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Data:
18 gennaio 2003
Luogo:
Officina Estragon - Bologna
Prezzo del biglietto:
€ 16

Sum 41

Alle 21 arrivo all'Estragon aspettandomi un clone di locali quali Velvet, Alcatraz di Milano o che so io! Invece per uno stretto corridoio entro in un posto che più che un locale per concerti sembra una cella d'isolamento del carcere psichiatrico. Cioè, i Sum 41 vengono per due date in Italia e suonano in uno sgabuzzino? Potevano anche venire nel salotto di casa mia che c'era più spazio. Prima nota negativa. Almeno mi rincuoro un po' scoprendo che col biglietto c'è la consumazione compresa. Cazzo almeno bevo gratis! Appena entro faccio come tutti in attesa che inizi il concerto: do un'occhiata al merchandise. Merchandise ben fornito oltrettutto, con numerosi gadgets (che cazzo se ne farà uno con la tazza dei Sum 41, boh?). Solo dopo prendo atto di quanto si siano fatti furbi i giovani canadesi, hanno capito come far soldi nel music-business! Ecco il listino prezzi: felpa 55 €, t-shirt 28 €, maglietta da calcio 40 € (!), addirittura un poster, un pezzo di carta rettangolare con 4 faccine, 3 lettere e 2 numeri scritti sopra 6 €! Cazzo me lo faccio da solo a casa, spendo meno e viene meglio! Comunque con mio grandissimo sforzo (la mia mano non se la sente di tirar fuori il portafogli) compro una t-shirt e piango la danarosa perdita per circa 20 minuti. Seconda nota negativa. Concerto in forte ritardo, nell'attesa il pubblico è intrattenuto dall'esibizione di un ubriaco cannato che in mezzo alla folla traballa, rumoreggia e mostra in continuazione l'indice e il mignolo alzati. Grottesco. Entrano i quattro giovanotti di Toronto (il gruppo di supporto forse lo hanno lasciato a casa) e subito si scatena la bolgia: sembra di essere ad un concerto degli N'Sync o dei Westlife, data la quantità di ragazzine fighette sbraitanti, che si muovono senza controllo e continuano a ripetere quanto siano fighi i Sum 41 (cosa che, posso assicurarvi, non è affatto vera!). Comunque i Sum 41 spaccano, tengono bene il palco, interagiscono col pubblico, tutto questo attraverso una carrellata dei loro più grandi successi, da "Fat Lip" (uno dei momenti più divertenti della serata per chi era tra la folla), a "In Too Deep", da "Motivation" a "Still Waiting" (con cui si scatena il pogo più assoluto che coinvolge tutti, noi stipati come sardine e grondanti di sudore - cazzo, saremo 200 in 60 mq!). E non manca nemmeno il tempo per qualche cameo di altri gruppi tra un pezzo e l'altro, infatti i Sum 41 si cimentano ad accennare pezzi di Metallica, Queens Of The Stone Age e Strokes, in puro stile cabarettistico, tanto che si mormora che il martedì seguente saranno ospiti a Zelig per un'esibizione comica. Bene, benissimo. Il concerto si conclude con l'heavy metal di "Pain For Pleasure", altro momento divertente del live, con Steve (il batterista, forse il più scemo dei quattro) alla voce in stile Judas Priest o Iron Maiden. Tutto ad un tratto i Sum 41 scompaiono. Diventano inavvicinabili. Non si trovano più. Avevo sperato che non se la tirassero talmente tanto da atteggiarsi a sfottute rock stars e non venire a scambiare nemmeno una parola ai fans, come fa la gran parte dei gruppi punk in circolazione. Evidentemente mi sbagliavo. Terza ed ultima nota negativa. Tirando le somme, il concerto in sé è stato bello e i Sum 41 hanno suonato bene, molto bene, ma la qualità complessiva è stata rovinata dalle tre note negative sopraccitate. Forse un recensore dovrebbe attenersi solo all'esibizione live, ma in quanto fan ed amante del punk non posso esimermi dal criticare questi fatti che non accrescono certo la stima del gruppo presso di me, anzi…

a cura di Tommy "Sappo"