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A pochi mesi dall'uscita del loro ultimo lavoro "Splinter" ecco gli Offspring in concerto nella loro unica data italiana. Il Filaforum di Assago, alla periferia Sud di Milano, non è strapieno nonostante il settore più elevato del palazzetto sia inagibile, i motivi possono essere sia il fatto che col passare degli anni gli Offspring hanno perso buona parte di fans anche se d'altro canto possono ritrovarne i ragazzini attratti per lo più dai loro singoli di lancio degli ultimi dischi, un altro motivo è senz'altro il costo del biglietto di ingresso pari a 22 € più prevendita, ma questo è un argomento che non tocca solo la band californiana. Il pubblico presente alla serata va dai ragazzini accompagnati dai genitori a gente che segue gli Offspring dagli esordi, la grandezza del palco non è elevata, sullo sfondo ci sono delle grosse strisce bianche macchiate di nero messe in una posizione che potrebbe ricordare la facciata del Duomo di Milano.
Sun Eats Hours
Verso le 20:00 ad aprire la serata tocca ai vicentini Sun Eats Hours, che accompagnano gli Offspring anche in altre date europee: buona parte dal pubblico li conosce, sicuramente è una band che ultimamente sta riscuotendo molto successo, coinvolgono i ragazzi presenti con estrema facilità, proponendo per circa mezz'ora brani tratti dagli album "Don't Waste Time" e "Tour All Over". I cinque veneti svariano dallo speed-punk all'hardcore melodico e si segnalano anche come degli ottimi front-man, soprattutto Andrea Barone, vero e proprio show-man coi sui balli, cori e modi per trascinare il pubblico; un pubblico ampiamente soddisfatto che si fa coinvolgere tranquillamente, rispondendo cantando e applaudendo ad ogni fine dei pezzi proposti.
Horrorpops
Alle 20.45 circa ecco spegnersi di nuovo i riflettori per l'ingresso dei danesi Horrorpops, che hanno da poco pubblicato un disco per la Hellcat intitolato "Hell Yeah!". La band è composta dalla cantante e contrabbassista Patricia Day, da due chitarristi, un batterista e due pin-up girl o ballerine posizionate agli estremi del palco che ballano. Anche la loro performance dura circa mezz'ora, durante il loro concerto il pubblico ne approfitta per fumarsi qualche sigaretta o andare al bar per una birra, questo perché quasi nessuno li conosce, suonano tra la quasi indifferrenza totale dei presenti proponendo un rock-psychobilly con contaminazioni che vanno dall'hard-rock al dark. La vocalist cerca di coinvolgere il pubblico parlando con loro, facendo domande, ma non sembra ottenere soddisfazione; i veri applausi per loro arrivano quando salutano e lasciano il palco. Da segnalare però la assoluta correttezza del pubblico che, nonostante il disinteresse per gli Horrorpops, non contesta e soprattutto non si lascia andare nel lancio di oggetti verso la band danese. La loro performance finisce alle 21:15, quindi le luci si riaccendono e i continui cori "Off-spring, Off-spring" dei kids si fanno sempre più insistenti.
The Offspring
Sono le 21:45 circa: il pubblico continua ad incitare l'ingresso degli Offspring, e si comincia anche a sentire qualche timido fischio motivato da qualche minuto di ritardo della band, ma ecco che i riflettori si spengono di nuovo e parte come intro "Neocon", la stessa intro dell'ultimo loro disco "Splinter". Uno ad uno salgono sul palco i quattro, prima il batterista Atom Willard, poi Greg K al basso seguito dal guitar-man Noodles e infine naturalmente il vocalist Dexter Holland. Nessun effetto scenografico particolare a parte i repentini cambi dei colori delle luci, ed anche il loro abbigliamento è classico. Dopo l'intro propongono "The Noose", e il pubblico va in estasi, pogando irrefrenabilmente vicino al palco mentre sugli spalti tutti ballano. Dopo l'inizio dedicato al loro ultimo album, ecco "All I Want" e "Come Out And Play"; la loro scaletta propone infatti brani presi da quasi tutti i loro lavori, tranne "The Offspring" e "Ignition", purtroppo già dimenticati. Naturalmente eseguono anche il loro attuale singolo di successo "Hit That", seguita poi da "The Worst Hangover Me" e dai loro vecchi cavalli di battaglia come "Gone Away" e "Bad Habit". Il suono è ottimo anche grazie ad uno degli impianti per concerti migliori d'Italia, la loro tecnica dal vivo rimane la stessa sempre impegnata, ed ottimo è anche il nuovo batterista Atom Willard, gran picchiatore che non fa rimpiangere l'ex batterista Ron Welty; la voce di Dexter pare migliorata dall'ultima volta che venero a Milano nel 2001, apparendo più chiara anche negli acuti, ma il loro unico difetto è il poco parlare col pubblico, limitandosi solamente al classico "thank you very much" ogni fine canzone per rispondere agli applausi dei presenti. La scaletta prosegue con brani tratti da "Americana" come "Have You Ever", "Staring At The Sun", la stessa "Americana" ed anche, concedendo un momento di pausa, con "Why Don't You Get A Job?". "Want You Bad" è l'unico pezzo tratto da quello che per molti è il loro peggior lavoro, "Conspiracy Of One", ed infine suonano "What Happened To You?", tra i balli di uno scatenato pubblico.
Pausa di circa tre minuti per poi concedere il bis al pubblico milanese, chiudendo la loro prestazione con "Pretty Fly (For A White Guy)" e poi "Self Esteem". Purtroppo il concerto si chiude alle 23:10 circa, con quindi una performance di neanche un'ora e mezza, poi gli Offspring salutano l'Italia e i riflettori si riaccendono definitivamente sotto le note dell'outro di "Splinter", "When You're In Prison" seguita da "Intermission" tratta da "Ixnay On The Hombre".
Scaletta completa degli Offspring:
Neocon
- The Noose
- All I Want
- Come Out And Play
- Long Way Home
- Gone Away
- Hit That
- The Worst Hangover Me
- Have You Ever
- Bad Habit
- Staring At The Sun
- Gotta Get Away
- Da Hui
- Why Don't You Get A Job?
- Americana
- Want You Bad
- What Happened To You?
- The Kids Aren't Alright
- Race Against Myself
- Pretty Fly (For A White Guy)
- Self Esteem
Concerto bello, i ragazzi presenti si sono sicuramente divertiti, hanno cantato e ballato ma sicuramente non rimarrà un concerto totalmente memorabile.
a cura di Piero
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