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Intervista ai Rentokill
Gli austriaci Rentokill, freschi della pubblicazione del loro nuovo album, si raccontano per voce del loro cantante e chitarrista Jack, che nell'intervista conferma come lui e la sua band abbiano molte cose da dire su ogni argomento.
L'Austria non è certo un paese dalle forti tradizioni punk, c'è interesse per questo genere nel vostro paese?
Forse non abbiamo una grande tradizione, ma sicuramente attualmente la scena in Austria è in forte crescita e l'interesse delle persone nei suoi confronti è in netto aumento. Ovviamente il punk rock fa parte di un contesto musicale underground e quindi difficilmente una band che suona punk rock passerà sulle radio principali o suonerà ai grandi festival, ma sicuramente questo tipo di musica è accettato molto di più rispetto a qualche anno fa.
Questo è stato possibile grazie a quanto fatto da alcuni gruppi, che sono riusciti, attraverso la formazione di un seguito forte e costruito duramente, a raggiungere risultati che band di altri generi non hanno potuto ottenere, forse perché il loro successo musicale era fondato solo so qualche hit o cose simili. Oggi come oggi il "music business" è in continua evoluzione, e spesso coinvolge anche band punk rock e hardcore quando queste hanno raggiunto già un buon seguito.
In quale scenario nasce un gruppo punk in Austria?
Penso che lo scenario in Austria non sia molto diverso da quello che c'è in Italia. Si inizia suonando a concerti schifosi o a qualche festa, in qualche "squat" o cantina. Ci sono parecchi piccoli festival locali che fanno suonare cinque o sei gruppi, così le band della zona hanno una buona possibilità per farsi conoscere. Il punto di partenza per smuovere questa situazione è sicuramente riuscire a registrare un album. Dal nostro punto di vista molte cose sono cambiate dopo aver pubblicato il nostro primo disco, "Back To Convenience". Abbiamo iniziato a ricevere anche risposte al di fuori dell'Austria, avendo quindi la possibilità di organizzare il nostro primo tour.
Sicuramente poter suonare insieme a band famose aiuta molto, anche se purtroppo è sempre più difficile. Credo che supportare un gruppo conosciuto può aver senso se si ha la possibilità di suonarci insieme per tutto un tour, riuscendo quindi a conoscere nuove persone ed ottenere un riconoscimento più ampio. Ovviamente poi per un gruppo che viene dal centro Europa è sempre difficile ricevere la stessa attenzione che hanno gruppi che provengono dagli Stati Uniti. In ogni caso non ha senso lamentarsi, la scena sta crescendo, con i suoi alti e bassi, e poi suonare in un gruppo punk rock è in ogni caso un avventura, no?
"Antichorus" è un ottimo disco, ci spiegate come è nato?
Appena dopo aver pubblicato "Back To Convenience" abbiamo iniziato a lavorare su nuove canzoni, senza però pianificare nulla per circa un anno. Poi abbiamo deciso di concentrarsi sulla stesura dei nuovi brani e programmare il periodo di registrazione. E' stato così che abbiamo completato dodici brani e all'inizio del 2006 siamo entrati in studio. La registrazione delle parti strumentali è stata molto veloce, ma per le parti vocali si è reso necessario più tempo di quanto inizialmente previsto. Tra qualche malanno ed un tour in Inghilterra siamo riusciti a completare tutto in primavera, inviando poi l'album a New York per completare la fase di masterizzazione.
Appena abbiamo ricevuto il master finale abbiamo iniziato a inviare delle copie promozionali a diverse etichette in tutto il mondo. Intanto il nostro batterista Bertl ha preparato la grafica dell'album per la sua pubblicazione ed io ho completato la presentazione dei testi e dei contenuti nella forma più appropriata.
Chi di voi si occupa delle liriche e qual è il principale messaggio volete trasmettere a chi vi ascolta?
Generalmente mi occupo io di tutti i testi e il mio approccio nei confronti del punk rock è spesso legato a degli aspetti politici, per quanto abbiamo poche canzoni che parlano di argomenti personali.
Il messaggio principale che vogliamo trasmettere con questo album riguarda l'atteggiamento dei mass media, perché penso sia collegabile a molti problemi della nostra società. Penso che l'argomento basilare sia analizzare noi stessi e come assorbiamo le informazioni che ci giungono dal nostro complesso mondo. Questo dovrebbe raggiungere sia i ragazzi che vengono ai concerti che tutte quelle persone che sono sedute davanti a una TV. In qualche canzone parliamo anche della situazione ambientale del nostro mondo, troppo spesso accantonata dai media negli ultimi anni.
Com'è nato il rapporto con la Rude e con la NoReason?
Dopo aver inviato i promo dell'album abbiamo ricevuto diverse proposte, sinceramente diverse l'una dall'altra. L'offerta che ci è arrivata da Rude era interessante e quindi abbiamo iniziato a discuterne. Da allora possiamo dire che poter lavorare con loro è veramente ottimo. Fin dall'inizio ci hanno supportato, proponendo nuove idee e suggerimenti. Inoltre poterli conoscere in Italia è stato molto positivo. E' importante sapere di lavorare con persone che possiamo definire "amici" e non "colleghi". Questo è quello che conta, alla fine questo è un album di punk rock…
Avete un album pubblicato con due etichette italiane… Ma conoscete qualcosa della scena italiana?
Onestamente non molto. Non abbiamo avuto la possibilità di suonare molto in Italia e le poche volte che lo abbiamo fatto è stato solamente al Nord. Dico questo perché buona parte delle band che conosciamo sono quelle con cui abbiamo avuto la possibilità di suonare. Abbiamo incontrato alcune band italiane in giro, per esempio Vanilla Sky e Forty Winks. Speriamo di approfondire la nostra conoscenza appena riusciremo a tornarci a suonare…
Nel disco si intuisce chiaramente il vostro interesse per "l'informazione"; dato che in Italia c'è più disinformazione, in Austria c'è più libertà d'espressione? L'Austria è considerato come un paese abbastanza conservatore…
Anch'io considero l'Austria un paese molto conservatore e ovviamente questo emerge nelle informazioni trasmesse nel resto del mondo. Per esempio, non esiste una scena alternativa di radio o TV. In molti altri paesi esistono diverse radio che trasmetto punk rock, hip hop o elettronica, su canali dedicati. In Austria, il 95% delle persone ascolta solo le radio "mainstream", controllate privatamente o dal governo, che trasmettono tutte la stessa merda. Lo stesso avviene per qualsiasi informazione trasmessa via radio o TV.
Due anni fa c'è stato un boicottaggio interno contro i giornalisti della TV pubblica, i cui articoli erano fortemente influenzati dal governo di allora, che spesso dettava chiaramente le informazioni da pubblicare. Parlando dell'Italia penso che molti austriaci potrebbero puntare il dito contro Canale 5, vero?
Sinceramente penso però che tutto ciò non dipenda solo da quanto una società sia conservativa o no, ma piuttosto da come i mezzi di informazione di massa tutelino gli interessi dalle organizzazioni capitaliste, cosa che succedere in ogni società occidentale.
Com'è la scena punk in Austria? Oltre ai noti Red Lights Flash ci sono altre band che meriterebbero più attenzione?
Certo che ce ne sono! Trattandosi di un piccolo paese molte band sono riuscite a stabilire intensi e proficui rapporti tra di loro. Per esempio noi facciamo parte di una community che si chiama Neustadtpunk.net, che originalmente lavorava solo a livello locale e che è nata da nostri amici. Hanno iniziato a supportare band della nostra città o di paesi vicini ed ora si sono ampliati fino a raggiungere i confini del nostro stato, mostrando i frutti del loro duro lavoro. Vi consiglio di controllare tutte le band sul sito, in particolare le ultime uscite di Astpai e Dimitrij, che a mio avviso sono veramente ottime. Inoltre non bisogna dimenticarsi di citare i Plague Mass, con il loro metal-core di stampo politico, e per gli amanti del punk 1-2-3-4 alla Ramones, i Cretins, che hanno recentemente pubblicato il loro primo CD.
Si nota facilmente che nei vostri testi ponete nel mirino non solo Bush, come fanno tante band, ma argomenti comunque seri ma meno considerati quali la guerra in Cecenia o la povertà in Africa. Perché secondo voi come protesta bisogna sempre mettere in primo piano l'America, quando ci sono realtà anche più preoccupanti al mondo? Non vi sembra troppo semplice e banale prendere di mira solo Bush?
Certo, molte band americane e canadesi parlano nelle loro canzoni del governo Bush. Questo ha senso dal momento che nel loro paese esistono molti e differenti problemi. Penso invece sia molto strano che diversi gruppi che provengono da un altro continente sembra che vedano solo i problemi generati da Bush. Forse il problema è che molte band americane lo fanno. Molti ragazzi vogliono avere qualcosa di cui protestare e vedendo molti gruppi americani che parlano di questo, decidono di imitarli. Molte persone collegano l'America con un certo stile di vita.
Mi è sempre sembrato strano come noi tutti tendiamo a sorvolare i problemi della porta accanto, questo è il motivo per cui nel nostro primo album c'è una canzone che parla di Srebrenica. Non posso credere che tutte le persone che, pur vivendo in Austria, sono rimaste impressionate dai fatti dell'11 settembre, il quale è stato sicuramente un fatto sconvolgente, possano ignorare un massacro successo a meno di 100 km di distanza, con un numero spaventoso di morti.
[Il massacro di Srebrenica fu un genocidio e crimine di guerra, consistito nel massacro di migliaia di musulmani bosniaci nel luglio 1995 da parte delle truppe serbo-bosniache cristiane guidate dal generale Ratko Mladic nella zona protetta di Srebrenica che si trovava al momento sotto la tutela delle Nazioni Unite. Secondo fonti ufficiali le vittime del massacro furono circa 7.800, sebbene alcune associazioni per gli scomparsi e le famiglie delle vittime affermino che furono oltre 10.000]
Molti gruppi musicali ormai fanno più informazione dei mass-media, sarà sempre così? Lo ritenete giusto?
Penso che questo sia solamente un modo diverso con il quale le persone possono ottenere informazioni, o almeno un indizio su dove riceverle. Le news sono fatte per creare informazione, fornire qualcosa che serve nella vita di tutti i giorni, per sopravvivere. Oggigiorno, in questo contesto "intrattenere informando" è uno degli slogan più usati. Noi tutti abbiamo bisogno di ricevere informazioni ma troppo spesso ci dimentichiamo il motivo per cui ci servono.
La musica originariamente è nata solo come strumento di intrattenimento. Questa è una situazione distorta, dal momento che molte persone hanno la possibilità di comunicare informazioni o punti di vista usando la musica, punk rock in questo caso. Sinceramente penso che non bisogna prendere un gruppo come unica fonte di informazione ma bensì usarlo come punto di riferimento e paragone, domandandosi il proprio ruolo e quello dei mass-media in tutto questo. Può essere difficile, ma questo non deve essere l'unico canale da cui ricevere le notizie.
La musica musica è un misto punk ed hardcore, c'è qualche band alla quale vi ispirate?
Naturalmente siamo influenzati da tutti i gruppi che ascoltiamo. Nel nostro lettore ci sono parecchi CD punk hardcore old school, ma anche album punk rock più attuali. Per quanto riguarda i testi sono sempre stato molto ispirato fin da giovane da quanto trasmesso dai Bad Religion. Attualmente ascolto molto gli Strike Anywhere, soprattutto dopo aver potuto conoscerli e suonare qualche data del loro tour insieme. Mi piacciono parecchio anche i Loved Ones, nonostante io non ascolti molto pop punk generalmente. Il nostro batterista sta ascoltando molto band come Death Is Not Glamorous, Trial By Fire, New Mexican Disaster Squad. In ogni caso dipende molto da periodo a periodo.
Siete un po' considerati come la versione europea dei Propagandhi, vi fa piacere questo paragone?
Questa è un ottima domanda. Sono sempre un po' imbarazzato di fronte a questo paragone: personalmente considero i Propagandhi un gruppo con una forte base politica alle spalle, che riesce a trasmettere tutto ciò suonando musica punk rock. E poi credo che loro siano dei musicisti molto migliori di quanto lo possiamo essere noi!
Ognuno può avere le proprie opinioni ovviamente. Mi piacciono molto i Propagandhi, rispetto la loro musica, i loro testi e tutte le attività politiche che sostengono, e sicuramente non mi sento di opporre resistenza a questo paragone, penso di capire cosa le persone cercano di dire a riguardo…
Cosa pensate riguardo al mondo di internet, soprattutto al download e a fenomeni in crescita come MySpace? Sono positivi per la scena?
Come in tutte le cose ci sono i pro e i contro. Penso che la scena on-line abbia portato molti vantaggi permettendo a diverse band di far conoscere il loro potenziale. Questo certo inizia ad essere un po' strano quando le persone spendono più tempo davanti a un PC piuttosto che provare o andare in tour.
Inoltre ci sono molti nuovi promotori che si dichiarano parte della scena, senza aver esperienze pratiche nella promozione di concerti. Organizzare un concerto è qualcosa di più che creare un nuovo account di MySpace con un bel nome. Così come le possibilità crescono, è giusto anche ricordarsi che è necessario supportare la scena anche in maniera più pratica.
Per quanto riguarda gli ascoltatori, la possibilità di scaricare musica ha aperto nuovi canali di accesso, i quali dovrebbero in ogni caso portare a supportare i gruppi che fanno buona musica. La gente così ha la possibilità di ascoltare di tutto e poi decidere cosa veramente gli piace, senza dover buttare soldi in ogni progetto, ma ovviamente questo infastidisce parecchio l'industria musicale.
Salutate i vostri fans…
Non siamo molto portati per i saluti. Preferiremmo poter parlare personalmente con ognuno di voi, poter scambiarsi delle idee, o semplicemente bere qualcosa insieme… E poi abbiamo veramente dei fans? Se è veramente così, grazie mille. Ci piacerebbe molto incontrarvi tutti "on the road", finalmente. Fate che tutto lo schifo che vi circonda vi renda più forti.
a cura di Piero Di Battista
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