Homepage Biografie Recensioni Live Report Interviste Contatti Links
Data:
24 aprile 2003
Luogo:
Rock Planet - Pinarella di Cervia (RA)
Prezzo del biglietto:
14,00

Avail + Ensign + Monkey Faces

Monkey Faces
Ad aprire la serata ci sono inaspettatamente i Monkey Faces, che sono riusciti ad ottenere questa data in extremis ed hanno così la possibilità di suonare con due bands di livello mondiale come gli Avail e gli Ensign. I Monkey Faces sono un gruppo di Forlì, e se li conoscevate per il loro EP del '98 "Bad Control" (che è stato seguito qualche tempo fa da un altro disco, "Catastrophe"), scordatevi di sentire una di quelle canzoni ad uno show della band il genere proposto è completamente cambiato, non c'è più quasi niente dei Monkey Faces di quell'album, ed anche la formazione è molto mutata, con l'ingresso di un nuovo cantante e di due nuovi chitarristi (fratelli, tra l'altro). La band sale sul palco piuttosto presto, non sono neanche le 22:30, ed il pubblico infatti ancora e più che altro composto da loro amici e pochi altri ma peccato perderseli, perché i cinque forlivesi danno prova di sapere suonare molto bene un hardcore a metà strada da old e new school, con una buona tecnica, un ottimo cantante che grida e si agita per tutto il tempo sul palco in puro stile hardcore, seguito a dovere anche dal resto dei componenti. I Monkey Faces suonano per una mezz'oretta, dopodiché smontano per lasciare il posto ai "veri" supporter degli Avail, gli Ensign, quando però la folla non è che sia aumentata molto di numero

Ensign
Gli Ensign sono dei veterani dell'hardcore, genere che propongono in una forma molto simile a quella sentita fino a pochi minuti prima dai Monkey Faces: elevato tasso tecnico (soprattutto da parte dell'unico chitarrista, che si esibisce in pennate ad alta velocità), voce gridata con frequenti cori ad opera del bassista (che ha una voce ben più profonda del cantante) e grande energia, il tutto creando una barriera sonora che non lascia spazio ad alcuna melodia Come ad ogni concerto hardcore, sul palco non c'è tregua: il cantante non si ferma un attimo, salta qua e là per tutto lo stage, davvero non si arresta un secondo dal primo all'ultimo accordo di ogni brano, ed ogni tanto lancia anche qualche sputo al bassista che però sembra gradire, dato che continua a ridersela e si limita a lanciare occhiate a dire il vero non molto spaventose (ma la sua corporatura potrebbe mettere paura a qualsiasi "sfidante"). Intanto però in mezzo alla folla è Beau Beau degli Avail che anima la serata, agitandosi anche lui come un disperato a ritmo di musica e dando da dire (amichevolmente) a chiunque gli si pari davanti a volte si avvicina al palco e sembra aspettare che il cantante degli Ensign gli passi il microfono per potersi mettere così anche lui a cantare, ma questo non sembra essere dello stesso parere, e solo alla fine lo accontenta permettendogli di tirare un urlo Gli Ensign salutano e liberano così il palco per gli headliner della serata, gli Avail.

Avail
Già prima che la band di Richmond salga sul palco, notiamo Beau Beau, la "cheerleader" del gruppo, aggirarsi tra la folla a dire il vero non molto numerosa con un indosso un bel costume integrale da tigre con il quale sale poi sul palco per movimentare come al suo solito la serata, al fianco dei quattro membri che suonano effettivamente la musica degli Avail. Fin dall'inizio si nota come dal vivo la band della Virginia appaia ben più violenta che su disco dove, soprattutto nell'ultimo "Front Porch Stories", il suono pulito della registrazione scalfisce la matrice pienamente NY hardcore dei cinque statunitensi, pur mantenendo la carica che esprimono come pochi altri sanno fare dal vivo Mentre i quattro suonatori degli Avail sono impegnati nel lato musicale del concerto, Beau Beau si dà da fare in quello scenico, prima saltando qua e là, poi mimando di suonare la chitarra, poi la batteria e concedendo qualche volta anche qualche traccia sonora al microfono intonando qualche coretto. Intanto la potente voce di Tim Barry la fa da padrone, passando spesso da un cantato roco ad uno appena melodico, intonando brani presi un po' da tutti gli album, dal primo "Satiate" fino, ovviamente, all'ultimo album sopracitato, passando per "Dixie" e "Over The James", forse i lavori più amati dai veri fans del gruppo. Tim sul palco ha delle movenze country più che hardcore, muovendo per buona parte dell'esibizione alternativamente mani e braccia in avanti, a mo' di ballata ma il sottofondo musicale non ha proprio niente della ballata, e gli atteggiamenti del cantante diventano più consoni al genere che suona quando ripetutamente scende in mezzo al pubblico per cantare e condividere il microfono con i fans, che dimostrano di conoscere bene tutte le loro canzoni. Gli Avail suonano per più di un'ora, salutando infine il centinaio di persone accorse ad assistere al loro show.

 

a cura di Giamma



Monkey Faces






Ensign



Avail