Dropkick Murphys + Big D And The Kids Table + Runnin Riot
Negli ultimi tempi l'Italia è stata graziata più volte dalla presenza dei Dropkick Murphys, complice l'enorme successo che il combo riscuote da queste parti, ed anche quest'anno, pur non supportando nessuna recente nuova uscita (le ultime pubblicazioni sono datate 2005 con il disco "The Warrior's Code" e la raccolta d'inediti "Singles Collection Vol. 2"), i sette tornano a fare visita la BelPaese. Location dell'unica data italiana è l'Estragon di Bologna e a far compagnia al combo bostoniano ci sono i Runnin Riot da Belfast e, sempre da Boston, i Big D And The Kids Table.
Runnin Riot
Il locale è già discretamente affollato quando i nord-irlandesi Runnin Riot iniziano a suonare. Sono attivi da pochi anni ma hanno due dischi da studio alle spalle, e possono essere considerati un po' come la sorpresa della serata, dato il discreto interesse che suscitano tra i non pochi presenti nel locale con la loro musica coinvolgente ed appassionata, molto vicina a quella dei Dropkick Murphys. La loro esibizione dura circa mezz'ora, concludendosi tra i numerosi e soprattutto meritati applausi.
Big D And The Kids Table
Tempo di sistemare il palco ed ecco salire in scena questa band proveniente da Boston. Anche loro sono ancora poco conosciuti dalla folla che lentamente inizia a riempire l'Estragon, nonostante abbiano alle spalle circa dieci anni di carriera e numerosi album; i bostoniani ci impiegano comunque ben poco per farsi apprezzare dal pubblico presente, con il loro stile che resta comunque affine al programma della serata e con la proposizione di brani del loro nuovo disco che uscirà tra un mesetto per l'etichetta SideOneDummy, "Strictly Rude". Anche loro lasciano il palco tra gli applausi, quando il locale bolognese è ormai pieno di ragazzi impazienti di assistere all'unica esibizione italiana dei Dropkick Murphys.
Dropkick Murphys
Mentre sul palco imperversano i consueti preparativi il pubblico è già caldo e scandisce con passione e giustificata impazienza il coro "let's go murphys!", fino a quando il coro si trasforma in boato, al momento dello spegnimento delle luci. Parte quindi un sottofondo musicale a forti tinte irlandesi ed ecco apparire piano piano tutti i componenti della band di Boston che, come di consueto, apre la sua esibizione con "For Boston". Seguono brani più o meno noti ai presenti, brani come "Boys On The Docks", "Caught In a Jar", "The Gauntlet", "Barrom Hero", "Worker's Song", "Black Velvet Band" e "Bastards On Parade". I Dropkick Murphys sembrano in ottima condizione, ma le parti vocali del bassista Ken Casey appaiono più incisive di quelle di Al Barr, forse meno in forma rispetto alle passate esibizioni italiane.
Il concerto prosegue comunque in maniera egregia ed efficace, proponendo altri meritevoli brani quali "Kiss Me I'm Shitfaced", "The Spicy Sig", il singolo di "The Warrior's Code" "Sunshine Highway" e, come consuetudine, concludendosi sulle note di "Skinhead On The M.T.B.A." con tanto di coinvolgimento di alcuni ragazzi del pubblico che hanno avuto la fortuna, o meglio, la prontezza di farsi trovare pronti per far compagnia alla band sul palco.
L'esibizione dei Dropkick Murphys dura quasi un'ora e mezza, un'esibizione senza dubbio buona, nella quale la scaletta dei brani proposti ha ripercorso tutta la loro carriera, dal disco "Do Or Die" del 1998 fino all'ultimo "The Warrior's Code", dal quale, questa volta, rispetto al concerto di Milano di neanche un anno fa, sono state tratte meno canzoni, a ribadire ancora una volta che l'esibizione di Bologna non supportava nessuna uscita in particolare e va intesa come una cordiale visita ai fans italiani. Qualcuno sarà magari rimasto un po' deluso dalla scaletta, ma resta il fatto che i Dropkick Murphys sono un gruppo che dal vivo raramente delude, e che in versione live riesce a farsi apprezzare ancora di più che su disco.
Nota di merito anche per l'Estragon, locale congeniale per questo tipo di concerti; magari qualche segnalazione stradale in più per raggiungerlo non gusterebbe, ma forse molti sono stati traditi dall'intensa nebbia della serata.
Arrivederci Murphys, e, se confermano i programmi degli ultimi anni, sicuramente per rivederli in Italia non bisognerà aspettare molto.
a cura di Piero Di Battista