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Sum 41
Alle 21 arrivo all'Estragon aspettandomi un clone di locali quali Velvet,
Alcatraz di Milano o che so io! Invece per uno stretto corridoio entro in un
posto che più che un locale per concerti sembra una cella d'isolamento del
carcere psichiatrico. Cioè, i Sum 41 vengono per due date in Italia e suonano in
uno sgabuzzino? Potevano anche venire nel salotto di casa mia che c'era più
spazio. Prima nota negativa. Almeno mi rincuoro un po' scoprendo che col
biglietto c'è la consumazione compresa. Cazzo almeno bevo gratis! Appena entro
faccio come tutti in attesa che inizi il concerto: do un'occhiata al
merchandise. Merchandise ben fornito oltrettutto, con numerosi gadgets (che
cazzo se ne farà uno con la tazza dei Sum 41, boh?). Solo dopo prendo atto di
quanto si siano fatti furbi i giovani canadesi, hanno capito come far soldi nel
music-business! Ecco il listino prezzi: felpa 55 €, t-shirt 28 €, maglietta da
calcio 40 € (!), addirittura un poster, un pezzo di carta rettangolare con 4
faccine, 3 lettere e 2 numeri scritti sopra 6 €! Cazzo me lo faccio da solo a
casa, spendo meno e viene meglio! Comunque con mio grandissimo sforzo (la mia
mano non se la sente di tirar fuori il portafogli) compro una t-shirt e piango
la danarosa perdita per circa 20 minuti. Seconda nota negativa. Concerto in
forte ritardo, nell'attesa il pubblico è intrattenuto dall'esibizione di un
ubriaco cannato che in mezzo alla folla traballa, rumoreggia e mostra in
continuazione l'indice e il mignolo alzati. Grottesco. Entrano i quattro
giovanotti di Toronto (il gruppo di supporto forse lo hanno lasciato a casa) e
subito si scatena la bolgia: sembra di essere ad un concerto degli N'Sync o dei
Westlife, data la quantità di ragazzine fighette sbraitanti, che si muovono
senza controllo e continuano a ripetere quanto siano fighi i Sum 41 (cosa che,
posso assicurarvi, non è affatto vera!). Comunque i Sum 41 spaccano, tengono
bene il palco, interagiscono col pubblico, tutto questo attraverso una
carrellata dei loro più grandi successi, da "Fat Lip" (uno dei momenti più
divertenti della serata per chi era tra la folla), a "In Too Deep", da "Motivation"
a "Still Waiting" (con cui si scatena il pogo più assoluto che coinvolge tutti,
noi stipati come sardine e grondanti di sudore - cazzo, saremo 200 in 60 mq!). E
non manca nemmeno il tempo per qualche cameo di altri gruppi tra un pezzo e
l'altro, infatti i Sum 41 si cimentano ad accennare pezzi di Metallica, Queens
Of The Stone Age e Strokes, in puro stile cabarettistico, tanto che si mormora
che il martedì seguente saranno ospiti a Zelig per un'esibizione comica. Bene,
benissimo. Il concerto si conclude con l'heavy metal di "Pain For Pleasure",
altro momento divertente del live, con Steve (il batterista, forse il più scemo
dei quattro) alla voce in stile Judas Priest o Iron Maiden. Tutto ad un tratto i
Sum 41 scompaiono. Diventano inavvicinabili. Non si trovano più. Avevo sperato
che non se la tirassero talmente tanto da atteggiarsi a sfottute rock stars e
non venire a scambiare nemmeno una parola ai fans, come fa la gran parte dei
gruppi punk in circolazione. Evidentemente mi sbagliavo. Terza ed ultima nota
negativa. Tirando le somme, il concerto in sé è stato bello e i Sum 41 hanno
suonato bene, molto bene, ma la qualità complessiva è stata rovinata dalle tre
note negative sopraccitate. Forse un recensore dovrebbe attenersi solo
all'esibizione live, ma in quanto fan ed amante del punk non posso esimermi dal
criticare questi fatti che non accrescono certo la stima del gruppo presso di
me, anzi…
a cura di Tommy "Sappo"
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