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Data:
23 aprile 2003
Luogo:
Clinic - Mestre (VE)
Prezzo del biglietto:
€ 5,00

Waterdown + Statobardo

Dopo essere venuti di supporto ai Sick Of It All, i tedeschi Waterdown tornano in Italia, questa volta come headliner, per promuovere il loro disco nuovo di zecca. Quale migliore occasione per sentire i nuovi pezzi, e per vederli per la prima volta (per quanto mi riguarda) suonare dal vivo. La serata sinceramente, non inizia bene. Dopo un viaggio estenuante, arriviamo al locale (piuttosto piccolo) e scopriamo con gran dispiacere che il gruppo di supporto, i canadesi Somehow Hollow, hanno lasciato il tour dopo le date in Spagna a causa di problemi sia finanziari, sia di salute per Mike, cantante e leader della band. Peccato davvero, visto che con il loro ultimo album uscito su Victory Records, "Busted Wings & Rusted Halos", gli ex-Grade mi avevano colpito non poco. Prima del concerto abbiamo modo di scambiare quattro chiacchere, e conoscere meglio Axel e Philip, rispettivamente chitarrista e batterista dei Waterdown, che ci chiariscono tra l'altro anche i motivi dell'abbandono dei Somehow Hollow. Il concerto inizia  sul tardi, verso le 11, ed oltre al danno si aggiunge purtroppo anche la beffa. Oltre a non potere vedere i Somehow Hollow infatti, ci tocca sorbire per 40 minuti, un gruppo di Padova, chiamato all'ultimo momento, tali Statobardo: musica e atteggiamento tipicamente da gruppo nu metal, con tanto di DJ ai piatti, voce insopportabile, e ritmiche ultra piatte e monotone (forse al batterista non farebbero male un po' di lezioni di batteria). Patetici. Sarà che disprezzo questo genere ma sono stato tentato più e più volte di lasciare il locale, durante la loro esibizione. La mia cronaca sui padovani comunque finisce qui, dato che fortunatamente ho già rimosso ogni ulteriore ricordo su di loro. Tocca ai tedeschi subito dopo, salire sul palco. Purtroppo per loro, i ragazzi accorsi qui stasera sono davvero pochissimi, una cinquantina più o meno... forse i Waterdown non sono poi così famosi come pensavo, mentre invece, credo che meriterebbero di esserlo. I sei di "Never Kill The Boy On The First Date" rompono subito il ghiaccio con "Impress Me", una delle mie preferite, per poi proporre di seguite alcune delle canzoni del nuovo album come "A Fortress", "Bulletproof" e "Xerox", che sono sicuramente tra i pezzi più d'impatto. Sul palco i due vocalist, Ingo e Marcel, la fanno da padroni, cercando di interagire con l'esiguo pubblico, e allo stesso tempo di far sentire la loro potenza vocale fuori dal comune, sia per quanto riguarda le parti scream di Ingo sia per quanto riguarda le melodie di Marcel. Tra le canzoni in scaletta anche la stupenda "Draw a smiling face", "Round 2" (che è stata la più apprezzata dalla gente presente), "Lesson I Can't Learn" e "Dodging Bullets" una delle migliori del nuovo album. La tenuta della band è notevole, ed altrettanto l'impatto sonoro. Impressionanti. La loro apparizione non supera la cinquantina di minuti, tempo comunque sufficiente per farsi un'idea di quello che i Waterdown sono: una band travolgente, carica di energia, ed emozionante. Se sono la prima band europea su Victory, un motivo credo che ci sia d'altronde. Un concerto davvero strepitoso, se non fosse stato per il pubblico scarso e il rammarico di non aver visto i Somehow Hollow. L'augurio è comunque quello di vederli presto, e speriamo in compagnia nuovamente dei loro compagni di scuderia Waterdown.

 

a cura di Max


Waterdown