Aficionados Party Festa mascherata organizzata dallo
staff del Qualcosina Party, l'Aficionados Party utilizza la stessa formula
dell'ormai celebre appuntamento della Riviera Romagnola: consumazioni
illimitate con prezzo d'entrata piuttosto ridotto (in questo caso 7 € per
chi si maschera, 8 per chi non lo fa), e musica dal vivo che permette a
gruppi emergenti di suonare davanti ad una discreta folla di persone accorse
grazie al buon rapporto qualità-prezzo ed a volte grazie alla presenza di
band piuttosto conosciute.
Grow In Pain
I Grow In Pain, la band d'apertura, sono un gruppo emergente di Rimini di
cui probabilmente presto sentiremo parlare dato che il quintetto sembra
essere particolarmente ispirato nella stesura dei suoi brani, tendenti ad un
genere che a grandi linee potremo definire emo-punk, ma che non si preclude
nessun inserimento in altri suoni, dato che le canzoni spaziano molto,
passando da alcuni tratti molto vicini all'hardcore melodico e arrivando
fino all'ultimo pezzo proposto in scaletta, caratterizzato da un hardcore
tirato ed urlato sullo stile degli Straight Faced. La band annovera tra
l'altro tra i suoi componenti Franz, ex chitarrista dei Marsh Mallows, e
Lenny, batterista degli Spunk, che sicuramente aggiungono un pelo
d'esperienza e capacità compositiva al gruppo. Si tratta inoltre del primo
concerto della band, e non si direbbe, dato che i cinque dimostrano una
discreta spigliatezza nei movimenti, anche perché tutti hanno avuto un
passato in altre band con almeno qualche concerto alle spalle. I loro brani
sono a tratti caratterizzati a tratti da pezzi veloci e a tratti da ritmi
più calati ma mai troppo, durante i quali le chitarre producono spesso il
cosiddetto "muro di suono", mentre di tanto in tanto il cantato melodico si
trasforma in brevi stacchi urlati: buona infatti la voce di Lenny, che
dimostra di sapere cantare bene (eh sì, nei Grow In Pain non è dietro le
pelli, lì c'è Max) sia nei pezzi "lisci" che in quelli "grattati". La prova
della band si conclude dopo poco più di una mezz'oretta e quasi una decina
di pezzi, davanti ad un numero di persone sempre crescente.
My Sisterical
Poco da dire invece per la prestazione delle My Sisterical, un po' perché
non propongono un genere facente proprio parte della sfera di Punkwave, un
po' perché sul palco (che un palco non è, dato che è al livello della "pista
da ballo") non succede praticamente niente, dato che le tre ragazze che
compongono questa band si esibiscono con quella sorta di svogliatezza tipica
del grunge/rock all'italiana. a cura di Giamma |