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Intervista ai Punkreas
Continuamente in tour per la promozione del loro nuovo disco "Quello Che Sei" (nonostante loro ritengano sia il contrario…), Flaco in vece di tutti i Punkreas ci ha parlato un po’ della situazione
attuale del gruppo: di come sia deluso della V2, di un disco dal vivo in arrivo, e di altro ancora, il tutto sempre raccontato confermando un’attitudine punk invidiabile.
I Punkreas sono uno dei pochi gruppi punk che in Italia riescono a vivere della propria musica. Quindi, com'è la vita da punk rocker a tempo pieno nella penisola?
Beh, abbastanza dura. Bisogna cercare di far coincidere estetica ed
economia, il che non è sempre semplice. Ci consoliamo pensando che - date le
condizioni - il nostro è per ora un piccolo miracolo di cui siamo
orgogliosi. Vivere suonando punk in Italia sarebbe un po’ come vivere di
funky in Moldavia o di metal in Mauritania. Serve una certa dose di ingegno
e di fortuna.
Proprio per le caratteristiche del vostro lavoro, avrete molto tempo libero nella vostra giornata...
Come passate il tempo quando non pensate ai Punkreas?
Non è proprio così. Per quanto detto sopra, l'attività strettamente
musicale è solo una parte limitata e circoscritta del lavoro. Tendiamo ad
occuparci di tutto, dai contratti alle copertine del disco. Quando siamo in
tour resta veramente poco tempo. Quando non siamo in giro, coltiviamo
interessi correlati alla nostra attività, seguiamo altri fenomeni artistici,
letterari, politici, che ci forniscano ispirazione e motivo di
approfondimento. Potrebbe non sembrare, ma alcuni testi nascono dopo la
lettura (a volte collettiva) di 5-10 tra libri, articoli e saggi dedicati
all'argomento di cui vogliamo cantare. Ergo, di tempo non ce n'è mai
abbastanza.
Voi siete immersi nella scena punk italiana fin dagli anni '80 e possiamo dire che
l'avete vista ed avete contribuito a farla crescere. Cos'è cambiato da allora e lo ha fatto in meglio o in peggio?
Quando abbiamo iniziato, con "Isterico" nel 1989, il punk in Italia era stato
abbandonato anche dai circuiti più alternativi. Si guardava piuttosto
all'hip hop, al rap, al raggamuffin. Era il periodo di Onda Rossa Posse, 99
Posse, per citare le cose migliori. L'ondata americana dei vari Green Day e
Offspring ha trascinato anche il punk italiano e gli effetti si sono visti
fino a poco fa. Ora mi sembra che ci sia un notevole calo di interesse. In
questi anni il circuito è cresciuto, a tutti i livelli, a partire dai
musicisti per arrivare a organizzatori, promoter e tecnici. Si sono formate
professionalità sul campo. All'epoca di "Isterico", abbiamo registrato in 8
ore e mixato in 4. Giravamo in cinque con due auto e gli strumenti. Oggi
registriamo in condizioni sicuramente più vantaggiose, un disco richiede un
mese in sala, in tour giriamo in 10/11 tra musicisti e tecnici, con due
mezzi pesanti. Tutte queste "conquiste" tuttavia non è chiaro quanto
potranno resistere, perché richiedono un numero sempre maggiore di persone
che acquistano i dischi e vanno ai concerti. In un momento in cui anche la
spesa al supermercato rischia di essere un incubo per un sacco di persone,
non saprei proprio fare previsioni.
Seguite la scena punk italiana attuale? Quali gruppi ritenete maggiormente validi?
Personalmente sono un po’ fermo agli "storici", coi quali sento maggiori
affinità. Parlo di Derozer, Banda Bassotti, Persiana Jones, Pornoriviste.
Al di fuori del punk ascolto con piacere Famiglia Rossi e Vallanzaska. Poi,
sicuramente adesso dimentico qualcuno di fondamentale. E' sempre così.
Non avete mai rilasciato un album dal vivo. Non ne avete intenzione?
Non credete i vostri fans siano desiderosi, lo stiano aspettando?
Cogli proprio nel segno. Stiamo registrando alcune date di questo tour per
un live che potrebbe uscire verso aprile-maggio. Anche noi pensiamo sia
venuto il momento.
Stesso discorso per una vera e propria raccolta dei vostri successi. E' strano per un gruppo come voi,
che se lo sarebbe potuto permettere già diversi anni fa. Siete contrari a produzioni di questo tipo, credete
magari siano più che altro un modo per farsi soldi su canzoni che hanno già dato?
Mah, i "best" non ci hanno mai entusiasmato, perché inevitabilmente peccano di
personalità. Sono una raccolta di pezzi sparsi qua e là, registrati in
condizioni anche molto diverse. Non dico che facciamo concept album, ma ogni
nostro disco tende ad avere un filo rosso a livello compositivo ed
esecutivo, che attraversa tutte le canzoni. Ammucchiarle una dopo l'altra
non sarebbe una buona idea. Il live invece, permette di ripresentare i pezzi
migliori, uniformati dall'esecuzione del momento.
Sembra esserci un po’ di confusione sul nome della vostra etichetta… Si chiama Latomo o Atomo?
Si chiama Atomo. Solo che la prima volta abbiamo sbagliato la stampa, la
cosa ha generato un po’ di confusione, e siccome amiamo la confusione, non
abbiamo corretto l'errore.
Avete mai pensato di utilizzarla per produrre lavori di altri gruppi, o è una cosa che non vi interessa?
Sì, l'abbiamo pensato spesso. Però non ci piace illudere le persone o peggio
ancora sfruttarle. Siamo convinti che per produrre un buon disco serva molta
competenza, tempo e anche denaro. Purtroppo il lavoro sui Punkreas non ci
lascia al momento il tempo di dedicarci alla produzione di altri gruppi in
maniera seria.
Qual è per te l'album migliore dei Punkreas e quale invece il preferito dalla gente, se non coincidono?
Penso che la maggior parte dei vecchi fans indicherebbero "Paranoia e
Potere", e tutto sommato sono d'accordo. I dischi successivi hanno delle
notevoli innovazioni, e molte delle canzoni contenute in quegli album sono
ormai "classiche" nel nostro repertorio , ma "Paranoia e Potere" , preso nel
suo insieme, è il disco più compatto e privo di sbavature.
Adesso che l'ultimo album è uscito per V2, avete notato sostanziali differenze rispetto alle precedenti produzioni
per quanto riguarda distribuzione, promozione o qualsiasi altro aspetto che esula dalla musica vera e propria?
Non sono per niente soddisfatto del lavoro di V2. Ma proprio per niente. Dal
punto di vista promozionale, non ho visto alcuna buona idea, né particolari
investimenti, e dal punto di vista distributivo la scelta di Edel non mi è parsa felicissima. In parole
povere, penso che questa volta la scelta dei partner commerciali sia stata
penalizzante per noi come gruppo. Fortunatamente questo sarà il primo e
ultimo disco dei Punkreas con V2.
Riguardo all'ultimo album, sta andando bene a vendite, se vi interessate dell'aspetto?
L'aspetto ci interessa certo, un po’ perché inevitabilmente è una misura di
quanto è piaciuto il tuo lavoro, un po’ perché non si vive d'aria. L'ultimo
album è andato discretamente, ma è ancora un po’ troppo lontano dai risultati
di "Falso". La cosa mi scoccia perché vorrei essere sempre in progressione,
e perché "Quello Che Sei" mi sembra veramente un buon distillato
dell'estetica Punkreas. Vediamo comunque che continua a vendere, quindi non
disperiamo. Dopotutto "Paranoia e Potere" è arrivato a 50.000 copie in 10
anni!
Ci sarà mai la possibilità per i vostri fans di sentire quella cover di "What a Wonderful World" di
Louis Armstrong che non vi hanno concesso di inserire nel nuovo album perché avreste danneggiato l'immagine
del brano e della casa discografica che ne detiene i diritti? Dal vivo la suonate, o per non incappare in noie legali la evitate anche ai concerti?
Si, abbiamo suonato la canzone dal vivo all'inizio del tour, e di tanto in
tanto lo facciamo ancora. Chi volesse ascoltare la versione in studio, può
fare una semplice ricerca sul Internet. Non ci sono grosse difficoltà. Le
noie legali sono state minacciate dagli americani, ma penso fosse solo una
minaccia preventiva (che è sempre meglio di una guerra preventiva).
Qualcuno vi ha accusato in "Quello Che Sei" di esservi accaniti contro categorie che
magari potevate lasciare stare, come i chirurghi plastici e chi passa troppo tempo su
internet (rispettivamente in "Chirurgo Plastico" e "Tutto Vero"). Cosa vi sentite di rispondere?
In realtà, più che i chirurghi plastici avevamo di mira i loro clienti (uno
su tutti: quello che ama anche farsi impiantare dei capelli altrui sulla
pelata). Quanto a "Tutto Vero", c'è un equivoco. La canzone è nata come
colonna sonora di un film dei Manetti Bros., tratto da una sceneggiatura di
Lucarelli (quello di "Blu Notte"). Il protagonista è un hacker che non si
rende conto di essersi infilato in una storia più grossa di lui, e viene
stritolato dalla mala. Da qui il testo della canzone, che poi però ci
piaceva anche di per sé, per cui abbiamo deciso di inserirla nell'album. Il
film dovrebbe passare sulla Rai, prima o poi, e si intitola "Il Giorno Del Lupo".
Persino delle scuole vi hanno chiesto di tenere conferenze sulle droghe leggere.
Vedete ormai la musica dei Punkreas come uno strumento didattico, considerato
anche che vostro il sito sembra più che altro un'informativa sui più scottanti fatti d'attualità?
Intanto approfitto per ringraziare pubblicamente Andrea, un amico che si
occupa di aggiornare il sito quanto ai fatti più eclatanti di attualità
politico-sociale. Quanto alla nostra funzione didattica, ti devo dire che
personalmente ho iniziato a suonare perché mi sembrava un modo più efficace
di far circolare dei contenuti che non tutti hanno il tempo o la voglia di
cercare in pesanti libroni di filosofia o politica. Sicuramente mi sono
sbagliato, perché quando fai musica il suono resta giustamente più
importante delle parole, ma sono anche contento che questa funzione si sia
mantenuta in qualche modo. In particolare, la canzone "Canapa" ha suscitato
varie polemiche, che ci hanno costretto ad approfondire la questione, anche
per esporla correttamente in contesti istituzionali (scuole, incontri
pubblici, eccetera). Il risultato di quella ricerca lo si trova nel DVD allegato
all'ultimo CD e intitolato "La Grande Truffa Della Marijuana".
Siete in tour già da parecchi mesi. Quanto pensate di tirare avanti con la promozione di "Quello Che Sei"?
Direi che ci fermeremo a dicembre o al massimo gennaio. Ma non è che siamo
in giro a promuovere il disco. E' il disco che serve a promuovere il tour.
State già componendo nuove canzoni? Quando ci si può aspettare un nuovo album?
Ovviamente qualche frammento sonoro è sempre in circolazione. Di solito
lasciamo decantare un po’ le idee che ci vengono a getto continuo. Se dopo
qualche mese ci piacciono ancora, allora significa che funzionano. Però è
presto per impegnarci seriamente sulle cose nuove. Abbiamo prima un duro
lavoro da fare sui rispettivi strumenti, per cercare soluzioni non scontate
e continuare a divertirci.
Ultima curiosità: ma come sono nati i vostri soprannomi (Cippa, Flaco, Noyse, Paletta…)?
Dunque, a quel che ricordo Paletta si chiama così come tutti i figli maschi
della sua famiglia, da generazioni. Cippa da giovanissimo teneva pubbliche
letture di fotoromanzi porno, e alla frase "prendi questa cippa di cazzo"
(da "Supersex") ha avuto in dono il suo nomignolo. Io ho imparato a
strimpellare la chitarra suonando canzoni di Guccini, il cui chitarrista
d'accompagnamento si chiama Flaco Biondini (penso ci sia ancora). Noyse è
venuto così, non ricordo più come, ed è decisamente più recente. Infine, il
batterista, ultimo arrivato dopo la defezione del Mastino (soprannome
conquistato sui campi da calcio), è stato soprannominato Gagno. Questo
perchè il Gagno viene dal Piemonte, e in piemontese Gagno significa bambino.
Effettivamente, quando è arrivato, bravo ma privo di esperienza, era un po’
il nostro fratellino piccolo.
a cura di Giamma
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