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Data:
6 giugno 2006
Luogo:
Rolling Stone - Milano
Prezzo del biglietto:
€ 18,00

Angels And Airwaves + The New Story

In seguito alla "pausa a tempo indeterminato" presa dai Blink 182, migliaia di fans della band hanno tentato di deviare il loro sconforto concentrandosi sul nuovo progetto lanciato dal chitarrista del trio di San Diego, Tom DeLonge. Chi si aspettava di ritrovare negli Angels And Airwaves i tratti che avevano contraddistinto i Blink 182 sarà sicuramente rimasto deluso, chi invece è rimasto incuriosito da questo lavoro, o semplicemente voleva rivivere malinconicamente parte di ciò che furono i Blink 182, si è recato a Milano approfittando dell'unica data italiana degli AVA. Molti sono i curiosi e i nostalgici che hanno riempito il Rolling Stone, alcuni dei quali dopo avere devotamente atteso l'apertura dei cancelli fin dal primo pomeriggio.

The New Story
Alle 9:00 in punto tocca ai New Story l'arduo compito di tenere a bada i fans di DeLonge, già surriscaldati dall'afa milanese e dalle hit dei Blink 182 intonate durante buona parte dell'attesa. Questa band comasca, nata dalla genesi dei N. Flunders, dimostra però esperienza e personalità decisamente all'altezza della situazione. Con un concerto semplice ed energico riescono a coinvolgere il pubblico strappando consensi e applausi, impresa sempre molto difficile per i gruppi d'apertura che, anzi, spesso e volentieri vengono subissati da fischi.
La loro è una mezzora di pop punk altalenante e divertente, utile a rinsavire chi fra i presenti pensa che la buona musica transiti solo su MTV (anzi…). Il loro concerto non sfugge a qualche momento di calo, ma viene subito rivitalizzato da brani dalle melodie facilmente canticchiabili come la loro "More Than Life" o la cover elettrica di "Torn" di Natalie Imbruglia.
Simpatico anche il lancio di fresbee dal palco e l'auto-ironia con cui i New Story hanno affrontato il fatto di esser ignoti a buona parte del pubblico. Il quartetto ha quindi dimostrato di essere una delle realtà italiane della scena alternativa più promettenti; c'è solo da augurarsi che le persone presenti al concerto non ricordino la loro esibizione solo per la cover della canzone della Imbruglia.

Angels And Airwaves
Durante la mezzora successiva all'esibizione dei New Story i tecnici ultimano il soundcheck e trasformano il palco montando fari e neon (e pure alcune bandiere) per creare gli spettacolari giochi di luce che si vedranno durante l'esibizione degli Angels And Airwaves.
L'emozione cresce sempre più fra il pubblico, che la sfoga con ripetuti cori dai quali si deduce facilmente chi sarà il protagonista assoluto della serata: Tom DeLonge. Appena cala il buio però è la figura vampiresca di Ryan Sinn ad entrare per prima, seguito a ruota dagli altri membri della band. Dopo qualche secondo si intuisce la figura di DeLonge sullo sfondo del palco: il boato che lo accoglie è così potente che la lunga parte introduttiva di "Valkyre Missile" si può a malapena intuire. Dal primo all'ultimo pezzo il concerto si trasforma in un vero e proprio tripudio per l'ex chitarrista dei Blink 182; ad acclamarlo però non sono infoiatissime ragazzine come sarebbe facilmente intuibile, bensì barbuti ragazzi ultraventenni che probabilmente non hanno dimenticato le emozioni regalate da "Enema Of The State".
Spinta da questo travolgente entusiasmo la formazione inizia ad incidere nelle menti degli spettatori un concerto che difficilmente dimenticheranno. L'esecuzione è ineccepibile e denota una mirata preparazione alle spalle, senza trattarsi però di una fedele riproduzione dei brani dell'album. Spesso i ritornelli sono allungati per coinvolgere maggiormente il pubblico e soprattutto DeLonge si lancia in lunghi arpeggi per collegare le canzoni l'una con l'altra. L'unico brano dei Blink 182 che viene ripreso è "Down" (si poteva scegliere di meglio), il quale viene appunto legato al primo singolo dell'album, "The Adventure": è sicuramente questo il punto di maggior entusiasmo, insieme magari alla cover acustica di "There Is" dei Boxcar Racer e "The War", probabilmente il pezzo più elettrizzante di "We Don't Need To Whisper". I suoni patinati delle chitarre ed i giochi di luce a tratti psichedelici creano un'atmosfera decisamente originale nella quale gli Angels And Airwaves riescono a muoversi alla perfezione. Ryan Sinn divide la sua azione fra basso e tastiera, impressionante è invece il lavoro alla batteria di Atom Willard, che detta tempi e ritmi travolgenti, ma perfettamente inseriti nelle melodie a tratti melense di DeLonge. Tecnicamente Willard è il vero punto di forza della band e dimostra come il nomignolo "Drum God" non sia del tutto immeritato (la citazione è contenuta anche nel "Green Album" dei Weezer…).
Il concerto dura poco più di un'ora, durante la quale vengono riprodotte tutte le dieci tracce dell'album e DeLonge scambia qualche parola col pubblico per spiegare la felicità che prova per questo suo nuovo progetto musicale che non ha niente a che vedere con ciò che faceva in passato. C'è anche spazio per qualche battuta di carattere prettamente sessuale, che invece rimanda molto al suo passato nei Blink 182, ed a un cenno sulla guerra in Iraq, da lui deplorata sia sul palco che nei testi di alcune canzoni contenute nell'album.

Tirando le somme si può dire che per quanto cerchi di distaccarsene, l'ombra dei Blink 182 seguirà a lungo la strada di DeLonge. Per questo, essendo stata la band di San Diego una delle più amate e allo stesso tempo odiate dell'ultimo decennio, ciò si rifletterà inevitabilmente anche sugli Angels And Airwaves… E per quanto riguarda il concerto di Milano, il buon vecchio Tom ha sicuramente ricevuto una spontanea prova d'amore.

a cura di Fabio