nel 1995 il cui nome prende spunto dal numero d'appartamento che essi dividevano. Anche questa band appartiene alla nota scuderia discografica Epitaph ed è formata da quattro componenti, e tra questi vi è anche il cantante e secondo chitarrista Alex, nipote di Greg Ginn, co-fondatore dei Black Flag. Nel 2002 uscì il loro primo disco "Feedback Is Payback" nel quale questa band proponeva un classico punk-hardcore melodico molto comune nelle loro zone, suscitando anche diversi pareri positivi di illustri personaggi del settore, come Jim Lindberg, vocalist dei Pennywise, che li definì un ottimo misto tra elevata energia ed eccellenti melodie, e del chitarrista sempre dei Pennywise Fletcher Dragge che ha, tra l'altro, co-prodotto "Feedback Is Payback". Parere non del tutto condivisibile anche ascoltando il lavoro che andiamo ad analizzare, che nel complesso risulta abbastanza orecchiabile ai limiti dello scontato, unisce pezzi di puro punk rock all'hardcore-melodico, che a tratti come velocità potrebbero ricordare anche i Bad Religion e per la chiarezza vocale e la capacità di arrivare alle orecchie di non solo gli appassionati del genere, ricordano band più "commerciali" come Blink 182 o Sum 41.

"Turn Of The Screw" è composto da 14 tracce per una durata di totale di 40 minuti: la prima è "My Loss", un intro di pianoforte che poi si tramuta in un hardcore molto melodico. Segue la dirompente velocità e melodia di "Fall Apart" alla quale segue a sua volta "Tell Me Again", punk rock molto tranquillo contornato dai classici cori che solitamente contraddistinguono le punk band californiane. In "Next Big Thing" tornano ad essere più cattivi con riff di chitarra pesanti, e velocità e melodia si notano senza problemi anche nei pezzi centrali dell'album come "Lost And Found", "Everyday" e "From Below". La penultima canzone "The Saint" è un classico lento rock delizioso dove si possono benissimo udire anche dei violini che, anche se qualcuno direbbe che col genere che trattano c'entrano ben poco, rendono ancora più ascoltabile senza intoppi questo pezzo. Chiude il disco la title-track "Turn Of The Screw", pezzo un po' più violento ma allo stesso tempo molto melodico.

Tutto sommato è un discreto album, tipico del "made in Callifornia", che piacerà sicuramente agli appassionati del genere: i 1208 dimostrano senza dubbio una tecnica che non stupisce ma che neanche delude, il cantante Alex però dimostra di avere una voce normale senza eccellere del tutto, mentre l'aspetto strumentale che più colpisce è quella del batterista Manny, che dimostra doti tecniche positive rispetto agli altri musicisti della band, anche se per dare un giudizio più accurato sull'argomento occorre vederli dal vivo. A far scendere il giudizio finale a quest'album il fatto che, nonostante sia il loro secondo lavoro, non sembrano avere una loro totale identità, ma detto questo, consiglio di dargli un'ascoltata, e tale consiglio va soprattutto agli appassionati del classico hardcore melodico che difficilmente avranno mai sentito nominarli.



a cura di Piero Di Battista


Genere:
hardcore melodico, pop punk

Registrato a
Stall #2 - Redondo Beach, California, U.S.A.

Provenienza:
California, U.S.A.

Line-up:
Alex Flynn (voce, chitarra)
Neshawn Hubbard (chitarra)
Bryan Parks (basso)
Manny McNamara (batteria)