Atreyu + Still Remains
A quasi due anni dalla loro prima esibizione in Italia (avvenuta in occasione del Flamefest del 2006) i californiani Atreyu tornano ad esibirsi su un palco italiano, e precisamente al Rainbow Club di Milano. Assieme a loro suoneranno anche gli Still Remains, altro nome di grido della moderna scena rock statunitense, mentre gli Engel, anch'essi inizialmente previsti in scaletta, all'ultimo non hanno potuto esibirsi per un malanno che ha colpito alcuni membri del gruppo.
Still Remains
Ad aprire le danze tocca ai Still Remains, i quali presentano subito i brani tratti dal loro ultimo lavoro "The Serpent". I sei ragazzi del Michigan tengono benissimo il palco e subito infiammano un Rainbow già gremito con brani di assoluto vigore come "Stay Captive" e "The Serpent": il leader è indiscutibilmente il cantante T.J Miller, che si muove sul palco come un leone in gabbia, dando vita ad un'esibizione travolgente che causa un deciso aumento della temperatura.
Gli Still Remains si dimostrano davvero incontenibili, confermando quanto di buono proferito su di loro finora. Il suono del loro ultimo album è più elettrico e un po' meno duro rispetto al precedente, ma brani di grande valore quali "Dancing With The Enemy" e "Anemia In Your Sheets" mostrano tutto il talento di questi ragazzi. Dopo i brani tratti dall'ultimo album è tempo dei vecchi successi quali "White Walls", una bordata metal-core che fulmina tutti i presenti in estasi, ed il classico "The Worst Is Yet To Come", cantato all'unisono da un pubblico coinvolto e soddisfatto dalla prova dei ragazzi (specialmente quando ripropongono i brani tratti da "Of Love And Lunacy"), autori di un'esibizione eccellente e travolgente.
Il concerto si chiude con un poderoso growl di T.J Miller eseguito letteralmente in faccia ad Alex Varkatzas degli Atreyu, che si era appostato sulla porta dell'apertura del palco per assistere all'esibizione (e che non può fare a meno che applaudire divertito al suo collega); quindi, dopo i ringraziamenti di rito, le luci calano ancora sul palco e l'imponente set di batteria di Brandon Saller viene tolto dal telo che lo ricopriva suscitando un clamore immenso dei presenti: ora tocca agli headliner della serata, gli Atreyu!
Atreyu
L'atmosfera è incandescente e appena i cinque ragazzi di Orange County fanno il loro ingresso un boato invade il locale. Non rimane nemmeno il tempo di realizzare il fatto che gli Atreyu sono finalmente sul palco e subito le orecchie vengono straziate dal growl iniziale di "Bleeding Mascara", che dà il via ad una performance incredibile: gli Atreyu sul palco sono davvero di casa e si muovono costantemente per tutto lo stage senza mai dare cenno di staticità, mandando letteralmente in delirio il pubblico.
Dopo "Bleeding Mascara" è il tempo del primo singolo tratto dall'ultimo lavoro "Lead Sails Paper Anchor", ovvero "Becoming The Bull", una ventata di post hardcore veloce e potente cantata all'unisono col pubblico. Varkatzas sembra più che soddisfatto della risposta del pubblico e in effetti la potenza che questo gruppo trasmette dal vivo è qualcosa di incredibile; tutti e cinque i componenti della band dividono equamente il palco senza mai pestarsi i piedi tra loro.
Conclusa "Becoming The Bull" si torna al secondo album "The Curse", dal quale i ragazzi esibiscono "The Crimson", ma già da ora si può notare che la voce di Alex Varkatzas non è più la stessa (si erano infatti diffuse voci circa possibili problemi alle corde vocali), faticando a reggere il cantato urlato per tutta la durata della canzone. Anche in "Creature" lo screamo è un po' debole, ma Varkatzas dà fondo a tutte le sue energie mostrando comunque le sue ottime doti canore coadiuvato dalla magnifica voce di Brandon Saller e dallo screamo di supporto di Marc McKnight (che durante il concerto trova anche il tempo di rompere la tracolla del basso). La scaletta privilegia le canzoni dell'ultimo album, quali "Lose It", "Two Becomes One", "Blow" e ovviamente la stupenda "Doomsday", con tutto il pubblico del Rainbow che canta a squarciagola il ritornello nascondendo quasi la voce di Saller.
Conclusa la parte di concerto dedicata all'ultimo album è tempo dei vecchi cavalli di battaglia della band, e allora spazio a "Ex's And Oh's", la hit maggiore del terzo lavoro "A Death-grip On Yesterday", e poi all'immortale "Right Side Of The Bed" (forse la più celebre canzone del gruppo) che fa quasi tremare il locale. La scaletta trova spazio anche per l'altro singolo tratto da "A Death-grip On Yesterday", ovvero "Creature", che preclude l'ormai fine dell'esibizione. Si percepisce che manca ormai poco alla fine del concerto e, dopo i ringraziamenti da parte della band al pubblico, Dan Jacobs parte avvia con l'inconfondibile riff inziale "Lip Gloss And Black", successo del primo album "Suicide Notes And Butterfly Kisses": è l'ultima fiammata di una serata incredibile che conferma gli Atreyu come uno dei migliori gruppi in circolazione.
a cura di Giacomo Zambon