Drive-Thru European Invasion Tour
Allister + Hidden In Plain View + Halifax + I Am The Avalanche
Finalmente arriva anche in Italia il tour di una delle etichette indipendenti americane più famose, amate ma allo stesso tempo anche odiate e criticate, signori e signore, la Drive-Thru Records! Non ci sono nomi che possono richiamare folle oceaniche di fans (al limite gli Allister godono di un minimo di notorietà), dovuto anche al fatto che la label ha perso molte punte di diamante ed i gruppi storici. Così via alle novità I Am the Avalanche (anche se i membri della band non sono nuovi nel mondo della musica), Halifax ed Hidden In Plain View, con i già citati Allister a fare da headliner. La serata è molto calda, come prevedibile il pubblico è piuttosto contenuto (qualcuno ha dato forfait anche in seguito alla rinuncia degli Hellogoodbye) e si prospetta una bel concerto "intimo".
I Am The Avalanche
Non sono neanche le 21:30 quando gli I Am The Avalanche salgono sul palco ed il locale appare ancora piuttosto vuoto. Non è difficile per me quindi essere in prima fila. La band non ha nemmeno un EP all'attivo per cui questo concerto si tratta di qualcosa di assolutamente inedito o quasi per sentire questi ragazzi all'opera. Il cantante, Vinnie Caruana, era l'indimenticata voce degli altrettanto indimenticati Movielife e questo è già di per sè motivo di interesse, nonostante le poche canzoni che circolavano sulla rete e sul sampler dell'etichetta fossero lontane dall'esaltarmi. Vinnie catalizza subito l'attenzione di tutti, parla, scherza, non sta fermo un attimo e con gli altri membri, tutti piuttosto divertiti e rilassati, si lancia in un elogio al vino italiano. L'esibizione non è poi tanto male, grazie anche alla voce potente e inconfondibile dello stesso Vinnie, come sempre carismatico ed a suo agio "on stage". La formula proposta dal gruppo sembra essere un mix tra i Movielife dell'era Drive-Thru, pop punk, pause rock e addirittura con qualcosa di reggae. Il clima è parecchio rilassato e nessuno sembra prendersi sul serio, tant'è che Vinnie proprone siparietti continui, come quando dopo essersi tolto una scarpa ed aver appurato che emana un pessimo odore, la porge ad uno del pubblico, per la precisione al sottoscritto! Dopo una manciata di canzoni, compreso un duetto con Mike degli Halifax alla voce, i simpatici I Am The Avalanche si congedano dal pubblico che pare aver gradito lo spettacolo.
Halifax
Una breve attesa e senza troppi clamori sale sul palco il secondo gruppo della serata, gli Halifax, band che personalmente attendevo davvero con ansia di vedere dopo aver letteralmente consumato il loro EP. Apre il loro set "A Writer's Reference", tratta dall'omonimo EP, ma il pubblico non sembra rispondere con tanto entusiasmo, visto che nelle prime file sono tutti piuttosto fermi. A dire la verità anche l'inizio della band è piuttosto "freddino" e la voce di Mike non si sente neppure molto bene. Il feeling però è destinato ad aumentare con i pezzi successivi che vanno decisamente in crescendo cosi come la performance della band; i ragazzi sembrano aver rotto il ghiaccio e mostrano pure una vena piuttosto "chiacchierona", lanciandosi in discussioni ed in battute che però il pubblico fatica a comprendere. Poco male, a parlare ci pensano le loro canzoni: eseguono "Broken Glass Sindrome", "I Hate Your Eyes" e due nuovi pezzi tratti dal loro album in uscita a fine estate e cioè "Nightmare" e "A Tint Of Rain" (ammesso che questi saranno poi i titoli definitivi), canzoni che fanno davvero ben sperare pure per la prossima uscita. Anche loro non rinunciano ad omaggiare il vino italiano mentre sul palco il chitarrista Chris sembra essere l'anima del gruppo grazie ai classici "numeri" in grado di infiammare il pubblico, compreso lanciarsi la chitarra dietro la schiena e riprenderla al volo per suonarla sopra la testa. Il fatto che non abbiano ancora trovato un nuovo bassista contempla due ospiti dalle altre band, e precisamente il bassista degli I Am The Avalanche per le prime tre canzoni e Chris degli Hidden In Plain View per l'ultima, con il cantante Mike a cimentarsi in tale ruolo con le altre rimanenti. La chiusura è affidata come previsto a "Sidney" e sul palco succede davvero di tutto (il secondo chitarrista rimane in boxer!), con il pubblico che finalmente partecipa cantando a squarciagola il pezzo più famoso della band, che dal canto suo ci mette davvero tutta l'intensità possibile nonostante questa sia l'ultima data del tour e la stanchezza presumibilmente condizioni l'esibizione. Chris regala ancora spettacolo lanciando la chitarra sul pubblico che si scanna per averla; ma è solo un'illusione, il tecnico delle chitarre spegne gli entusiasmi e dopo un minuto torna a reclamarla. Va bene così, agli Halifax di stasera sembra difficile rimproverare qualcosa. Una conferma.
Hidden In Plain View
Altra band della "nuova" Drive-Thru, arriva anche il momento degli Hidden In Plain View, freschi di un nuovo album e desiderosi di farsi conoscere anche dal pubblico italiano. Su disco non fanno della personalità e dell'originalità il loro cavallo di battaglia, ma nei live finiscono sempre per fare bella figura. Ed anche questa volta riescono ad essere ricordati come il gruppo più potente e pestato della serata. Si dimostrano tutti buoni musicisti con nota di merito per il batterista, che ha davvero una marcia in più. Sul palco poi rischiano spesso di finirsi l'uno addosso all'altro visto che bassista e secondo chitarrista saltano senza sosta. Eseguono pezzi dal recente "Life In Dreaming", compresi il singolo "Ashes, Ashes", "A Minor Detail" e "Garden Statement", concedendosi al passato solo con "Shamans Witches Magic", contenuta nel precedente EP. Le canzoni sono quasi tutte "allungate" da intro ed appendici strumentali, soluzioni di sicuro effetto ma che forse accorciano un po' troppo il loro set. Chiudono con "Bleed For You" e con una infuocata versione di "Twenty Below" che finalmente riesce a smuovere una platea fin troppo passiva. Un gruppo "bello" a vedersi sul palco e delle persone straordinarie a cui va tutta la mia ammirazione. Anche questa volta decisamente da promuovere il loro live.
Allister
Come da copione gli headliner Allister si fanno un po' attendere, mentre un telone sullo sfondo viene scoperto e appare il simbolo del gruppo, tutto fa scena! Il caldo sotto (e sopra) il palco diventa davvero insostenibile e se gli Allister fanno la loro entrata già sudati, ecco svelato il motivo! Ma senza badare troppo ai convenevoli i quattro attaccano subito con "Somewhere On Fullerton" proponendo la collaudata formula 0% novità 100% divertimento. E il divertimento forse è quello che davvero conta, visto che comunque gli Allister sono una band da ascoltare in totale disimpegno, il loro è un pop punk senza troppe pretese e senza troppa fantasia. Un sound comunque ideale per ballare e fare un po' di movimento composto da canzoni che il quartetto ormai conosce più che a memoria visto che il suo ultimo album risale ormai a più di due anni fa. Pescano infatti per lo più nel repertorio di "Last Stop Suburbia" con gli ormai "classici" anthems "Racecars", "Flypaper", "Overrated" , "Camouflage"e la brutta "None Of My Friends Are Punks". Poi una breve incursione nel più datato "Dead Ends And Girlfriends" ed anche in due canzoni nuove, tra cui "D2", presente nell'ultimo sampler della Drive-Thru. Il cantante e chitarrista Tim, cravattino e pose alla Billy Joe, spreca ringraziamenti di rito (d'altronde siamo all'ultima data del tour europeo e poi la compagnia se ne torna a casa) a bands e a tutta la crew, e continua ad invocare al "circle pit" che i ragazzi eseguono nonostante l'elevata temperatura e il rischio di incollarsi l'uno con l'altro. Il clima di festa prosegue anche se questa ultima esibizione è quella che convince di meno, colpa forse di un repertorio poco stimolante (quante milioni di volte avranno suonato quei pezzi?) e della stanchezza di fine tour. Chiudono così (prima del prevedibile e richiestissimo bis) con "Radio Player" una serata nel complesso davvero piacevole e che personalmente non mi sarei mai perso, felice di aver visto quattro gruppi che passavano per la prima volta nel nostro paese. Serata promossa a pieni voti.
a cura di David