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Intervista ai Queers

In occasione del Milk Out! Festival svoltosi nella suggestiva cornice della Lanterna di Genova, abbiamo incontrato una delle ultime vere icone del mondo del punk rock che fa ancora tanto divertire gli amanti del genere. La sua allegria e la sua spensierata immediatezza ci hanno permesso, nel poco tempo a disposizione, di demolire un senso comune dietro l'altro e di mettere in luce il vero problema del mondo musicale attuale ovvero il sopravvento del business sul divertimento.

Luglio 2007

Joe King, una delle poche (e vere) icone punk rock rimaste sulla faccia della terra, quando eri ragazzino come hai fatto a scoprire la scena della musica alternativa? E cosa ti ha fatto capire che quel genere di musica avrebbe avuto un ruolo fondamentale nella tua vita?
Dunque, per prima cosa mi sono avvicinato al mondo della musica quando proponeva gente che ti faceva divertire veramente, al di là del genere. I Rolling Stones, Chuck Berry, David Bowie e i Ramones, ovviamente. C'era l'imbarazzo della scelta. Poi oltre ai Ramones ho iniziato a scoprire i Sex Pistols, i Clash... Insomma, si capiva che rappresentavano qualcosa di diverso e che stava nascendo qualcosa di nuovo. Io semplicemente mi ci sono trovato dentro.

Quando hai deciso di mettere su una band? E quali erano i tuoi sogni in quel periodo?
Ho iniziato a pensarci su quando ero alle superiori, più che studiare ero dedito al cazzeggio. Poi ho visto un mio amico che aveva messo su una band che, oltre a cazzeggiare, faceva concerti dove la gente gli pagava da bere e c'era sempre tanto casino. Ho subito capito che anche a me sarebbe piaciuto fare qualcosa di simile!

Cosa provi nel sapere che le tue canzoni hanno pesato molto sui sentimenti di tanta gente e anche di tanti altri gruppi?
Sinceramente è una cosa che mi fa piacere, però non ci do tanto peso. So che gruppi molto famosi come Blink 182 e Goldfinger si sono spesso ispirati a noi, ne sono contento ma non è il motivo per cui scrivo canzoni. Quando io scrivo qualcosa lo faccio per esprimere qualcosa di mio, far contenti gli altri non è il mio primo pensiero.

E' da lungo tempo che calchi i palchi di tutto il mondo. Come trovi la scena punk rock attuale rispetto a quella in cui vivevi nei primi anni? E' sempre la stessa o pensi sia cambiato qualcosa?
Eh, penso sia proprio cambiata la mentalità in tutti questi anni. Nei primi anni '90 si ragionava ancora in un altro modo, andavi in tour e tornavi sempre con le tasche vuote, quando c'era qualche casino te la dovevi cavare da solo. Gruppi come i Queers, gli Screeching Weasel, i Green Day, i Mighty Mighty Bosstones, eravamo tutta gente che mettevamo sempre il divertimento al primo posto.
Qualcosa ha iniziato a cambiare col Warped Tour e il grande successo dei Green Day: la scena punk rock si è allargata rapidamente, anche se penso che questo fosse ancora un beneficio. Però, soprattutto in questi ultimi tempi, è cambiato tutto drasticamente: i concerti, i gruppi, il pubblico… Ora i tour sono tutti organizzati a puntino con gruppi scelti arbitrariamente, ora ci sono manager e decine di persone che si occupano delle pubbliche relazioni, le band salgono sul palco e si comportano come veri professionisti.
E poi vedi, ormai anche le magliette dei Ramones e del CBGB rappresentano solo due cose: moda e business. Non è giusto, i Ramones sono stati una grande band che suonava grande musica.

Collegandosi a questo discorso, voi siete un gruppo famoso anche per l'ironia e gli sberleffi contenuti nelle vostre canzoni. Oggi molte band cercano di essere divertenti e ironiche, ma spesso risultano scontate e pure noiose. Che ne pensi?
Penso che ne sia una logica conseguenza. Fino ad un po' di tempo fa prima di tutto veniva il divertimento, i soldi erano una cosa secondaria che influivano poco sulle scelte di una band. In tour ci si andava lo stesso anche si tornava con le tasche vuote, però ci si divertiva tanto ugualmente. Ora le band si prendono troppo sul serio pensando di darsi un tono, di essere eccellenti. Tutte cavolate, i Ramones hanno fatto canzoni tipo "Beat On The Brat" ("picchia il monello") che di certo non tratta argomenti così seriosi, ma nessuno dubita che i Ramones non siano una band che ha fatto la storia.
Ora i gruppi passano più tempo davanti allo specchio che sul palco, perché devono mettersi i vestiti giusti e pettinarsi per bene, dove sta il divertimento? E quelli che cantano di tutti questo dolore che hanno dentro, della morte o che vogliono uccidere, dove sta il divertimento?
Le vere grandi band punk rock come appunto i Ramones, i Descendents e anche i gruppi un po' più impegnativi tipo Dead Kennedys, Cercle Jerks e Black Flag avevano tutti in comune due cose: non si prendevano troppo sul serio e avevano un grande senso dell'humour. Ragionando così si è più spensierati, più immediati e si riesce a passare il vero messaggio che la musica deve portare alla gente: il divertimento.

La gente forse non si vuol più divertire…
Non è questo, vedi stasera quanta gente c'è qua! La questione è che l'interesse primario della musica oggi non è più quello di far divertire, ma una cosa ben diversa che sai già bene. Molte band si adeguano o semplicemente non hanno la personalità per prendersi meno sul serio. Questo a volte succede anche a gruppi in gamba, come per esempio i Dropkick Murphys: prendono troppo seriamente tutte le fazioni politiche estreme che ci sono in giro.

Girando su internet e soprattutto su MySpace si nota che in certe zone del pianeta come in Asia e Centro America si sta sviluppando velocemente una scena musicale alternativa del tutto nuova. Pensi che ci si possa aspettare qualcosa sia in termini di gruppi che di pubblico?
Sì, ma penso sia presto per giudicare. Ti posso dire che in Sud America per esempio ci si diverte sempre molto, la gente è molto calda e casinista, soprattutto in Brasile. In un paese come la Cina invece la musica si sviluppa in un contesto particolare e per questo non mi convince molto. Certe cose non possono essere create da un momento all'altro, per cui sono un po' scettico. Prossimamente comunque andremo a suonare da quelle parti in Asia, anche a Taiwan, e vedremo. E poi vedi, suonare in un posto come l'Italia dove c'è una grande tradizione e dove band come i Ramones sono seguite da generazioni è un'altra cosa. Qui abbiamo amici che conosciamo da anni… Per questo sono qui!

Uno dei vostri pezzi più famosi è "Ursula Finally Has Tits". E' inventato di sana pianta o è veramente ispirato ad una vostra fan?
No no, Ursula era veramente una nostra fan! Abita pure vicino a casa mia, ogni tanto ci sentiamo!

Però a questo punto occorre che rendiate pubblica una sua foto…
Sì la dovete vedere, così vi renderete conto di come abbiamo fatto ad accorgerci che improvvisamente le erano spuntate due bocce veramente notevoli!

Che diavolerie stai progettando insieme a Ben Weasel, B-Face e Marky Ramone?
Come fate a sapere di questo progetto? A dir la verità è da un po' che stiamo pensando di fare qualcosa tutti insieme, ma è tutto veramente in alto mare e per questo non ne abbiamo parlato quasi con nessuno. Dobbiamo vederci e preparare praticamente tutto, pensare alle canzoni, alle registrazioni, eccetera. C'è Ben che mi rompe parecchio, mi chiede sempre quando è che inizio a darmi da fare. A quel pensionato mi viene da dirgli solo una cosa: vaffanculo! Fa finta di non capire che io un giorno sono a Taiwan, l'altro in Italia e poi magari in Canada. Quando torno a casa, per pochi giorni ovviamente, mi tocco le braccia e mi chiedo se sono ancora intero. Forse combineremo qualcosa verso settembre o ottobre, ma non assicuro niente!



a cura di Fabio Quartino


Joe Queer