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Data:
28 febbraio 2003
Luogo:
Isola Del Rock - Igea Marina (RN)
Prezzo del biglietto:
€ 7,00/8,00

Aficionados Party

Festa mascherata organizzata dallo staff del Qualcosina Party, l'Aficionados Party utilizza la stessa formula dell'ormai celebre appuntamento della Riviera Romagnola: consumazioni illimitate con prezzo d'entrata piuttosto ridotto (in questo caso 7 € per chi si maschera, 8 per chi non lo fa), e musica dal vivo che permette a gruppi emergenti di suonare davanti ad una discreta folla di persone accorse grazie al buon rapporto qualità-prezzo ed a volte grazie alla presenza di band piuttosto conosciute.

Grow In Pain
I Grow In Pain, la band d'apertura, sono un gruppo emergente di Rimini di cui probabilmente presto sentiremo parlare dato che il quintetto sembra essere particolarmente ispirato nella stesura dei suoi brani, tendenti ad un genere che a grandi linee potremo definire emo-punk, ma che non si preclude nessun inserimento in altri suoni, dato che le canzoni spaziano molto, passando da alcuni tratti molto vicini all'hardcore melodico e arrivando fino all'ultimo pezzo proposto in scaletta, caratterizzato da un hardcore tirato ed urlato sullo stile degli Straight Faced. La band annovera tra l'altro tra i suoi componenti Franz, ex chitarrista dei Marsh Mallows, e Lenny, batterista degli Spunk, che sicuramente aggiungono un pelo d'esperienza e capacità compositiva al gruppo. Si tratta inoltre del primo concerto della band, e non si direbbe, dato che i cinque dimostrano una discreta spigliatezza nei movimenti, anche perché tutti hanno avuto un passato in altre band con almeno qualche concerto alle spalle. I loro brani sono a tratti caratterizzati a tratti da pezzi veloci e a tratti da ritmi più calati ma mai troppo, durante i quali le chitarre producono spesso il cosiddetto "muro di suono", mentre di tanto in tanto il cantato melodico si trasforma in brevi stacchi urlati: buona infatti la voce di Lenny, che dimostra di sapere cantare bene (eh sì, nei Grow In Pain non è dietro le pelli, lì c'è Max) sia nei pezzi "lisci" che in quelli "grattati". La prova della band si conclude dopo poco più di una mezz'oretta e quasi una decina di pezzi, davanti ad un numero di persone sempre crescente.

My Sisterical
Poco da dire invece per la prestazione delle My Sisterical, un po' perché non propongono un genere facente proprio parte della sfera di Punkwave, un po' perché sul palco (che un palco non è, dato che è al livello della "pista da ballo") non succede praticamente niente, dato che le tre ragazze che compongono questa band si esibiscono con quella sorta di svogliatezza tipica del grunge/rock all'italiana.

a cura di Giamma