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Data:
22 marzo 2003
Luogo:
Rock Planet - Pinarella di Cervia (RA)
Prezzo del biglietto:
€ 13,50

Exilia + 3 Colours Red + Donots

Exilia
Quando arriviamo, accorgendoci che la prima band ha già iniziato la sua esibizione e sentiamo da fuori del locale la voce di una donna, già pensiamo di doverci sorbire una mezz'oretta di suoni odiosi e voce stridula, caratteristiche piuttosto frequenti nelle band (soprattutto italiane) con una frontwoman… ed invece, la voce di questa cantante milanese è davvero impressionante, degna del migliore screamer hardcore d'oltreoceano (seppure la ragazza non canti urlato…): un'ugola potente, robusta e profonda, che si accompagna bene con la musica "d'impatto" proposta dagli Exilia, che tende al rock pesante con qualche innegabile influenza nu-metal: impossibile non accostarli ai tedeschi Guano Apes, non solo per il fatto di avere una voce femminile…

3 Colours Red
Si passa poi ai 3 Colours Red, quattro ragazzi che già a prima vista possono sembrare inglesi, dato il look tipicamente britannico (facce simpatiche vagamente alla Robbie Williams, la "cresta" in stile Beckham, tanto per intenderci, e il completo giacca-cravatta indossato dal cantante), ma dopo averli sentiti suonare il primo pezzo non ti rimane neanche un dubbio: il punk rock classico della loro terra, non così grezzo e diretto da farti pensare di essere tornato negli anni '70, mai così elaborato da perdere le proprie origini, un accento decisamente Oasis, cori a volontà e ritmi piuttosto veloci… insomma, tutti quei piccoli particolari che ti fanno capire già dopo due minuti che non ti trovi certo di fronte la band più originale del mondo, ma che la noia non ti assalirà neppure per un secondo soltanto. La tecnica, si sa, non è richiesta e neanche necessaria in questo campo, ma loro perlomeno riescono a comporre canzoni che non ricalchino sempre le stesse tre-quattro note ascoltate mille volte, e con questo senza dubbio guadagnano più di un punto nelle orecchie dei fans sotto il palco (chiamiamoli fans, anche se dubito che qualcuno tra i presenti conoscesse la band, famosa in patria ma semi-sconosciuta in Italia). Belle le melodie vocali con cori azzeccatissimi e gradevoli: suonano tre quarti d'ora, tempo più che sufficiente per accaparrarsi gli applausi del pubblico, inizialmente freddo.

Donots
Salgono infine sul palco i Donots davanti ad un pubblico piuttosto esiguo rispetto a quello che molti si potevano aspettare, dato che il loro ultimo album "Amplify The Good Times" era debuttato nelle classifiche tedesche nella top 15… ma evidentemente da noi non sono altrettanto conosciuti. Fin dal primo accordo i cinque tedeschi si scatenano: saltano, viaggiano per il palco (uno dei due chitarristi non ha pace…), Ingo il cantante di tanto in tanto si esibisce in calci volanti a sforbiciata… insomma anche se a uno non piacciono le loro canzoni, è impossibile non divertirsi ai loro concerti, dato che questo continua fino all'ultima canzone e tra un brano e l'altro spesso coinvolgono il pubblico, chiedendo di insegnargli qualche nuova parolaccia in italiano (e vengono fuori anche bestemmie alla fine). La band suona gran parte delle canzoni inserite nell'album sopracitato, ma anche vecchi pezzi quali le acclamatissime "Whatever Happened To The 80s" e "Superhero", tratte dal cd che li ha fatti esplodere, "Pocketrock". I Donots chiudono il concerto con la cover dei Twisted Sister "We're Not Gonna Take It", tratta dal loro "Metal E.P." nel quale hanno rielaborato secondo il loro ormai classico stile pop punk cinque brani metal.

a cura di Giamma e Carlo