Bad Religion + Shandon + Randy
Dopo due anni dalla loro ultima apparizione in Italia riecco tornare i padrini del punk rock, i Bad Religion, nella loro unica data italiana che, come l'ultima volta, ha luogo a Milano; la differenza sta nel posto, questa volta si esibiscono all'Alcatraz, un po' più grande del Rolling Stone dove si erano esibiti la volta precedente.
Questo concerto sarà seguito dall'uscita del nuovo disco "The Empire Strikes First", uscita prevista l'8 giugno. Il locale è abbastanza pieno, e si riempe soprattutto per la performance della band californiana, anche se i biglietti non sono andati esauriti. I fans presenti vanno dai ragazzi non ancora maggiorenni a 30-35enni che seguono i Bad Religion quasi dagli esordi.
Randy
Ad aprire la serata tocca agli svedesi Randy, che salgono sul palco verso le 20:00 circa, e suonano il loro discreto punk rock per una mezz'oretta, proponendo brani dei due dischi finora realizzati, soprattutto del loro ultimo lavoro "Welfare Problems". Tengono il palco in maniera dignitosa, suonando e tra un canzone e l'altra cercando di chiacchierare col pubblico. La loro esibizione, nonostante buona parte della gente presente non li conosca, sembra essere seguita: teste che si muovono a ritmo e piccoli accenni di pogo, e questo grazie anche al "sound" del quartetto svedese capace di coinvolgere i presenti. Il loro mini-concerto si chiude alle 20:30 tra gli applausi dei, finora, pochi presenti: una gran parte di questi era impegnata intanto a chiedere autografi e a fare foto col chitarrista dei Bad Religion Greg Hetson che si aggirava tra il pubblico con un bicchiere di birra in mano come se fosse un fan come tanti.
Shandon
Dopo 15 minuti di pausa ecco salire sul palco gli Shandon, band milanese molto seguita in Italia ed anche abituata da tempo a fare da gruppo spalla a band straniere più famose (li ricordiamo in passato aprire i concerti di NOFX e Blink 182, per fare due esempi). Col passare del tempo il pubblico nel locale aumenta a vista d'occhio e questo anche grazie a loro che godono di una buona fetta di fans. Da pochi mesi hanno pubblicato il loro ultimo disco "Sixtynine" e infatti ad aprire il loro concerto è proprio la prima canzone del disco citato, "F.D.P.". Anche la loro esibizione dura circa 30 minuti; sempre dall'ultimo disco vengono eseguite anche canzoni come il singolo "Viola" e "Drunk". Vengono proposti anche pezzi un po' più datati come "My Friends" e "Bad Smell", e chiudono la loro esibizione con "Janet", tratta da "Fetish". Sinceramente li ho visti suonare meglio molte altre volte, la voce di Olly sembrava un po' troppo bassa, ma nonostante questo escono dal palco, alle 21:20 circa, riscuotendo molti applausi.
Bad Religion
Ormai l'Alcatraz è abbastanza colmo di ragazzi, dietro il palco viene appeso un grosso telone nero con la scritta Bad Religion in rosso, tutto questo tra gli applausi, anche se l'attesa per gli headliner della serata è più lunga rispetto al solito: infatti le luci si spengono verso le 21:50, con l'ingresso uno ad uno dei cinque californiani. Sì, cinque, perché rispetto al concerto di due anni fa manca il leader e chitarrista Brett Gurewitz, spesso assente dai tour per i suoi tanti impegni. Dopo un intro strumentale i Bad Religion partono ad altissima velocità: infatti le prime quattro canzoni vengono eseguite senza un attimo di sosta, tra queste "Supersonic" e "No Control"; il vocalist Greg saluta e ringrazia, dice di apprezzare molto il locale dove si trovano e presenta l'uscita del nuovo disco, presentazione seguita da "Sinister Rouge", brano del nuovo album appunto. Il concerto va avanti, da segnalare anche che ogni tanto tra 2 canzoni i cinque eseguono dei mini-jingle dedicati al pubblico dicendo "we love you" o "thank you" e prima di eseguire la bellissima "Recipe For Hate" Greg si intrattiene col pubblico contestando il governo Bush, argomento molto gettonato nel loro ultimo album come si può già capire dal titolo. Sempre riguardo a questo presentano anche il singolo "L.A. Is Burning", la title-track "The Empire Strikes First" e "God's Love": gran parte del pubblico ancora non le conosce ma non importa, il "sound" è sempre di ottima marca quindi il divertimento continua. Anche Greg sembra molto divertirsi, anche parlando rivolgendosi ai ragazzi che sono vicino al bar e ridendo quando un ragazzo riesce a salire sul palco per ballare e cantare con lui, ma anche per offrirgli da fumare.
L'esibizione continua anche con brani tratti da "The Process Of Belief" come "Epiphany", "Prove it" , "Can't Stop It" ed il singolo di quel disco "Sorrow"; il pubblico ormai è il delirio, e tale delirio aumenta quando i Bad Religion suonano anche vecchi cavalli di battaglia come "Atomic Garden", "21th Century Digital Boy" e soprattutto "Generator", che il pubblico balla e canta a squarciagola. L'esibizione dei californiani si chiude con "Punk Rock Song" e forse la loro canzone più conosciuta, "American Jesus". Il concerto si chiude verso le 23:10 e i cinque californiani escono tra gli applausi di tutti presenti: un ottima esibizione la loro, suonata veramente bene e beneficiata da un buon impianto sonoro. I presenti saranno sicuramente soddisfatti, e lentamente escono dal locale tra le note dell'outro di "Jesus Christ Superstar". Ora uscirà il nuovo album e la speranza di tutti è di rivederli qua in Italia ancora tra un paio d'anni.
a cura di Piero