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Intervista ai Versus The World
Questo quartetto americano nato come side project è cresciuto fino a diventare una priorità per Mike Davenport e Donald Spence, infuocando anche i palchi italiani con un concerto indimenticabile e soprattutto stabilendo uno stretto contatto col pubblico. L'intervista mette in luce le emozioni di un gruppo emergente che ritrova a registrare il suo primo album ed a girare mezzo mondo, magari proprio coi propri beniamini.
La prima domanda è di rito, come sta andando il tour europeo?
Donald Spence: ci stiamo divertendo un sacco, gli europei amano la musica e il pubblico ha un'ottima reazione alla nostra musica, inoltre ci sono molte persone che conoscono il nostro disco e questo noi proprio non ce le aspettavamo.
E che ci dite della data di ieri a Bologna?
Trevor Matthias: anche lì ci siamo divertiti molto, Bologna è una città fantastica.
Donald Spence: devo dire che Milano mi è piaciuta moltissimo, abbiamo visitato il Duomo e il Castello Sforzesco, che opere magnifiche!
Com'è fare un tour con grandi band quali i No Use For a Name?
Donald Spence: molto bello e divertente. Abbiamo appena finito un tour proprio con i No Use For a Name ed i Suicide Machines in Canada. Ora entrambi, che già consideravamo grandi band, grazie a questo tour li consideriamo anche grandi amici.
Per quest'album avete fatto moltissimi concerti, dove vi siete divertiti di più?
Donald Spence: mhm... A Montreal forse, il Canada è fantastico.
Trevor Matthias: anche in Europa ci siamo divertiti molto, qui la gente ama veramente la musica. I ragazzi vengono ai concerti prima che inizi lo show, in America invece la gente va ai concerti molto tardi e così tutto inizia molto tardi.
E pensare che siete nati come progetto secondario…
Donald Spence: sì, io e Mike abbiamo creato i Versus The World più che altro come passatempo, con il vecchio nome Pencapchew, ma poi questa cosa ci è piaciuta e quindi abbiamo deciso di fare un album, e da lì tutto è stato un susseguirsi di eventi che ci ha portato fin qui.
Avete tutti influenze musicali diverse, trovate difficile unirle tutte per creare una canzone?
Trevor Matthias: assolutamente no, e lo vedrete con il prossimo album.
Donald Spence: non siamo un gruppo punk rock o metal, possiamo fare qualsiasi tipo di musica e quindi scriviamo quello che ci passa per la testa. Possiamo fare sia canzoni pop come "Ghost In The Bottle" che rock quali "Don't Let Go", troviamo molto bello questo.
A quali gruppi pensate di assomigliare maggiormente?
Donald Spence: personalmente adoro Jimmy Eat World, Thrice e Alkaline Trio, come avrete potuto notare ciò che ci preme maggiormente in una canzone è infatti la melodia.
Quale significato si nasconde dietro la copertina del vostro album?
Trevor Matthias: odio questa fottuta domanda! Il significato non è certo politico, non siamo una band politica. Un senso lo puoi trovare guardando anche dentro il disco… L'immagine di copertina è infatti completata dal libretto all'interno.
Avete fatto un video per "Is There No End", com'è nata l'idea?
Donald Spence: quando abbiamo registrato avevamo semplicemente una telecamera per immortalare quel momento, solo in seguito abbiamo deciso di farne un video facendo un collage di tutti gli spezzoni.
Avete in mente di girare altri video?
Donald Spence: sì, faremo un altro video, ma non abbiamo ancora deciso per quale canzone, forse "Don't Let Go".
C'è un gruppo in particolare con cui vi piacerebbe andare in tour?
Donald Spence: oh, con i Muse… Anche con i Thrice, ma con i Muse più di tutti.
Trevor Matthias: io con i Green Day.
Come vi trovate con la Kung Fu Records?
Trevor Matthias: abbiamo fatto un solo album con quest'etichetta, per il prossimo siamo in cerca del meglio… Cioè, quella che ci potrebbe fornire le migliori opportunità, non quella con la migliore offerta.
Ci volete raccontare la cosa più pazza che vi è accaduta durante un tour?
Donald Spence: una volta alla fine di un concerto alcuni ragazzi sono usciti dal locale e dopo aver spaccato il finestrino posteriore del van sono entrati dentro mettendo tutto a soqquadro. La cosa pazza è che nel van c'era tutta la nostra attrezzatura ma non hanno preso nulla, è stato pazzesco!
Quale è stata la più grande soddisfazione che vi siete tolti con i Versus The World?
Trevor Matthias: questo tour. Non pensavamo affatto che saremmo stati accolti in questa maniera, è stato veramente bello.
a cura di Giulio Piatti
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