Vagrant Tour 2004 From Autum To Ashes + Senses Fail + Moneen + Emanuel
Beccarsi quattro gruppi della Vagrant in un colpo solo non è che capiti proprio
spesso in Italia per cui questo tour europeo è come manna dal cielo un po' per
tutti gli appassionati, considerando anche che la data di Bologna è l'unica del
nostro paese.
Non ci sono "grupponi storici" dell'etichetta come Dashboard Confessional o
Get Up Kids ma di fronte a Emanuel, Moneen, Senses Fail e From Autumn
To Ashes non ci si può proprio lamentare.
Emanuel
Gli Emanuel salgono sul palco abbastanza puntuali, alle 9:30 circa come da scaletta,
ed hanno il compito di inaugurare la serata e di scaldare il
pubblico presente, ancora poco folto e piuttosto disperso per il locale. Tra
gli ultimi arrivati nella scuderia Vagrant, questi Emanuel sono ancora tutti
da scoprire visto che il loro album di debutto è previsto non prima di febbraio
2005; un po' timidi sul palco (soprattutto se paragonati alle band che
suoneranno dopo), ad un primo ascolto sembrano proporre uno screamo-rock molto
rock, veloce, energico e di sicura presa. Il pubblico comincia ad avvicinarsi e
a fare un po' di movimento in segno di approvazione. Il gruppo suona una
manciata di canzoni (5 o 6) e alla fine mi convince a comprare il loro EP
(contenente tre canzoni) per sentire come suonano su disco. La loro esibizione
live è da sufficienza piena, merito soprattutto del cantante che sembra
mettercela tutta. Il chitarrista invece mantiene la stessa impassibile
espressione per tutta la durata del concerto. Actor's studio?
Moneen
Una breve pausa ed ecco salire sul palco i Moneen e le prime cosa che si notano sono la
sgargiante maglietta arancione da "nerd" con tanto di scritta che recita
"tennis" del cantante/chitarrista ricciolino, ed i lunghissimi rasta dell'altro
chitarrista. I quattro salutano e senza perdersi in tanti fronzoli iniziano
subito il loro set in modo veloce e repentino. A parlare è la musica, e che
musica! L'emo-rock che propongono sul loro album "Are We Really Happy
With Who We Are Right Now?" è di cosi difficile catalogazione e cosi allergico
ai cliché del genere che anche per definire la loro esibizione si fatica a
trovare degni aggettivi. La presenza scenica è però a dir poco fenomenale! Meglio che su
CD senza il minimo dubbio! Il "ricciolino" non sta fermo un secondo, salta
ovunque, "ruba" il cappellino ad un ragazzo in prima fila e se lo mette in
testa, violenta e lancia la chitarra usandola come se fosse un'appendice
del suo stesso corpo e fa tutto in un modo cosi naturale tale da sorprendere.
Il "figurone" però lo fanno tutti quanti, anche gli altri membri (tra l'altro
cantano tutti molto bene) e le canzoni travolgenti fanno il resto. Insomma una
prova cosi coinvolgente e spettacolare non me l'aspettavo proprio; lasciano il
palco seguiti da un'ovazione quanto mai meritata.
Senses Fail
Quando arriva il turno dei Senses Fail si hanno ancora davanti agli occhi le"acrobazie dei Moneen e la sensazione è che per il quintetto del New Jersey sarà
difficile fare di meglio. L'ovazione che viene tributata al loro ingresso sul
palco fa capire che molti dei ragazzi accorsi all'Estragon sono lì proprio per
loro. Una breve (e incomprensibile) intro a luci spente e poi l'entrata al
buio quasi da star prima che le note di "Tie Her Down" facciano esplodere il
locale. La presenza scenica dei Senses Fail è davvero buona ma non mancano le note negative: la voce di Buddy è debole e non convince appieno, soprattutto nei passaggi tra cantato e urlato, ed anche il modo di interpretare le canzoni risulta a tratti caotico; insomma, su disco
sono decisamente più convincenti. Non vorrei comunque essere frainteso, pur con
qualche riserva a me sono piaciuti e il loro live-set è stato infuocato quanto
bastava, merito anche di una scaletta che ha pescato sicuramente tutto il
meglio dell'EP e del disco d'esordio "Let It Enfold You" ed alla quale non si
poteva chiedere di meglio; si susseguono così pezzi di grande impatto come
"Bite To Break Skin", "Buried A Lie", "Rum Is For Drinking Not For Burning",
"Lady In A Blue Dress", "The Irony Of Dying On Your Birthday" e le
acclamatissime "Steven" e "Bloody Romance", con la chiusura ovviamente affidata
alla delirante “187”. Alla fine, pur con qualche pecca si è trattata di
un'esibizione piuttosto godibile e non mi va di essere troppo critico nei loro
confronti anche perché sono una band che ho sempre discretamente apprezzato.
From Autumn To Ashes
Arriva anche il momento dell'ultimo e forse più atteso gruppo della serata, i
From Autumn To Ashes, nome che ha bisogno di ben poche presentazioni e che ha
attirato parecchi fans del metal-core. Si fanno attendere un pochino, ma anche per
loro si tratta di un'entrata in scena acclamatissima, accolta dall'entusiasmo
generale. Quello dei From Autumn To Ashes è uno spettacolo praticamente impeccabile, suonano
quasi come da CD ed il batterista conferma anche dal vivo di avere una bellissima
voce, mentre Benjamin si sforza di urlare senza sosta e di incitare
continuamente i ragazzi accorsi. Il loro set cerca di accontentare vecchi e
nuovi fans attingendo a piene mani in "Too Bad You're Beautiful" e nel più
recente e "soft" "The Fiction We Live", e così si susseguono sia brani come
"Cherry Kiss" e "Take Her To The Music Store", sia altri come "Lilacs & Lolita"
e "Milligram Smile"; mentre un po' tutti vanno in visibilio di fronte ai
"riffoni" metallici dei From Autumn To Ashes, ci sia avvia verso la fine di questo Vagrant Tour
chiuso dalla trascinante "The After Dinner Payback", che in realtà sarà seguita
da un breve bis, come da tradizione regalato ai fans. Insomma se ce ne fosse
stato bisogno, i From Autumn To Ashes si sono dimostrati headliner a pieno
merito. Complimenti e alla prossima!
a cura di David
|