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Anche quest'anno è giunta l'ora del Fat Tour, kermesse musicale che porta in giro per il mondo nuove e vecchie leve della famosa etichetta californiana… questo anno è stato il turno dei Flipsides, Rise Against, Lawrence Arms e dei veterani Mad Caddies venire nel Vecchio Continente… e come perdersi un'occasione simile?
The Flipsides
I primi a salire sul misero palco del Rock Planet sono i Flipsides, gruppo sotto l'etichetta Pink & Black (label sussidiaria della Fat Wreck, di proprietà di Erin, moglie di Fat Mike), un giovane trio composto da due ragazzi e una ragazza, Sabrina Stewart, chitarrista, cantante e leader del gruppo. I Flipsides si muovono sui passi del rock 'n' roll con un'attitudine tipicamente punk, e quelle che sprigionano è un power pop, con forti dosi melodiche e qualche influenza sixties... Questa non è certo l'occasione migliore per esibirsi (iniziano alle nove in punto e il locale è praticamente vuoto!) ma i californiani non disdegnano comunque l'occasione che hanno per guadagnarsi qualche fan in più, muovendosi bene sul palco, tirando fuori tutte le loro energie, e suonando per la maggiore i pezzi tratti dal loro unico album "Clever One". Il loro set non va oltre i tre quarti d'ora, dopodiché il terzetto scende dal palco per farne salire un altro: i Lawrence Arms.
The Lawrence Arms
Provenienti da Chicago, i Lawrence Arms sono giunti alla Fat Wreck solamente lo scorso anno, debuttando sulla label di Fat Mike con "Apathy And Exhaustion", ma già allora non erano certo dei novellini perché dalla loro formazione, nel 1998, fino al "trasloco" alla label di Fat Mike, i Lawrence Arms avevano già rilasciato tre album (tutti e tre per l'Asian Man Records), con una media di un album all'anno; una media che pare il terzetto voglia mantenere, dato che a breve uscirà un nuovo full-length. Erano già passati in Italia un po' di tempo fa, come loro stessi hanno ricordato al microfono, ma la gente, alla domanda di Brendan Kelly "C'era qualcuno di voi a quello show?" o non capisce cosa il bassista stava chiedendo oppure vuol dire che i Lawrence Arms non li aveva visti nessuno (per lo meno nessuno dei presenti di questa sera). Anche per loro, l'occasione di fare presa sulla folla, non è delle migliori visto che il locale è ancora abbastanza vuoto, ma il loro show è uno dei più convincenti della serata. Miscelando punk, rock, il tutto con una vena più aggressiva i Lawrence Arms sono una specie di mosca bianca delle scuderie Fat Wreck, dato che rapportarli musicalmente ad una band compagna di scuderia non è certo semplice. I pezzi suonati dal trio sono presi un po' da tutta la loro discografia, e dopo tre quarti d'ora di esibizione la band di Chris (chitarra e voce della band) lascia il palco sapendo per certo di aver guadagnato qualche estimatore in più questa sera.
Rise Against
Dopo loro, è il turno dei Rise Against, band attiva dal 2000 con alle spalle già due album quali "The Unraveling" (2001) e "Revolutions Per Minute", uscito poco mesi fa. Nati dalle ceneri degli 88 Fingers Louie (ed altri gruppi) i Rise Against ricordano molto da vicino i loro "antenati"; la musica è la stessa, un hardcore melodico, veloce, ma in certe occasione anche più aggressivo; l'unico promemoria che ci ricorda che chi stiamo sentendo, sono proprio i Rise Against e non gli 88 Fingers Louie, è la voce di McIlrath, cantante (anche chitarrista quando occorre), e leader dei Rise Against… a un primo impatto il suo aspetto è piuttosto bruttino, sembra un musicista di quei gruppi prog-metal, ma ovviamente il nostro giudizio va più a fondo dell'aspetto, e se per quanto riguarda la chitarra, quelle poche volte che la suona, fa poco e niente, per la voce risulta molto convincente e dimostra di sapersi adattare ad ogni situazione (sia per le parti cantate che per quelle più "urlate"). Il locale, che va pian piano riempiendosi, sembra gradire lo spettacolo offerto dai Rise Against, e molte persone sono sotto il palco a cantare insieme al front man tutti gli inni del quartetto americano, che sembra essere molto conosciuto dai presenti. Escludendo i Mad Caddies, headliner e protagonisti indiscussi della serata, i Rise Against sono testa a testa per vincere il premio per la migliore esibizione della serata assieme ai Lawrence Arms.
Mad Caddies
E sta proprio alla band del corpulento Chuck, apparire dopo i Rise Against sotto i riflettori. Il locale è strapieno e tutti sono impazienti di vedere i paladini dello ska/punk targato Fat Wreck: i Mad Caddies. Un'ovazione dà il benvenuto quando i sei di Santa Barbara salgono sul palco, e quale miglior modo di ricambiare se non iniziando il concerto con la stupenda "Road Rush". Il pogo sotto il palco si fa via via più insistente raggiungendo il clou durate canzoni come "Econoline" (meravigliosa) e "Monkeys". Parecchi gli album razziati per il concerto di questa sera, dato che il sestetto ha suonato almeno un pezzo da ogni suo album, da "Quality Sof Core" a "Rock The Plank", dall'EP "The Holiday Has Been Cancelled" fino all'ultimo "Just One More"… simpatico momento, quando Sascha, il chitarrista, annuncia proprio la title track della loro ultima fatica come una canzone di Ricky Martin (vedere l'intervista che gli abbiamo fatto prima del concerto per capirne il motivo!). Divertono e si divertono i Mad Caddies, che non a caso sono etichettati come una tra le migliori ska/punk band mondiali. Abbondante ed esaustiva la loro esibizione che supera l'ora e non lascia indifferente nessuno del pubblico (per lo meno chi non li aveva mai visti prima). Anche se probabilmente con l'ultimo album hanno un po' deluso le aspettative dei fan più "estremi", dopo questa serata bisogna riconoscere che almeno dal vivo Chuck, Sasha, Ed, e gli altri ci sanno ancora fare. Eccome se ci sanno fare…
a cura di Max
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