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Intervista ai Pennywise
Sulla breccia dagli anni '90, i Pennywise sono una delle band del panorama punk rock che sicuramente ha stretto un legame più solido coi propri fan. I loro ultimi due lavori hanno destato qualche sospetto che il quartetto di Hermosa Beach abbia più poco da dire a livello musicale, ma leggendo questa intervista salta fuori quel tocco poco politically correct che non può che far illuminare gli occhi a chi veramente si sente dentro alla musica alternativa.
Il vostro ultimo album "The Fuse" è uscito quasi un'anno fa... State già lavorando al suo successore?
Sì, siamo stati per un certo periodo lontani dall'attività concertistica, lontano dai tour, in modo da poter lavorare sulle nuove canzoni. Avevamo già pronti alcuni spunti interessanti per il nuovo lavoro, nati durante i tour precedenti oppure nelle nostre case o durante le prove. Adesso tutti speriamo di iniziare presto le registrazioni, se tutto va bene dovremmo entrare in studio nel mese di febbraio. Ci sono molte canzoni, scritte principalmente da Jimmy, delle quali siamo molto soddisfatti. La nostra intenzione è di far uscire l'album per la prossima estate e speriamo possa essere davvero così.
Con il passare degli anni siete sempre rimasti fedeli al vostro punk-hardcore melodico... Non sentite mai la necessità di cambiare?
No, assolutamente no. Ci sono molte band che cercano di rivoluzionare il proprio stile, di cambiarlo al fine di diventare più popolari e di ottenere più successo. Per noi, invece, per i Pennywise, è importante restare fedeli alle nostre origini, fedeli ai nostri fans a cui piace il nostro suono, a cui piace quello che facciamo e che continuano a seguirci in tour. A noi non interessa minimamente copiare altre band, seguire la moda del momento. Vogliamo rimanere un punto di riferimento fisso per le persone che ci ascoltano e seguono la scena musicale. Questo sono i Pennywise.
Credi dunque che i vostri fan approvino questa vostra scelta?
Come ti ho detto, noi cerchiamo sempre di accontentare i nostri fans e siamo consapevoli che a loro piace il nostro modo intendere la musica. Dunque credo che abbiano sempre approvato le nostre scelte e spero continueranno a farlo.
Tuttavia, negli ultimi due album si è potuto notare una maggiore incisività e durezza nel suono delle chitarre... Puoi spiegare il perché di questo cambiamento?
E' vero, negli ultimi due album ho cercato di fare un piccolo cambiamento, ma legato solamente all'utilizzo di toni differenti e nuove apparecchiature durante le registrazioni. Tutto questo ha portato ad una maggiore durezza nel suono e dunque alcuni pezzi risultano più pesanti del solito. Oggigiorno molti dei dischi che ho ascoltato hanno una produzione molto soft, molto piatta, con un suono delle chitarre molto pulito e poco incisivo. Così ho tentato di rendere un po' più aggressivo il nostro punk rock, ho cercato di ravvivarlo un po'.
Questa maggiore aggressività è forse anche un modo per prendere le distanze dalla scena punk rock di oggi...
Forse. Credo che questo possa essere uno dei motivi che mi ha spinto verso questa scelta. In effetti abbiamo sempre cercato di rimanere da un lato legati alle nostre origini, ma dall'altro di trasgredire un po', di apportare dei piccoli cambiamenti che ci differenziassero, di rafforzare la nostra musica. E questo è quello che abbiamo fatto finora.
Purtroppo oggi per i ragazzi il punk è quello di gruppi come Good Charlotte e Simple Plan, il punk è la musica che passa su MTV... Voi che avete visto nascere il movimento punk cosa ne pensate di questa situazione?
Oh, questa è davvero una brutta situazione. La musica punk era nata con lo scopo di combattere le corporazioni, di contrastare il Governo, di contrastare il commercio sfuttatore. Da qualche anno a questa parte invece suonare punk significa accasarsi ad una major, oppure apparire in trasmissioni televisive come TRL. Sono d'accordo che ognuno debba suonare la musica che preferisca, la musica che meglio lo rappresenta, ma tutto il resto ha davvero dell'incredibile! Il vero punk rock non è questo! E' triste vedere che oggi il punk rappresenta tutto quello contro cui lottava al momento della sua nascita, è diventato un fenomeno che va oltre la musica ma investe anche altri settori.
Oggi il punk è tutto basato sull'apparenza, sul look. Vedi tutte queste band che indossano pantaloni e magliette attillati, che si truccano il viso, vedi questi giovani con i capelli ingellati, con frange che ti coprono gli occhi… E i ragazzi li seguono! I fan di conseguenza fanno tutto quello che il potere e le corporazioni vogliono comprando gli stessi vestiti, usando lo stesso abbigliamento. Questo è purtroppo quello che succede ogni giorno, quello al quale molte band "old-school" come i Pennywise, NOFX e Bouncing Souls cercano di porre rimedio, in contrasto con la numerosa quantità presente di emo-kids.
Se la scena punk rock è in declino o addirittura già morta, dove prendete ispirazione per la vostra musica? Parlando più in generale, c'è qualche band alla quale vi sentite particolarmente legati per affinità stilistiche?
Personalmente io ero un grande fan di Tom Morello e dei suoi Rage Against The Machine. Sia loro che altre band come System Of a Down, ad esempio, le considero band a noi affini nel senso che anche loro cercano di dare all'ascoltatore un messaggio importante. Dal punto di vista musicale suoniamo generi totalmente diversi, ma ci assomigliamo nello spirito che ci accompagna nel nostro lavoro.
In ogni vostro album è presente un messaggio politico... Anche il vostro nuovo album avrà lo stesso orientamento?
Sicuramente. Per noi non solo la musica, ma anche i testi sono davvero importanti. A fianco ad una buona base musicale devono essere affiancati testi validi perché se una band suona una buona musica ma con dei testi pessimi il tutto non funziona, o sbaglio?
Di conseguenza pensi che la vostra musica possa essere in grado di trasmettere di messaggi importanti?
Ovviamente credo di sì. Oggigiorno i giovani fan vedono le rock star e i musicisti come i loro idoli, come i loro dei, tralasciando da parte la musica e i loro testi. Questo è un aspetto negativo, di conseguenza è molto importante trasmettere loro un messaggio valido, un messaggio positivo tramite la nostra musica, un messaggio che non riguardi ad esempio la rottura di un fidanzamento, che non riguardi fatti non realmente importanti. Noi cerchiamo dunque di dare ispirazione ai nostri fan, di spronarli, di incitarli in vista di un futuro migliore.
Oggi il Rock In Idro ed il Deconstruction Tour incrociano le proprie strade... Non è la prima volta che partecipate ad entrambe le manifestazioni... Quali sono i tuoi ricordi legati alle edizioni passate di entrambe?
Mmm, al Rock In Idro dell'anno scorso c'erano delle band molto valide, era molto bello, c'erano i NOFX, c'era Fat Mike che non era molto "in forma" ("Fat Mike era molto drogato"). Ricordo questo ma ricordo anche i fan, la loro stupenda accoglienza. Ogni volta che suoniamo in Italia l'energia è davvero buona e questo è un grande festival. Legati al Deconstruction ho una mucchio di ricordi che vanno dai numerosi viaggi, quasi come se tutti facessimo parte di un circo, tutto grazie al nostro manager (indica un uomo che sta lavorando al computer portatile), che tra l'altro oggi è la prima volta che vedo lavorare! Il Deconstruction Tour è probabilmente, e non lo dico perché ci suona la mia band ma perché è la verità, la manifestazione più legata al punk rock. Ho suonato a diversi tour ma il management, lo staff e le band del Deconstruction rappresentano il vero stile del punk rock, te lo assicuro. Qui si beve molto, si fanno pazzie sul palco, nascono collaborazioni improvvisate, ed è tutto molto bello.
Avete deciso di fare questo mini-tour europeo per prendervi una pausa dal lavoro sul nuovo album?
Sì, era un po' che non suonavamo in giro e allora abbiamo deciso di staccare un attimo la spina e di partecipare a questo tour.
Oggi suonerete da headliner... Che tipo di scaletta avete in mente? Presenterete qualche nuovo pezzo?
Guarda, stasera suoneremo tre canzoni e mezzo [Fletcher fa il serio ma poi scoppia a ridere]. No, scherzo ovviamente! Abbiamo numerose canzoni nel nostro repertorio dunque cercheremo di fare un giusto mix tra passato e presente, accontenteremo nuovi e vecchi fan. Suoneremo anche un paio di canzoni nuove in modo da dare modo ai fan di farsi un idea su quello che sarà il prossimo album e di alleggerire un po' la loro attesa.
Ancora un paio di domande personali... Qual è il tuo rapporto con i fan? Ti senti riconoscente nei loro confronti?
Personalmente credo di avere un buon rapporto con i fan, cerco sempre di dialogare con loro anche durante i concerti. La cosa principale e più importante per noi è fare dei Pennywise e dei fan una cosa sola. Noi non ci atteggiamo a rock star, non facciamo cose del tipo "io sono Axl Rose, queste sono le mie groupie, questo le mie guardie del corpo, eccetera. Siamo molto riconoscenti verso i fan e si meritano il nostro massimo rispetto.
Nel vostro CD live "Live At The Key Club" fai al pubblico una strana proposta… Gli proponi di pagare loro un tatuaggio con il simbolo del gruppo? Qualcuno ha accettato?
Oh, adesso ricordo! Ma non sono stato io a farla, è stato Jimmy! Ad un certo punto ha annunciato "Fletcher pagherà un tatuaggio con il nome della band a chiunque voglia farselo!". Io di quella sera, di quel concerto non ricordo molto, dunque la mattina dopo mi hanno riferito tutto. Subito credevo si trattasse di uno scherzo ma poi quando ho capito che era la verità ho preso la carta di credito ed ho pagato ben 37 tatuaggi! In fondo non voglio deludere i miei fan e Jimmy glielo aveva promesso, è così che è andata...
a cura di Nicolò Riccomagno
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