Waterdown + Statobardo
Dopo essere venuti di supporto ai
Sick Of It All, i tedeschi Waterdown tornano in Italia,
questa volta come headliner, per promuovere il loro
disco nuovo di zecca. Quale migliore occasione per
sentire i nuovi pezzi, e per vederli per la prima volta
(per quanto mi riguarda) suonare dal vivo. La serata
sinceramente, non inizia bene. Dopo un viaggio estenuante, arriviamo
al locale (piuttosto piccolo) e scopriamo con gran
dispiacere che il gruppo di supporto, i canadesi Somehow
Hollow, hanno lasciato il tour dopo le date in Spagna a
causa di problemi sia finanziari, sia di salute per Mike, cantante
e leader della band. Peccato davvero, visto che con il loro
ultimo album uscito su Victory Records, "Busted Wings &
Rusted Halos", gli ex-Grade mi avevano colpito non poco.
Prima del concerto abbiamo modo di scambiare
quattro chiacchere, e conoscere meglio Axel e Philip,
rispettivamente chitarrista e batterista dei Waterdown,
che ci chiariscono tra l'altro anche i motivi dell'abbandono dei Somehow Hollow. Il concerto inizia sul tardi,
verso le 11, ed oltre al danno si aggiunge purtroppo
anche la
beffa. Oltre a non potere vedere i Somehow Hollow
infatti, ci tocca sorbire per 40 minuti, un gruppo di
Padova, chiamato all'ultimo momento, tali Statobardo:
musica e atteggiamento tipicamente da gruppo nu metal,
con tanto di DJ ai piatti, voce insopportabile, e
ritmiche ultra piatte e monotone (forse al batterista
non farebbero male un po' di lezioni di batteria).
Patetici. Sarà che disprezzo questo genere ma sono stato
tentato più e più volte di lasciare il locale, durante
la loro esibizione. La mia cronaca sui padovani comunque
finisce qui, dato che fortunatamente ho già rimosso ogni
ulteriore ricordo su di loro. Tocca
ai tedeschi subito dopo, salire sul palco. Purtroppo per loro, i
ragazzi accorsi qui stasera sono davvero pochissimi, una
cinquantina più o meno... forse i Waterdown non sono
poi così famosi come pensavo, mentre invece, credo che meriterebbero di
esserlo. I sei di "Never Kill The Boy On The First
Date" rompono subito
il ghiaccio con "Impress Me", una delle mie preferite,
per poi proporre di seguite alcune delle canzoni del
nuovo album come "A Fortress", "Bulletproof" e "Xerox",
che sono sicuramente tra i pezzi più d'impatto. Sul
palco i due vocalist, Ingo e Marcel, la fanno da
padroni, cercando di interagire con l'esiguo pubblico, e
allo stesso tempo di far sentire la loro potenza vocale
fuori dal comune, sia per quanto riguarda le parti scream di Ingo sia
per quanto riguarda le
melodie di Marcel. Tra le canzoni in scaletta anche la
stupenda "Draw a smiling face", "Round 2" (che è stata
la più apprezzata dalla gente presente), "Lesson I Can't
Learn" e "Dodging Bullets" una delle migliori del nuovo
album. La tenuta della band è notevole, ed altrettanto
l'impatto sonoro. Impressionanti. La loro apparizione
non supera la cinquantina di minuti, tempo comunque
sufficiente per farsi un'idea di quello che i Waterdown
sono: una band travolgente, carica di energia, ed
emozionante. Se sono la prima band europea su Victory,
un motivo credo che ci sia d'altronde. Un concerto davvero strepitoso, se non fosse
stato per il pubblico scarso e il rammarico di non aver
visto i Somehow Hollow. L'augurio è comunque quello di
vederli presto, e speriamo in compagnia nuovamente dei
loro compagni di scuderia Waterdown.
a cura di Max