Homepage Biografie Recensioni Live Report Interviste Contatti Links


Intervista a Paolino Dell'Olio (The New Story, ex Minnie's)

Paolino Dell'Olio rappresenta uno dei principali esponenti della scena punk italiana, facendone parte da svariati anni ed avendo militato in band di spessore quali La Crisi, Minnie's e, recentemente, New Story. Approfondiamo la sua conoscenza con un'intervista nella quale il batterista racconta di come si è avvicinato alla musica, al suo strumento, alla scena ed alla notorietà.

Febbraio 2008

Com'è nata la tua passione per la musica e per la batteria, i tuoi inizi e le prime influenze musicali?

Vediamo vediamo… Ho incominciato quando avevo 12 o 13 anni; l'interesse è nato vedendo il mio compagno di banco tamburellare con le mani tutto il giorno sul banco, suo padre vendeva strumenti musicali e quindi lui si cimentava praticamente con tutto. Mi ricordo ancora adesso che quando provai ad imitare ciò che faceva, mi rispose dicendomi "non hai il minimo senso del ritmo" eheh! Comunque da ragazzino ascoltavo a manetta Metallica, Guns‘n'Roses, Green Day e Nirvana…

Come ti sei avvicinato alla musica punk?

Tramite amici; andavo a scuola e, come funzione di solito in questi casi, da amici conobbi altri amici e così via, fino ad arrivare a ciò che è stata la mia cricca per quasi tutta la mia adolescenza. Ci si passava nomi di gruppi e ovviamente dischi.

Avevi ed hai attualmente qualche esempio da seguire come batterista?

Ovviamente sì: Derrick Plourde (ex Lagwagon), Sean Sellers (Good Riddance), Danny Carey (Tool) e Jon Theodore (ex Mars Volta). Rimangono tuttora i miei mostri sacri.

Prima dei New Story hai suonato con i La Crisi e con i Minnie's. Cosa ti hanno lasciato dentro queste due esperienze?

Tantissimi bei ricordi e anche tanta nostalgia, impossibile dimenticare tutti i momenti passati assieme. Mi hanno regalato la possibilità di girare per il mondo suonando e direi che non c'è cosa più bella del mondo.

A proposito dei La Crisi, l'omonimo disco della tua ex band è considerato da molti uno dei migliori dischi nel panorama hardcore italiano. Cosa pensi a riguardo?

Come dice sempre il Mayo (cantante dei La Crisi) dandomi del gay, io non ho mai ascoltato tanto hardcore, né italiano né straniero. Quello che tu mi dici l'ho sentito spesso dire e non può che farmi piacere ed essere orgoglioso di averne fatto parte.

I gruppi nei quali hai militato hanno tra di loro notevoli differenze a livello musicale, ma qual è il tuo genere preferito?

Non ho un genere preferito, posso però citare qualcuno dei miei gruppi preferiti ovvero Bad Religion,Tool o Descendents. Io adoro spaziare, non riesco a fossilizzarmi su un genere solo, sia quello che ascolto e soprattutto quello che suono. Avendo suonato in più gruppi ognuno di diverso genere, ho sicuramente migliorato il mio stile permettendomi di riuscire a suonare praticamente tutto, dare sempre un bel groove al pezzo e non con un drumming noioso.

Avendo suonato anche all'estero, a livello di pubblico hai notato differenze rispetto a quello italiano?

L'estero è qualcosa di fantastico. I posti sono belli e soprattutto la gente si tira in mezzo in una maniera spaventosa; più e più volte abbiamo suonato in posti dove la gente non ci conosceva eppure erano in prima fila tutti presi bene, addirittura fingendo di cantare come se conoscessero il brano. Sicuramente mi hanno impressionato gli Stati Uniti, anche solo per il semplice motivo di aver suonato lì: è un popolo strano, pieno di contraddizioni ma musicalmente non c'è niente da fare: danno la merda a tutti. Mi ricordo di un gruppo di ragazzini con i quali abbiamo suonato nel Connecticut; da tipico italiano, per non dire milanese, la prima cosa che ho pensato è stata: "tsè… guarda ‘sti sbarbini". Invece hanno preso i loro strumenti e hanno spaccato letteralmente il culo; per la serie "tiè Paolino! Prendi e porta a casa!".

Com'è avvenuto il tuo ingresso nei New Story?

Sono stato contattato da un nostro amico comune, Icio, che stava registrando il loro nuovo disco e sapeva che stavano cercando un nuovo batterista. Lui ha pensato a me, gliel'ha proposto e di conseguenza qualche giorno dopo sono stato contattato.

Com'è stato il passaggio a suonare con una band che nutre di molta più visibilità? Hai ricevuto anche delle critiche per questo...

Critiche? Eheheh ma và! Molto peggio! Ovviamente io sono il Giuda, no? Quello che ha rinnegato l'hardcore.
Primo: non mi sembra di essere diverso da come ero prima quando suonavo con i La Crisi.
Secondo: la gente non capisce che sono anni che cerco di far sì che suonare diventi la mia professione e per farlo ho dovuto, e continuo, a fare scelte.
Terzo: sarò anche andato su "Cioé" o "Top Girl", ma con la maglia del CBGB's eheh!

Qual è la tua opinione sull'attuale scena italiana, o presunta tale?

Mah! Non credo che ci sia un'attuale scena italiana. Ci sono molti gruppi che suonano, ma da qui a chiamarla scena… Sono tutti pronti a buttartelo al culo appena riesci a fare qualcosa in più rispetto ad altri, c'è tanta invidia e falsità. Ci sono però tantissime belle persone che ci credono, che si fanno in quattro per organizzare concerti e far sì che tutto vada per il meglio, ed hanno tutto il mio rispetto, ma tutti gli altri possono andare a cagare.

Sei nell'ambiente da molti anni, hai qualche consiglio da dare a chi vuole iniziare a suonare?

Uhm… Non saprei; sicuramente lavorare duro, suonate, suonate e suonate, in casa, sala prove, dove potete! Ho studiato da autodidatta in camera mia per dieci anni suonando tutti i giorni due ore con le mie bacchettine colpendo nel vuoto e ascoltando i miei dischi preferiti. Quindi ci vogliono tanta costanza e tanti sacrifici.

Hai qualcuno da ringraziare o da mandare a quel paese?

Ringraziare tante persone, da mandare a cagare altrettanti, ma evito eheh!



a cura di Piero Di Battista


Paolino Dell'Olio


con i New Story


con i Minnie's