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Intervista ai Nitrojuice
I Nitrojuice sono quattro ragazzi di Lecce che suonano insieme da parecchi anni (la prima incarnazione della band è datata 1994) e sono riusciti l'anno scorso a spuntare un contratto con la genovese Nh-N Records,
che ha così rilasciato il loro primo vero lavoro, "Dark Room Vernissage", il quale ha permesso loro di farsi notare, e non solo all'interno della scena italiana. Hanno risposto ad alcune domande Andrea (voce e chitarra) e Pippo (batteria).
Nitrojuice da Lecce... Vi sentite una mosca bianca del panorama italiano? Si possono contare con le dita le band più o meno importanti che sono nate nel meridione italiano...
Andrea: Sì, in effetti sono ben poche le bands nate nel meridione, anche se credo che sia solo un fattore di visibilità. Nel senso che i gruppi ci sono ma nn riescono ad emergere per le scarse possibilitä che questa terra ci offre. Parlando dei nitrojuice in particolare, non diamo di solito tanto peso al fatto di essere un'eccezione merdionale, o almeno iniziamo ad accorgecene adesso che tutti ci fanno questa domanda.
Pippo: Per me invece no, ecco siamo una band come tante altre valide qui nel meridione. Il livello delle band, se può esistere un livello, è molto alto nella nostra regione. Purtroppo forse è più difficile farsi notare.
Per la copertina avete scelto un noto illustratore italiano, specializzato in
raffigurazioni orientali. Avete qualche passione particolare per la cultura del
"Sol Levante" o asiatica in generale?
Andrea: Ammiriamo molto l'arredamento giapponese, tutto il minimalismo che lo circonda e ci piace molto anche il cibo giapponese.
Pippo: Simone (www.tokidoki.it) è un mio grande amico di infanzia ci siamo conosciuti al mare tra un bagno e l'altro quando ne io ne lui sapevamo
ancora cosa fosse l'hardcore, e dove si trovasse il Giappone. La grafica del CD è nata nel balcone di casa mia al mare questa estate di sera tra le chiacchere e la birra. Siamo molto affascinati dal Giappone in particolare: dai costumi, dal cibo, dalla loro cultura... Non ti nascondo che un viaggetto da quelle parti sarebbe figo magari questa estate con la band... Tocchiamo ferro.
Avete iniziato come cover band dei Nirvana, per poi nel primo demo passare ad
influenze più hardcore, ed infine, in "Dark Room Vernissage" suonare un indie
rock/post hardcore molto introspettivo. Come spiegate questi cambiamenti, e da
che cosa sono stati dettati?
Andrea: I cambiamenti sono avvenuti in modo del tutto naturale e, ripensandoci, sembra un po' strano anche a noi. Se andata così, significa che va bene, anche se una botta hardcore ogni tanto non ci dispiacerebbe darla, ma, almeno per quanto riguarda i Nitrojuice, è ormai acqua passata.
Pippo: Siamo sempre stati felici di suonare ciò che veramente ci piaceva, ecco negli anni i gusti musicali cambiano, si evolvono e con loro anche la nostra musica. Inoltre oltre che dagli ascolti la nostra musica è influenzata
dalle nostre esperienze di vita ognuno in una città differente.
E a proposito del vostro nuovo disco... Siete completamente soddisfatti di
esso, oppure se poteste tornare indietro cambiereste qualcosa?
Andrea: Siamo soddisfatti di aver racchiuso questi pezzi in un lavoro finalmente completo. Da ora in poi è tempo di fare le cose in modo diverso.
Pippo: E' il nostro primo CD e non posso che essere pienamente soddisfatto del risultato.
Se doveste citare un gruppo che più degli altri sentite musicalmente vicino
al momento, quale sarebbe?
Andrea: American Analog Set.
Pippo: Non c'è un gruppo che sentiamo particolarmente vicino in questo momento ma posso dirti ciò che passa nel nostro lettore negli ultimi periodi: Juno,
Jazz june, Christiansen, Mae, Mars Volta, eccetera.
Possiamo dire che il vostro nuovo disco su Nh-N vi ha aperto nuove porte.
Ce ne parlate un po'?
Andrea: "Dark Room Vernissage" ci ha dato e ci dà nuove possibilità ogni giorno. Anche quest'intervista è per noi un'esperienza del tutto nuova e anche un po' imbarazzante. Spesso rileggiamo quello che scriviamo e rimaniamo un po' vergognati di quello che abbiamo buttato giù. Inoltre ci sta dando visibilità, anche troppa visibilità. A volte è noioso e brutto dover rispondere a critiche che ci vengono fatte, commenti del tutto fuori luogo. Una cosa che ci piace tanto è mettere il nome Nitrojuice nei motori di ricerca e spulciare tutto quello che ne viene fuori. E' bello vedere come persone che scrivono le loro storie sui weblog possano inserire il nostro CD nella loro playlist personale. Meno bello è vedere il nostro CD venduto su internet da qualche negozio on-line. Triste è quando becchiamo gente che mette su guestbook e forum commenti spiacevoli su di noi. Alla fine rimangono gli aspetti positivi e quelli negativi finiscono nel cesso.
Pippo: Certo è incredibile come cambiano le cose. Ricordo ancora il primo
giorno in cui parlammo con Fra di Nh-N che adesso è ormai il nostro "fratellu": eravamo impacciati e molto emozionati quando ci disse :"e allora quando registrate
'sti pezzi che vi faccio uscire il disco?". Inoltre fino ad allora avevamo
suonato solo all'interno dei confini pugliesi e con l'uscita del disco
abbiamo già fatto due tour europei e qualche data nel nord Italia. Certo
che ci ha aperto nuove porte ora sta a noi farle rimanere aperte e aprirne di nuove.
Avete avuto anche l'oppurtunità di suonare all'estero... un'esperienza
positiva o da dimenticare?
Andrea: Positiva nel modo più assoluto. Prendete contatti, un furgone e partite. A volte non e' bello rimediare solo 20 euro in una serata, ma alla fine te ne sbatti perö e guardi i visi di gente come i coffee shower che ridevano vedendo queste 20 euro poggiate sul tavolino di un locale in un paesino tedesco e tranquillamente si infilavano nei sacchi a pelo e sorseggiavano le loro beck's. Siamo giovani e allegri. 20 euro sono più che sufficienti per la benzina di un furgone diesel.
Pippo: Direi positivissima... Si fa tanta esperienza suonando fuori e non so come mai durante i concerti si suona con più grinta e passione. Suonare fuori è
sicuramente gratificante anche se bisogna adattarsi ad ogni situazione, come
dormire per terra ogni sera o suonare per 20 euro dopo aver fatto 700 km... Sono cose che succedono in tour... Molto spesso! Ma va bene cosi... Per la
band questo e altro.
In Italia non sono molti i gruppi che suonano il vostro stesso genere. C'è ne
qualcuno che vi piace?
Andrea: Sì, i Fine Before You Came e un gruppo che si sta muovendo molto bene, i For Mistake.
Pippo: Certo sono tante le band che apprezziamo e ammiriamo. Per esempio band come i Miles Apart, ex Eversor, o anch'io Fine Before You Came o ancora Bigoz Quartet tutte di altissimo livello. E ce ne sono tante altre. Credo che in Italia
qualcosa si stia muovendo.
Ma soprattutto, come definereste il vostro genere visto che a mio avviso è
molto particolare?
Andrea: Giusto punk rock, poi spetta a chi ci ascolta divertirsi a tirare fuori nomi complessi e articolati tipo emo-ska core.
Pippo: Sì, non abbiamo mai cercato di definire il nostro genere musicale. Diciamo più semplicemente che si può chiamare rock.
Quali sono, se li hanno, gli obiettivi dei Nitrojuice? Dove vi piacerebbe
arrivare?
Andrea: Quando siamo a Lecce ci piace pensare di poter arrivare ovunque. Quando siamo ovunque ci piace pensare di poter ritornare a Lecce. Quindi vogliamo suonare dappertutto ma rimanere ancorati a ciò che siamo e sempre saremo.
Pippo: Per ora comunque siamo ben saldi con i piedi per terra. Pensiamo a suonare e fare nuovi pezzi, per il futuro si vedrà.
E qual è la soddisfazione più grossa che i Nitrojuice potrebbero/vorrebbero
togliersi?
Andrea: Molte le abbiamo già raggiunte. L'obiettivo massimo di qualsiasi band è quello di poter vivere di musica.
Pippo: Sì, sinceramente nell'ultimo periodo ce ne stiamo togliendo tante di soddisfazioni, quindi va bene così.
a cura di Max
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