Persiana Jones + Eight Mockers
Eight Mockers
Li avevamo già visti un mese fa nei dintorni di Rimini i romagnoli Eight Mockers, che avevano intrattenuto il pubblico con lanci di stelle filanti e ballabilissime canzoni ska; tuttavia, pur essendo le canzoni piacevoli, orecchiabili e divertenti, il gruppo mi aveva dato l'impressione di non creare niente di particolarmente originale e diverso rispetto al solito ska sentito e risentito. Invece, l'ascolto più attento che gli ho prestato in quest'occasione mi ha permesso di rivalutarli totalmente e pareva di aver di fronte tutta un'altra band: chitarre potenti e lineari, fiati presenti e sempre al posto giusto, melodie vocali frizzanti e coinvolgenti, movimento sul palco, spigliatezza con il pubblico nonostante la giovane età e mai nessun disagio. Di ska, ritmi in levare e trombe se ne sente parecchio, ma in forma piuttosto originale e mai ripetitiva, nei limiti del genere ovviamente, il tutto accompagnato da due chitarre pressanti (anche se l'impressione è che una basterebbe, visto i lavori semplici di cui si occupano) e da un mostro di bassista, un autentico fenomeno. Meritano veramente tanto e la Uaz ne ha intravisto le enormi doti e potenzialità future: in tutto mezz'ora di divertimento assoluto, tra i brani del primo CD e di quello inciso per la Uaz, con la perla geniale della cover tutta ska-core di un brano dei Dire Straits.
Persiana Jones
Davanti al pubblico delle grandi occasioni, salgono sul palco i sei Persiana Jones tutti in camicia rossa, e dalla quantità di canzoni in scaletta (il foglio è visibile da sotto il palco), si capisce subito che sarà un concerto piacevolmente lungo. Comunque, non c'è nulla da dire sulla qualità delle esibizioni della storica band torinese, che dal vivo suona come su CD, e questo è già un pregio non da poco. Un'oretta per attraversare quindici anni di Persiana Jones, con ugual entusiasmo da parte del pubblico, veramente "caldo", e della band in forma smagliante che dopo tutti questo tempo non ha perso un briciolo di passione. Molti pezzi nuovi, tra i quali gettonatissimi la title-track "Brace For Impact" e "Troppo Vuoto", che la gente dimostra di conoscere ma non ancora tanto quanto le canzoni che li hanno resi celebri, come "Vita Monotona", il primo pezzo composto dalla band nel 1988, "No", "Minaccia Alcolica" e gli stupendi brani di "Agarra La Onda", tutti ballati e cantati a squarciagola dalla folla in delirio, come "La Notte", "Senza" e "Il Momento Di Reagire", più alcune delle molte cover che la band ha riarrangiato negli anni, le famose "Beautiful", "Tremarella" e la nuovissima "Livin La Vida Loca". Ogni tanto il gruppo si ferma, riprende fiato e poi ricomincia alla grande, con la scena dominata dal carisma dei Carruozzo che trasmettono energia pur senza mai cambiare espressione facciale e da Gento (il cantante degli Eight Mockers, ripetutamente chiamato sul palco). Applausi da tutte le parti, applausi in continuazione, fino
all'ultimo pezzo in scaletta "Puerto Hurraco", dove gli applausi diventano boato, e il cantante Silvio sulle ultime note di chitarra firmate Bob Marini fa l'immancabile e sempre toccante discorso di chiusura, "…Persiana Jones è tutto questo, dal 1988 non abbiamo mai firmato un contratto e mai lo faremo perché abbiamo sempre fatto ciò che volevamo…". Semplicemente, per tutto quello che hanno dato, danno e daranno ancora alla scena italiana, si meritano tutto l'affetto che hanno avuto nel corso degli anni.
a cura di Carlo