Homepage Biografie Recensioni Live Report Interviste Contatti Links
Data:
9 dicembre 2004
Luogo:
Bloom - Mezzago (MI)
Prezzo del biglietto:
€ 14,00

Madball + Nashwuah

Cambiamento di locazione per il concerto dei Madball, che al posto di tenersi al Raimbow di Milano, a causa della sua provvisoria chiusura si è spostato al Bloom di Mezzago, locale storico che ha visto esibirsi sul suo palco tra i vari gruppi anche i leggendari Nirvana. Gli H2O che dovevano esser di supporto hanno avuto dei problemi di percorso dando così modo ai milanesi Nashwuah di aprire la serata.

Nashwuah
Il concerto inizia alle 10:45, sul palco i Nashwuah. Il loro è un hate-core pesantissimo e brutale sullo stile di gruppi come Unheart, Most Precious Blood e Throwdown. L'amplificazione degli strumenti scalfisce le sonorità del metal più puro, la doppia cassa sembra un pezzo di ferro, e sia chitarra che basso godono di una distorsione devastante. La batteria rivela subito la colonna portante delle canzoni, in grado di riempire ogni spazio, mentre il chitarrista rimane impegnato nei nervosi palm-muting per l'intera durata dello show e la voce del cantante prevede tra i vari screaming anche parti gravi stile death-metal. Per quanto riguarda la scena, nota d'onore alla bandana alla Suicidal Tendencies del batterista, ai frenetici movimenti della testa del chitarrista ed alle schizzate nervose del cantante, dotato di uno stile di muoversi nulla da invidiare ai gruppi dell'oltreoceano. Hate-core all'ennesima potenza quindi, con canzoni tecnicamente sofisticate, ma composte di atmosfere alla lunga assuefanti che portano a poco a poco verso la monotonia. Il pubblico è rimasto immobile per l'intera durata della loro esibizione, cosa tipica con i gruppi italiani non molto conosciuti; è stato con stupore che mi sono girato dietro la mia postazione notando una serie di omini a braccia conserte ognuno fermo e perfettamente distanziato dall'altro a seguire il concerto con passiva attenzione. Discreta scena per i Nashwaua che hanno comunque cercato di dare il meglio presentando anche alcuni pezzi nuovi sempre in coerenza (forse anche un po' troppo) con il loro hate-style.

Madball
Da veri tamarri del NY hardcore i Madball si presentano annunciati da una base su CD, cosa che avevano fatto anche all'Eastpack Tour del 2003, dove avevano utilizzato la colonna sonora di "Terminator" per anticipare l'entrata in scena. Ed eccoli sul palco. Il primo a fare il suo ingresso è il batterista Will Shepler, seguito da due enormi palle con le gambe quali il bassista Hoya (ha un po'dello zio Phil della serie "Willie Il Principe Di Bel Air"), che verso metà concerto ha sdrammatizzato le sue dimensioni nonché il suo paffuto volto paragonandosi a Topo Gigio con risata generale inclusa, ed il chitarrista Matt Henderson, un altro colosso forse un po' meno buffo del primo, ma terribilmente pesante anche lui. E si parla proprio di pesantezza, che si fa sentire non solo nei movimenti ma anche nei riff delle canzoni: molto probabilmente i Madball non abbracciano la filosofia straight-edge data la stazza, chissà se esisterà mai gruppo hardcore più pesante di loro! Entrata in corsa per il cantante Freddy Cricien e pezzo velocissimo subito d'impatto. Tutto ad una tratto la massa di omini fermi inizia a muoversi e con grande piacere realizzo di fare parte di un pubblico non molto numeroso ma di ottima qualità, quanto basta insomma per creare quell'atmosfera che solo ai concerti hardcore si respira. Subito il microfono si abbassa per dare sfogo alle urla dei fans più accaniti, cori su cori, le canzoni dei Madball hanno una carica trascinante che pochi gruppi sanno trasmettere, e nota di onore al sorriso del cantante, che è un po' uno dei padri del genere e sa di esserlo! Si percepisce nell'aria una certa simpatia con il pubblico italiano, e non a caso il cantante, smorzando un attimo i toni hardcore, a metà concerto accenna ad un celebre pezzo di Modugno: "…volare ohoh, cantare ohohoh, nel blu dipinto di blu…". Che strana fama che abbiamo all'estero, comunque è stato davvero bellissimo: un continuo contrasto di odio e amore, tanta energia, anche se fra il pubblico c'erano un paio di ubriachi di mezz'età convinti di essere in mezzo al ring di "Smackdown". Ma niente di allarmante, tutto è concesso in un concerto hardcore e ovviamente "no security"! I brani più celebri hanno avuto la loro parte di gloria, da "Hold It Down", presentata praticamente all'inizio, a "Look My Way". Uno spettacolo durato più di un'ora, arricchito da una rientrata in scena su richiesta del pubblico da divi di Hollywood con l'esecuzione di altre tre canzoni, di cui una cantata dal bassista in chiaro stile old-school , aveste dovuto vedere che faccia buffa fa quanto canta!
L'energia prodotta è stata travolgente, e insaziabile la voglia del pubblico di scatenarsi sui ritmi ballabilissimi dei Madball: con loro è veramente difficile rimanere fermi. Si è creato un grandissimo feeling, la carica delle canzoni non poteva passare inosservata, cosa tipica del NY style di cui fanno parte anche gruppi come Sick Of It All e Sword Enemy. I 15 anni di esperienza dei Madball si sono fatti sentire, sia nella perfezione dei suoni sia nella scena live.

a cura di Bas



Nashwuah





Madball