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Intervista ai Punkreas

Continuamente in tour per la promozione del loro nuovo disco "Quello Che Sei" (nonostante loro ritengano sia il contrario…), Flaco in vece di tutti i Punkreas ci ha parlato un po’ della situazione attuale del gruppo: di come sia deluso della V2, di un disco dal vivo in arrivo, e di altro ancora, il tutto sempre raccontato confermando un’attitudine punk invidiabile.

Settembre 2005

I Punkreas sono uno dei pochi gruppi punk che in Italia riescono a vivere della propria musica. Quindi, com'è la vita da punk rocker a tempo pieno nella penisola?
Beh, abbastanza dura. Bisogna cercare di far coincidere estetica ed economia, il che non è sempre semplice. Ci consoliamo pensando che - date le condizioni - il nostro è per ora un piccolo miracolo di cui siamo orgogliosi. Vivere suonando punk in Italia sarebbe un po’ come vivere di funky in Moldavia o di metal in Mauritania. Serve una certa dose di ingegno e di fortuna.

Proprio per le caratteristiche del vostro lavoro, avrete molto tempo libero nella vostra giornata... Come passate il tempo quando non pensate ai Punkreas?
Non è proprio così. Per quanto detto sopra, l'attività strettamente musicale è solo una parte limitata e circoscritta del lavoro. Tendiamo ad occuparci di tutto, dai contratti alle copertine del disco. Quando siamo in tour resta veramente poco tempo. Quando non siamo in giro, coltiviamo interessi correlati alla nostra attività, seguiamo altri fenomeni artistici, letterari, politici, che ci forniscano ispirazione e motivo di approfondimento. Potrebbe non sembrare, ma alcuni testi nascono dopo la lettura (a volte collettiva) di 5-10 tra libri, articoli e saggi dedicati all'argomento di cui vogliamo cantare. Ergo, di tempo non ce n'è mai abbastanza.

Voi siete immersi nella scena punk italiana fin dagli anni '80 e possiamo dire che l'avete vista ed avete contribuito a farla crescere. Cos'è cambiato da allora e lo ha fatto in meglio o in peggio?
Quando abbiamo iniziato, con "Isterico" nel 1989, il punk in Italia era stato abbandonato anche dai circuiti più alternativi. Si guardava piuttosto all'hip hop, al rap, al raggamuffin. Era il periodo di Onda Rossa Posse, 99 Posse, per citare le cose migliori. L'ondata americana dei vari Green Day e Offspring ha trascinato anche il punk italiano e gli effetti si sono visti fino a poco fa. Ora mi sembra che ci sia un notevole calo di interesse. In questi anni il circuito è cresciuto, a tutti i livelli, a partire dai musicisti per arrivare a organizzatori, promoter e tecnici. Si sono formate professionalità sul campo. All'epoca di "Isterico", abbiamo registrato in 8 ore e mixato in 4. Giravamo in cinque con due auto e gli strumenti. Oggi registriamo in condizioni sicuramente più vantaggiose, un disco richiede un mese in sala, in tour giriamo in 10/11 tra musicisti e tecnici, con due mezzi pesanti. Tutte queste "conquiste" tuttavia non è chiaro quanto potranno resistere, perché richiedono un numero sempre maggiore di persone che acquistano i dischi e vanno ai concerti. In un momento in cui anche la spesa al supermercato rischia di essere un incubo per un sacco di persone, non saprei proprio fare previsioni.

Seguite la scena punk italiana attuale? Quali gruppi ritenete maggiormente validi?
Personalmente sono un po’ fermo agli "storici", coi quali sento maggiori affinità. Parlo di Derozer, Banda Bassotti, Persiana Jones, Pornoriviste. Al di fuori del punk ascolto con piacere Famiglia Rossi e Vallanzaska. Poi, sicuramente adesso dimentico qualcuno di fondamentale. E' sempre così.

Non avete mai rilasciato un album dal vivo. Non ne avete intenzione? Non credete i vostri fans siano desiderosi, lo stiano aspettando?
Cogli proprio nel segno. Stiamo registrando alcune date di questo tour per un live che potrebbe uscire verso aprile-maggio. Anche noi pensiamo sia venuto il momento.

Stesso discorso per una vera e propria raccolta dei vostri successi. E' strano per un gruppo come voi, che se lo sarebbe potuto permettere già diversi anni fa. Siete contrari a produzioni di questo tipo, credete magari siano più che altro un modo per farsi soldi su canzoni che hanno già dato?
Mah, i "best" non ci hanno mai entusiasmato, perché inevitabilmente peccano di personalità. Sono una raccolta di pezzi sparsi qua e là, registrati in condizioni anche molto diverse. Non dico che facciamo concept album, ma ogni nostro disco tende ad avere un filo rosso a livello compositivo ed esecutivo, che attraversa tutte le canzoni. Ammucchiarle una dopo l'altra non sarebbe una buona idea. Il live invece, permette di ripresentare i pezzi migliori, uniformati dall'esecuzione del momento.

Sembra esserci un po’ di confusione sul nome della vostra etichetta… Si chiama Latomo o Atomo?
Si chiama Atomo. Solo che la prima volta abbiamo sbagliato la stampa, la cosa ha generato un po’ di confusione, e siccome amiamo la confusione, non abbiamo corretto l'errore.

Avete mai pensato di utilizzarla per produrre lavori di altri gruppi, o è una cosa che non vi interessa?
Sì, l'abbiamo pensato spesso. Però non ci piace illudere le persone o peggio ancora sfruttarle. Siamo convinti che per produrre un buon disco serva molta competenza, tempo e anche denaro. Purtroppo il lavoro sui Punkreas non ci lascia al momento il tempo di dedicarci alla produzione di altri gruppi in maniera seria.

Qual è per te l'album migliore dei Punkreas e quale invece il preferito dalla gente, se non coincidono?
Penso che la maggior parte dei vecchi fans indicherebbero "Paranoia e Potere", e tutto sommato sono d'accordo. I dischi successivi hanno delle notevoli innovazioni, e molte delle canzoni contenute in quegli album sono ormai "classiche" nel nostro repertorio , ma "Paranoia e Potere" , preso nel suo insieme, è il disco più compatto e privo di sbavature.

Adesso che l'ultimo album è uscito per V2, avete notato sostanziali differenze rispetto alle precedenti produzioni per quanto riguarda distribuzione, promozione o qualsiasi altro aspetto che esula dalla musica vera e propria?
Non sono per niente soddisfatto del lavoro di V2. Ma proprio per niente. Dal punto di vista promozionale, non ho visto alcuna buona idea, né particolari investimenti, e dal punto di vista distributivo la scelta di Edel non mi è parsa felicissima. In parole povere, penso che questa volta la scelta dei partner commerciali sia stata penalizzante per noi come gruppo. Fortunatamente questo sarà il primo e ultimo disco dei Punkreas con V2.

Riguardo all'ultimo album, sta andando bene a vendite, se vi interessate dell'aspetto?
L'aspetto ci interessa certo, un po’ perché inevitabilmente è una misura di quanto è piaciuto il tuo lavoro, un po’ perché non si vive d'aria. L'ultimo album è andato discretamente, ma è ancora un po’ troppo lontano dai risultati di "Falso". La cosa mi scoccia perché vorrei essere sempre in progressione, e perché "Quello Che Sei" mi sembra veramente un buon distillato dell'estetica Punkreas. Vediamo comunque che continua a vendere, quindi non disperiamo. Dopotutto "Paranoia e Potere" è arrivato a 50.000 copie in 10 anni!

Ci sarà mai la possibilità per i vostri fans di sentire quella cover di "What a Wonderful World" di Louis Armstrong che non vi hanno concesso di inserire nel nuovo album perché avreste danneggiato l'immagine del brano e della casa discografica che ne detiene i diritti? Dal vivo la suonate, o per non incappare in noie legali la evitate anche ai concerti?
Si, abbiamo suonato la canzone dal vivo all'inizio del tour, e di tanto in tanto lo facciamo ancora. Chi volesse ascoltare la versione in studio, può fare una semplice ricerca sul Internet. Non ci sono grosse difficoltà. Le noie legali sono state minacciate dagli americani, ma penso fosse solo una minaccia preventiva (che è sempre meglio di una guerra preventiva).

Qualcuno vi ha accusato in "Quello Che Sei" di esservi accaniti contro categorie che magari potevate lasciare stare, come i chirurghi plastici e chi passa troppo tempo su internet (rispettivamente in "Chirurgo Plastico" e "Tutto Vero"). Cosa vi sentite di rispondere?
In realtà, più che i chirurghi plastici avevamo di mira i loro clienti (uno su tutti: quello che ama anche farsi impiantare dei capelli altrui sulla pelata). Quanto a "Tutto Vero", c'è un equivoco. La canzone è nata come colonna sonora di un film dei Manetti Bros., tratto da una sceneggiatura di Lucarelli (quello di "Blu Notte"). Il protagonista è un hacker che non si rende conto di essersi infilato in una storia più grossa di lui, e viene stritolato dalla mala. Da qui il testo della canzone, che poi però ci piaceva anche di per sé, per cui abbiamo deciso di inserirla nell'album. Il film dovrebbe passare sulla Rai, prima o poi, e si intitola "Il Giorno Del Lupo".

Persino delle scuole vi hanno chiesto di tenere conferenze sulle droghe leggere. Vedete ormai la musica dei Punkreas come uno strumento didattico, considerato anche che vostro il sito sembra più che altro un'informativa sui più scottanti fatti d'attualità?
Intanto approfitto per ringraziare pubblicamente Andrea, un amico che si occupa di aggiornare il sito quanto ai fatti più eclatanti di attualità politico-sociale. Quanto alla nostra funzione didattica, ti devo dire che personalmente ho iniziato a suonare perché mi sembrava un modo più efficace di far circolare dei contenuti che non tutti hanno il tempo o la voglia di cercare in pesanti libroni di filosofia o politica. Sicuramente mi sono sbagliato, perché quando fai musica il suono resta giustamente più importante delle parole, ma sono anche contento che questa funzione si sia mantenuta in qualche modo. In particolare, la canzone "Canapa" ha suscitato varie polemiche, che ci hanno costretto ad approfondire la questione, anche per esporla correttamente in contesti istituzionali (scuole, incontri pubblici, eccetera). Il risultato di quella ricerca lo si trova nel DVD allegato all'ultimo CD e intitolato "La Grande Truffa Della Marijuana".

Siete in tour già da parecchi mesi. Quanto pensate di tirare avanti con la promozione di "Quello Che Sei"?
Direi che ci fermeremo a dicembre o al massimo gennaio. Ma non è che siamo in giro a promuovere il disco. E' il disco che serve a promuovere il tour.

State già componendo nuove canzoni? Quando ci si può aspettare un nuovo album?
Ovviamente qualche frammento sonoro è sempre in circolazione. Di solito lasciamo decantare un po’ le idee che ci vengono a getto continuo. Se dopo qualche mese ci piacciono ancora, allora significa che funzionano. Però è presto per impegnarci seriamente sulle cose nuove. Abbiamo prima un duro lavoro da fare sui rispettivi strumenti, per cercare soluzioni non scontate e continuare a divertirci.

Ultima curiosità: ma come sono nati i vostri soprannomi (Cippa, Flaco, Noyse, Paletta…)?
Dunque, a quel che ricordo Paletta si chiama così come tutti i figli maschi della sua famiglia, da generazioni. Cippa da giovanissimo teneva pubbliche letture di fotoromanzi porno, e alla frase "prendi questa cippa di cazzo" (da "Supersex") ha avuto in dono il suo nomignolo. Io ho imparato a strimpellare la chitarra suonando canzoni di Guccini, il cui chitarrista d'accompagnamento si chiama Flaco Biondini (penso ci sia ancora). Noyse è venuto così, non ricordo più come, ed è decisamente più recente. Infine, il batterista, ultimo arrivato dopo la defezione del Mastino (soprannome conquistato sui campi da calcio), è stato soprannominato Gagno. Questo perchè il Gagno viene dal Piemonte, e in piemontese Gagno significa bambino. Effettivamente, quando è arrivato, bravo ma privo di esperienza, era un po’ il nostro fratellino piccolo.



a cura di Giamma