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Data:
7 dicembre 2002
Luogo:
Rock Planet - Pinarella di Cervia (RA)
Prezzo del biglietto:
€ 13,50

Death By Stereo + Boy Sets Fire

Death By Stereo
Purtroppo arrivo a concerto già iniziato per la solita quasi inspiegabile lentezza con cui scorre la fila per entrare nel locale (e anche perché sono rimasto al bar per finire di vedere la partita del Milan - vinta 1-0 contro la Roma), ma comunque avevo già avuto modo di vedere la band dal vivo, e non mi aveva impressionato molto… e questa performance non mi fa certo cambiare idea. Cioè i Death By Stereo dal vivo sono impressionanti: grande presenza scenica, soprattutto del cantante (un ciccione con la testa rasata ai lati e con i capelli lunghi sopra tirati indietro), grande tecnica, specialmente di uno dei due chitarristi, ma le loro canzoni proprio non mi esaltano. Forse però perché non li conosco, ed in genere infatti cerco di evitare di recensire dal vivo gruppi di cui non conosco il repertorio, ma questa volta ho deciso di fare un'eccezione perché li avevo già visti e pertanto ormai i loro brani mi sarebbero dovuti entrare in testa, almeno parzialmente… credo invece che così non sia stato, perché proprio i loro pezzi proprio non mi sono piaciuti. Però il gruppo è veramente bravo a tenere il palco, perché il cantante salta di continuo su giù sputando un po' dappertutto, mentre i chitarristi ed il bassista ogni tanto si lasciano anche andare in qualche coreografia collettiva… Perciò complessivamente penso che per chi piacciono i Death By Stereo, vederli dal vivo è sicuramente una grande esperienza, ma per me, gli do la sufficienza solo grazie al grande peso che ha nel voto complessivo l'“intrattenimento” offerto dalla band.

Boy Sets Fire
Dopo i Death By Stereo salgono sul palco gli headliner della serata, i Boy Sets Fire. La band parte con “After The Eulogy”, e all'urlo di “Rise, Rise, Rise” la folla letteralmente esplode, e (per chi già non lo sapesse) ci si rende subito conto che si è di fronte ad un cantante di un altro pianeta: Nathan non solo ha una grande voce, ma ha la grande capacità di “riempire” da solo il palco. Sarebbe stato tutto perfetto dunque, se non fosse stato per qualche pecca dell'impianto del Rock Planet: il microfono infatti non rende al meglio, anzi, diciamo che va a “scatti”, il che ci impedisce di goderci a pieno alcuni brani (ce ne hanno messo un po' di tempo prima di eliminare il problema...), effettuati tra l'altro in maniera impeccabile dal gruppo. Questo inconveniente consente però, distraendoci dalla grande voce di Nathan, di accorgersi meglio del grande impatto che la potenza della musica dei Boy Sets Fire ha sulla riuscita dei loro brani, che ad un ascolto superficiale inizialmente sfugge perché si viene “rapiti” dalla grande versatilità dell'ugola di Nat che gli consente di non sfigurare né nel cantato melodico che in quello aggressivo. Particolare divertente, Rob è salito sul palco con una maglia rappresentante Bush con di fianco scritto “Not My President”. A fine concerto, Nathan si è fermato sotto il palco per buoni dieci minuti per parlare con chiunque volesse scambiare due chiacchiere.



a cura di Giamma


Boy Sets Fire





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