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Intervista ai Ten Foot Pole

Dopo una turbolenta rottura con la Victory Records i Ten Foot Pole hanno firmato con la Go-Kart Records, che a tempo di record ha messo in stampa il nuovo album, che comunque era già pronto. Dennis e Kevin, cantante/chitarrista e batterista della band rispettivamente, ci hanno parlato di questo ed altre cose inerenti al nuovo disco, oltre che delle loro abitudini e di qualche fatto del loro travagliato passato...

Giugno 2004

La tua voce Dennis ha un timbro molto simile a quella di Fat Mike dei NOFX nel vostro ultimo disco, soprattutto nelle canzoni più veloci, quando la sforzi di più… Condividi questa affermazione?
Dennis: L'unica canzone in cui secondo me la mia voce ha un che di quella di Fat Mike è "Last Call For Russell's Balls", ma in parecchi mi hanno detto questa cosa ultimamente. Sono un po' sorpreso, ed imbarazzato anche, perché odio sentire quei gruppi in cui il cantante cerca di imitare la voce di Fat Mike. Penso che la mia voce suoni ancora come suonava in passato, magari un po' più rude che negli altro album, però…

Per davvero, cos'è successo con la Victory? Non si può giungere ad una rottura solo per la scelta di una copertina…
Kevin: In pratica la Victory non sembrava molto entusiasta di questo disco… Abbiamo avuto dei problemi ad avere chiare indicazioni sui loro voleri, ed il loro rifiuto della copertina che noi avevamo proposto per l'album è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Era il momento giusto per cercare una nuova casa.
Dennis: Sì, e credo che noi abbiamo fatto tutto il possibile per andare incontro alla Victory: io ho addirittura usato la mia carta di credito per pagare le registrazioni ed impedire così ritardi quando loro non hanno mandato il denaro dovuto in anticipo…

E non avete mica perso tempo! Avete subito firmato per Go-Kart… Vi stavano aspettando? Avete avuto anche altre offerte?
Kevin: Abbiamo mandato almeno 50 demo a diverse etichette. Avevamo anche altre offerte, ma Greg della Go-Kart ci ha contattato subito e sembrava davvero eccitato all'idea di lavorare con noi. La Go-Kart sembrava la più sincera nel darci il tipo di supporto che richiedevamo. Per esempio, hanno accettato di stampare e distribuire l'album in Canada entro quando noi saremmo dovuti andare in tour lì, ed era soltanto qualche settimana dopo!
Dennis: Sì, avevamo già prenotato una settantina di concerti basati sul fatto che l'uscita originale sarebbe dovuta essere in marzo. Quando abbiamo rotto con la Victory era essenziale trovare una casa che ci avesse aiutato ad avere l'album nei negozi in tempo per i tour in Canada ed Europa.

Parlando ancora della grafica del nuovo disco, per la quale in seguito alla disputa con la Victory avete indetto un sondaggio tra i fans sul vostro sito: ma ha vinto quella che avreste scelto voi?
Kevin: E' stata una bella vendetta: la copertina che ha vinto è stata proprio quella che noi proponemmo alla Victory inizialmente. Eravamo così contrari a quella che volevano loro che non l'abbiamo nemmeno inclusa nel sondaggio: era infantile e sciocca, e noi volevamo dare un'altra immagine di noi con questo disco.
Dennis: L'idea di copertina che voleva la Victory era uno schizzo di 5 cm per 5 cm del quale nemmeno l'artista che l'aveva fatto andava fiero… E quando lui provò a rielaborarla per renderla adatta ad una copertina di album, era ancora più lontana da ciò che volevamo. Sono felice di avere indetto quel sondaggio, perché altrimenti avrebbe seguito il consiglio della Victory.

Ci potete spiegare il titolo "Subliminal Messagges"?
Kevin: Non è un segreto che il nostro Presidente è un provocatore verbale. "Subliminal Messages" indica uno dei suoi tentativi di re-inventare la lingua inglese. Ci piaceva perché sembrava racchiudere lo spirito dell'album: ci piace ancora divertirci con la nostra musica, ma non abbiamo paura di affrontare anche argomenti seri e/o politici ogni tanto, specialmente quando i tempi che corrono (come ora) lo richiedono.
Dennis: Credo che Kevin abbia dato troppo credito a Bush. Non sta provando a re-inventare l'inglese, semplicemente non ha memoria né un vocabolario vasto né capacità intellettuali e pertanto ha difficoltà a dire parole che coloro che gli scrivono i discorsi utilizzano.

E cosa ci dite riguardo a quel pezo rap in "Wake Up (And Smell The Fascism)"? Siccome è la prima canzone dell'album, chi si appresta ad ascoltarlo può pensare di iniziare l'ascolto di un disco dei Limp Bizkit… Seriamente, la parte rap ha un peso importante nella canzone, come vi è venuta l'idea?
Kevin: L'idea è stata tutta di Dennis, abbiamo lasciato fare a lui in quel campo, ma il tutto probabilmente è nato da tutti quei dischi di NWA che ascoltiamo sul tour bus…
Dennis: Stavo solo giocando col ritmo del testo: il pezzo rap non è venuto intenzionalmente, ma non ho paura di provare nessun tipo di cosa. Non credo sembri NWA o Eminem, forse magari se li unisci con i Fugazi… Semplicemente sembrava stesse bene con la musica.

Avete appena terminato un tour europeo. Quand'è stata l'ultima volta che ci siete stati prima di questa? Vi ricordate la prima volta?
Kevin: Siamo stati in Europa un anno e mezzo fa circa ed è stato incredibile, e quella è stata anche la mia prima volta in Europa insieme ai Ten Foot Pole. Ero già stato in Europa prima, ma quella è stata la prima volta che ci sono andato per suonare!
Dennis: Il nostro primo tour in Europa è stato una decina d'anni fa. Suonammo più che altro in centri giovani e feste abusive, a parte un paio di concerti con Lagwagon e Face To Face. Il tour degenerò verso la fine e perciò Scott Radinsky, il nostro vecchio cantante, tornò a casa per giocare a baseball e noi rimanemmo a Praga a bere birre da 5 centesimi. Suonammo senza Scott anche un paio di concerti in Repubblica Ceca, ed è stato quello probabilmente in trampolino che ci ha fatto credere di essere in grado di suonare anche senza Scott in caso lui dovesse giocare a baseball…

Siete passati anche dall'Italia in questo tour. Vi piace suonare in Italia? Parlateci un po' dei vostri pensieri sugli italiani…
Kevin: Stai sherzando? Il mio cognome è Ruggeri, perciò per forza adoro l'Italia! Seriamente, mi piace la cultura, il paesaggio, il cibo, il vino, la gente. Certo, sarebbe ancora meglio se più gente venisse ai concerti, ma il pubblico italiano ha comunque sempre molta energia indifferentemente da quanta gente c'è.
Dennis: Sì, e io adoro la pasta, la pizza e gli autisti pazzi!

Perché gli Almighty Trigger Happy hanno dovuto cancellare le date che avrebbero dovuto suonare con voi in Europa?
Dennis: Ci hanno chiesto di non rendere pubblico il motivo, siccome riguarda problemi di salute. Spero che si rimettano.
Kevin: Siamo comunque andati bene, perché ci siamo trovati benissimo con il gruppo che li ha sostituiti, i Four Square.
Dennis: E' vero, sono una grande band, grandi canzoni, e ragazzi veramente simpatici.

Dall'uscita del vostro disco precedente a questo, due membri della band se ne sono andati, Johnny Smoke e Steve Von Treetunk. Perché se ne sono andati ed è cambiato qualcosa nel vostro modo di fare musica?
Kevin: Con i Ten Foot Pole non è che facciamo tanti soldi, perciò ti conviene fare tutte queste cose che fai con la band se ti diverti ed è qualcosa che vuoi veramente fare. Steve e John semplicemente non si divertivano più, ed il loro umore stava contagiando anche gli altri membri. Quando Eric e Mike li sostituirono, noi ci sentimmo rigenerati. Mike soprattutto ha portato tante nuove idee: il suo modo di scrivere musica e le abilità tecniche di Eric hanno decisamente portato nuova energia a tutto il gruppo.
Dennis: Sì, non è una vita agevole… E di sicuro ti fai meno soldi che lavorare al McDonald's, e perciò la gente preferisce trovarsi un vero lavoro per permettersi lussi come un affitto e assicurazione medica.

Avete avuto tanti cambi di formazione nella vostra carriera. Qual è stata la migliore formazione dei Ten Foot Pole, in quale c'era maggiore alchimia?
Dennis: Davvero non saprei… Ci sono stati bei momenti e brutti momenti con tutti gli ex membri, e non vorrei fare una classifica, anche perché tutti avevano diverse caratteristiche. Posso dire però che stare nella band ora è divertente come mai prima.

I Ten Foot Pole hanno passato brutti momenti in passato, come la morte di Leigh. Pensate che ora tutta la sfortuna sia dietro a voi e vi aspetti solo un futuro roseo?
Kevin: Mi piace pensare che i tempi migliori ci aspettino in futuro, ma di sicuro ci saranno ancora momenti duri… Questa la vita, soprattutto nel mondo della musica!
Dennis: Non so cosa aspettarmi, vivo la vita giorno per giorno. Finché suonerò musica che mi rende orgoglioso di me stesso comunque io credo di fare la mia parte… Non posso controllare se la mia musica piacerà alla gente, se verrà ai concerti, eccetera…

"Unleashed" è da molti visto come il vostro migliore album. Siete d'accordo?
Dennis: Credo che il nuovo album sorpassi "Unleashed", anche se in quel disco ci sono delle canzoni delle quali vado ancora molto fiero. Al tempo feci del mio meglio, ma sinceramente cerco di dare il meglio di me in ogni disco; a volte però il risultato è ovviamente migliore. Credo inoltre che la gente apprezzi in modo diverso la musica a seconda di un particolare momento della propria vita: per esempio, magari a qualcuno piace "Unleashed" più di tutti perché è uscito nel momento in cui il suo interesse per il punk era ai massimi livelli. Se "Subliminal Messages" fosse uscito in quel periodo, magari sarebbe stato quello il più bello per quella determinata persona… Ad esempio io adoro ancora quegli album che ascoltavo ogni giorno quando avevo 13 anni, è solo che ora non ho più quel livello di interesse verso la musica… Al tempo avevo uno stereo in ogni stanza: addirittura ascoltavo musica mentre facevo la doccia!

La vostra separazione con Scott Radinsky (ora nei Pulley) tanti anni fa fu amichevole?
Dennis: Lui non era contento. E' stata una decisione difficile. Praticamente tutti a parte Scott volevano che la band diventasse una cosa a tempo pieno, ma gli impegni di Scott, incluso la sua professione di giocatore di baseball professionista, lo rendevano disponibile solo per 8 settimane all'anno. Semplicemente non volevamo essere una vera band per sole 3 settimane all'anno. Ma adesso sarei curioso di sapere come sarebbe la nostra vita se al tempo avessimo deciso di continuare in quel modo con i Ten Foot Pole e di iniziare un nuovo gruppo per occupare il resto del tempo.

Siete ancora in contatto con lui? E con Tony Palermo, il vostro ex batterista, che adesso suona con lui?
Kevin: Abbiamo appena suonato coi Pulley al Groezrock Festival in Belgio ed è stato fantastico! Sono una band incredibile… Spero di potere suonare insieme a loro più spesso.

Dennis: Sì, Tony non c'era, credo che adesso suoni anche insieme agli Unwritten Law. Ho avuto la possibilità di parlare un po' con Scot. E' stato bello.

Vi piace la musica dei Pulley? Avete sentito il loro nuovo album, "Matters"?
Kevin: Sono un loro fan, sicuro. Ma ancora non ho sentito il loro nuovo album. Se le canzoni che hanno suonato a quel festival sono un indice di cosa aspettarsi, allora spacca!
Dennis: Mi piacciono il loro primo ed il loro terzo album, ma neanch'io non ho ancora sentito il nuovo. Una volta le uscite della Epitaph le avevamo gratis, ora non più.

Ma il primo disco dei Ten Foot Pole, "Swill", è uscito originariamente quando ancora vi chiamavate Scared Straight?
Dennis: Sì, abbiamo cambiato nome appena prima del nostro primo tour europeo, dopo che circa 4.000 copie del disco erano già state stampate. In Europa su un buon numero di CD e cassette cancellammo manualmente la scritta Scared Straight tirandogli una riga sopra e scrivendogli sopra a mano Ten Foot Pole.

Molta gente che ancora oggi suona in punk band (ed anche di quelli che si uniscono e se ne vanno dai Ten Foot Pole stessi…) sono stati parte degli Scared Straight. Ci nominate i più famosi?
Kevin: Dennis Jagard… Mai sentito nominare?
Dennis: Semplicemente Ten Foot Pole e Scared Straight erano lo stesso gruppo. L'unica differenza era che dopo caver registrato "Swill" cacciammo Jordan… Si rifiutava di venire alle prove. Per fortuna per lui che lo cacciammo, così si arrabbiò e si mise a lavorare sodo e iniziò a fare bene con gli Strung Out.



a cura di Giamma