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Data:
18 gennaio 2006
Luogo:
Rolling Stone - Milano
Prezzo del biglietto:
€ 20,70

Lagwagon + A Wilhelm Scream + Me For Rent

A pochi mesi dall'uscita del loro ultimo disco "Resolve", ecco tornare in Italia i Lagwagon; la band di Santa Barbara è molto affezionata al nostro paese, tant'è vero che la sua presenza nei festival estivi è ormai una consuetudine ogni anno, anche se erano alcuni anni che non si esibivano in un concerto tutto loro. Teatro di questa esibizione è lo storico Rolling Stone di Milano, indubbiamente un locale adatto a questo genere di concerti. Ad accompagnare i Lagwagon ci sono gli A Wilhelm Scream e i nostrani Me For Rent, con proprio questi ultimi ad avere l'onore di inaugurare la serata.

Me For Rent
Sono circa le 20:15 e sul palco salgono i Me For Rent, formazione proveniente da Frosinone che ultimamente si sta facendo strada grazie a continui concerti in giro per l'Italia; il locale ancora non è pieno nemmeno per metà, ma i pochi presenti dimostrano di apprezzare la band laziale, che propone un gustoso e degno misto tra punk rock ed hardcore melodico, con brani tratti dal loro ultimo lavoro "Il Manuale Del Perfetto Impostore". La loro performance dura circa una mezz'ora, forse appaiono leggermente emozionati, anche se una certa esperienza non manca loro, visto che pochi mesi fa hanno suonato al Rock In Idro davanti a molte più persone. Un esibizione discreta e coinvolgente la loro, conclusa salutando il pubblico e lasciando spazio agli addetti al cambio di strumentazione sul palco.

A Wilhelm Scream
Dopo circa 15 minuti di preparativi ecco apparire gli A Wilhelm Scream, direttamente da Boston: davvero in pochi conoscono questi ragazzi americani, e infatti sono attesi con legittima diffidenza, ma i presenti che nutrivano tali dubbi sono stati subito smentiti già dalle prime note: un ottimo hardcore melodico capace di coinvolgere gran parte dei ragazzi, sempre più numerosi all'interno del locale. I cinque bostoniani propongono, anche loro in circa mezz'ora, molti brani tratti dal loro ultimo album "Ruiner", disco che ha riscosso molti pareri positivi. Da segnalare l'ottima maniera che questa band ha di coinvolgere il pubblico, sempre più trascinato dalle potenti e a tratti melodiche note dei cinque. Il loro mini-concerto finisce tra i molti applausi, tra i molti commenti positivi ed anche la speranza di poterli rivedere presto in Italia.

Lagwagon
Il tempo che passa dalla fine dell'esibizione degli A Wilhelm Scream e l'inizio di quella dei Lagwagon è di quasi mezz'ora, forse troppo tempo, ma sembra dovuto a dei problemi tecnici ad un amplificatore. La gente presente al Rolling Stone comincia a spazientirsi e infatti iniziano anche a sentirsi i primi fischi di disappunto, dovuti anche ad un insopportabile musica lirica russa che il fonico ha deciso di propinare tra un'esibizione e l'altra.
Ma finalmente arriva anche il momento più atteso della serata: l'ingresso dei Lagwagon sul palco, capeggiati dal cantante Joey Cape, che saluta il pubblico e, insieme al resto della band, attacca subito coi primi due brani di "Resolve", vale a dire "Heartbreaking Music" e "Automatic". Il pubbico va letteralemte in visibilio sotto le note dei cinque californiani che, come era giusto aspettarsi, propongono molti brani tratti dal loro ultimo lavoro, e tra questi anche il bellissimo "Runs In My Family", che Joey Cape canta aiutandosi a tratti con un megafono. Già dopo le prime canzoni è facile accorgersi però che la voce di Joey Cape non è al massimo della forma, come ammesso anche da lui stesso. Per la gioia di tutti i presenti, ma soprattutto per quelli che da anni seguono questo gruppo, i Lagwagon propongono alcuni brani molto più datati come "Stokin' The Neighbors", tratta da "Trashed", ma anche, tra l'altro eseguendolo in modo ineccepibile, "Angry Days", leggendaria canzone tratta da "Duh".
La band, tra un brano e l'altro, parla col pubblico senza però cadere in inutili e lunghe chiacchiere, per poi riprendere l'esibizione più carica che mai. Non poteva non essere menzionato nemmeno "Hoss", forse il miglior lavoro dei Lagwagon, attraverso canzoni come "Violins", "Sick" e "Razorburn", che chiuderà il concerto. Peccato magari non avere sentito "Bombs Away", altro loro noto cavallo di battaglia. Non mancano comunque nella scaletta altri pezzi molto noti, quali "May 16th", "Never Stops", "Making Friends" e il bellissimo "Alien8", il brano che forse ha maggiormente fatto scatenare tutto il pubblico presente in un Rolling Stone ai limiti del tutto esaurito.
Le ultime esibizioni dei Lagwagon in Italia, vedi il Deconstruction Tour 2004, avevano un po' deluso, sembrava che la voglia di stare sul palco fosse davvero poca, ma stavolta il quintetto di Santa Barbara ha tutt'altro che deluso, anche se magari non è stato un concerto memorabile, ma la voglia da parte loro è stata apprezzabile nonostante i problemi alla voce di Joey Cape. Magari nella scaletta mancava qualche brano storico, oltre a "Bombs Away" forse "Kids Don't Like To Share" o "Messengers", ma il repertorio dei Lagwagon è talmente ricco di perle che non si può pretendere di sentirle tutte in un ora e mezza di concerto.
Per quanto riguarda il resto della serata, dispiace vedere uomini della sicurezza (sicurezza per chi, poi?) prendere per il collo o per i capelli ragazzi e ragazze 15-16enni durante lo stage-diving, ma questo è un discorso abbastanza frequente nei concerti in generale.

a cura di Piero