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Intervista ai Mugshots

Membra straziate, morti che camminano e viscere in rivolta. L'ormai nota cecità italiana verso la musica che non passa alla radio e su MTV può causare effetti indesiderati di questo tipo. Più semplicemente si può anche esser privati del piacere di confrontarsi con una vera visione a 360° della musica. Questo è ciò che ci spiegano Mickey Evil e Henry Lee dei bresciani Mugshots, gruppo decisamente originale e di certo non alla ricerca del consenso di adolescenti privi di encefalo, che combinano musica alternativa con un particolare gusto per l'horror. Il risultato è il seguente...

Maggio 2006

Tra "Doctor Is Out!" ed il vostro ultimo lavoro "House Of The Weirdos" c'è stata sicuramente un'evoluzione nella vostra musica. In quest'ultimo disco sono presenti in qualche occasione passaggi quasi metal (di quello sempre dai toni cupi, ovviamente), la musica sembra più complessa, la produzione è più curata, eccetera. Nel tempo intercorso tra le due uscite, si sono verificati particolari fattori che hanno causato questa positiva mutazione?
Mickey Evil: Nell'arco di tempo trascorso tra i due lavori sono cambiate un'infinità di cose, sia a livello personale che di gruppo. Tralasciando le vicissitudini individuali (esclusivamente mie!), direi che l'inserimento dei nuovi membri (molto più integrati dei predecessori) G. Guero al basso ed Erik Stayn alle tastiere ha influenzato non poco il risultato finale di "House Of The Weirdos".
Inoltre, per la produzione artistica, ci siamo affidati alle mani sapienti di Giò "Bottle" Bottoglia de L'Invasione Degli Omini Verdi – un vero esperto in materia sonora, a differenza delle altre persone con cui abbiamo lavorato prima. Ancora una volta la musica è interamente di mia composizione e gli arrangiamenti a cura del gruppo: la lieve complessità dei brani è il frutto di un certosino lavoro di cura dei dettagli svolto durante le prove.
Riguardo l'influenza metal… Beh, il prossimo lavoro che registreremo quest'estate – che conterrà anche brani di Henry Lee – sarà nettamente più metallizzato!

E' inevitabile, quando si ascolta un disco definibile horror punk si sente spesso cantare Glenn Danzig, storica voce dei Misfits… Credi sia solo una deformazione di chi ascolta, o indubbiamente tutti i gruppi come voi partono da lì come ispirazione?
Mickey Evil: So che potrà sembrare incredibile, ma ho iniziato ad ascoltare seriamente i Misfits solo circa un paio di anni fa e non mi sento per nulla influenzato da Danzig – che reputo un grande cantante, ad ogni modo! Anni fa volevo imitare Alice Cooper, ma ben presto mi sono reso conto di non esserne in grado e ho iniziato a sperimentare altro.
L'uso della voce – soprattutto in "House Of The Weirdos" – ha subito varie influenze: Dave Vanian (The Damned), Stiv Bators (The Lords Of The New Church), Ian Curtis (Joy Division) ma anche Peter Nicholls degli IQ, Mario dei Mayfair e mi piacerebbe poter dire Mike Patton, mio grande idolo, anche se so di non possedere la sua incredibile versatilità!
Henry Lee: Penso che nessuno di noi parta dai Misfits e in ogni caso ritengo che i Mugshots siano, in alcuni frangenti, molto più accostabili al periodo Graves, dove a mio giudizio, i Misfits hanno dato il meglio... Oggi Danzig è solo un ciccione inconcludente, farebbe meglio a ritirarsi!

Quali sono quindi i gruppi che vi hanno più influenzato?
Mickey Evil: Inizialmente ho dato vita ai Mugshots influenzato esclusivamente dall'esistenza degli Stranglers: volevo suonare una sorta di punk rock con le tastiere e via dicendo. Poi negli anni le influenze si sono diversificate e moltiplicate, dato che ascolto pressoché ogni genere di musica (a parte tutto ciò che è definito indie!).
Un'ulteriore influenza che non tralascerei, oltre ai gruppi citati nella risposta precedente, è indubbiamente il black metal norvegese della prima metà degli anni '90 (Burzum in particolare)… E lo potrete notare soprattutto nel prossimo nostro lavoro! Inoltre, come penso abbiate notato, anche un pizzico dei portoghesi Moonspell è presente nella nostra musica!
Infine direi che anche le colonne sonore dei film horror e polizieschi italiani degli anni '70 hanno invaso in modo pregnante il codice genetico delle composizioni dei Mugshtos!
Henry Lee: Principalmente gruppi di nihilistic black metal come Craft, Leviathan e Judas Iscariot passando per il funeral doom di Skepticism e Thergothon... E poi direi i Cock And Ball Torture! Per finire, giusto per fare un nome in ambito punk, direi gli Eatmyfuk!

I vostri testi sono decisamente macabri, come d'altronde è d'obbligo per un genere come il vostro… Ma praticate anche qualche strano rito al di fuori della vostra musica (tipo sacrificio di animali – speriamo di no) o vi limitate a narrare?
Mickey Evil: Nessun sacrificio di animali, in quanto sono vegetariano e animalista convinto! Sacrifici umani li vedo più di buon occhio, dato che più di un essere umano meriterebbe di essere sacrificato… Ma in tal caso non si tratterebbe di una gran perdita, dunque perderebbe il valore di sacrificio e si ridurrebbe a semplice giustizia sommaria!
Sono sì interessato all'occulto, nel senso etimologico del termine – cioè "nascosto", non visibile e non esperibile immediatamente.
Henry Lee: In genere ci piace sacrificare teenagers maschi per poi, come avvoltoi rapaci, dividerci (nel senso di fare a brani letteralmente) le loro pulzelle... Inutile dire che io e ND la facciamo da padrone, specialmente per quanto riguarda la seconda parte... Credo invece che Eric Stayn preferisca torturare a morte i poveretti, d'altra parte nelle sue vene scorre il sangue di Torquemada!

Come nasce la vostra passione per il macabro e la criminologia? I vostri testi parlano di squartamenti, uccisioni, serial killer, e similari…
Mickey Evil: Non vorrei contraddirti, ma forse ci hai scambiato per i Cannibal Corpse! Hehehe! Per quanto riguarda i testi di "Doctor Is Out" si parla certamente di tre serial killer (Aileen Wuornos, Teet Haerm, Dennis Nilsen) e di un archetipo di omicida seriale ("Caring") – però si affronta l'argomento dal punto di vista della mente dell'assassino stesso, tormentata da domande tipo: "so che è sbagliato: perché lo faccio?", eccetera. In "House Of The Weirdos" l'argomento è invece appena sfiorato in "Amateur Pictures", che parla di Jeffrey L. Dahmer.
La passione per il macabro nasce in me intorno ai nove anni, quando fui folgorato sulla via di Damasco da un cartone animato della Disney intitolato "La Danza Degli Scheletri": un esilarante mix di musica macabra e immagini in bianco e nero di assurdi mucchi d'ossa intenti a dimenarsi fra le lapidi! L'interesse per la criminologia, invece, è nata nel periodo adolescenziale ascoltando i Macabre da Chicago – che affrontano l'argomento "omicida di massa" in modo altissimamente ironico ed irriverente.
Henry Lee: In effetti anche a me i testi non sembrano così efferati... Leggiti i testi di pezzi come "Meat Hook Sodomy" o "Entrails Ripped From a Virgin's Cunt", giusto per rimanere in tema Cannibal Corpse, e poi mi dirai!

Non credete, o non avete paura, che quanto da voi narrato nelle vostre canzoni possa andare ad alimentare la pazzia già presente in grande quantità a questo mondo? O, ironicamente, è il vostro obiettivo così potete facilmente trovare nuovi temi da trattare nelle vostre canzoni?
Mickey Evil: In realtà è la pazzia presente in questo mondo ad alimentare ciò che si narra nelle nostre canzoni e non il contrario – dato che le poche centinaia di copie dei nostri CD non sono di certo andate in mano a potenziali maniaci, presumo! E non sono così presuntuoso da credere di essere in grado di "ispirare" eventuali pazzi furiosi nelle loro gesta: tale "ispirazione" proviene sempre dalla mente stessa dell'assassino e dal proprio vissuto! Suggerisco a chi è interessato i libri di Robert K. Ressler, il più competente membro dell'FBI in materia di omicidio seriale, nei quali si trovano i profili psicologici dei più noti e famigerati serial killer dei nostri tempi.
Henry Lee: Ma è proprio quello che segretamente ci proponiamo! Sarebbe il massimo se qualcuno commettesse una pazzia perchè ispirato dai Mugshots! E se poi andasse in TV con una nostra maglietta, non sai che pubblicità? Venderemmo milioni di dischi!

Mickey Evil ha dichiarato che per lui i testi sono solamente un contorno alla musica, che non gli interessa comunicare alcunché (sebbene poi magari venga fatto…). Allora, è giusto inserire la parola "punk" all'interno del nome del genere da voi proposto, quando il punk era nato proprio con l'idea opposta, ovvero musica di contorno alle parole?
Mickey Evil: Ormai abbiamo, anche sotto suggerimento di molta gente, abbandonato la definizione di punk band.
Cos'è il punk? Un fenomeno circoscritto ad un determinato luogo e ad un determinato periodo (seppur abbia influenzato realtà successive) che ha molto più a che vedere con l'attitudine che con la musica – intesa dal punto di vista stilistico. Chi suona o ha suonato punk? I Sex Pistols? Gli Stranglers? Gli Ultravox? Gli Wire? I Crass? Potrei andare avanti per ore a citare gruppi diametralmente opposti fra loro però accomunati dalla medesima definizione: punk rock band! Abbiamo così deciso di fondare un nuovo (per nulla originale) genere costituito, come un redivivo mostro di Frankenstein, da pezzi di cadaveri di generi musicali ormai defunti come certa wave o certo black metal: l'elitarian undead rock, il cui acronimo è EUR – il continente che dà linfa alla nostra musica.
Henry Lee:Appunto! Punk is dead, mentre noi siamo Undead, ergo estranei, anzi in antitesi con il punk... La questione è che ciò che noi riteniamo arte è tale per cui va a sollecitare direttamente la parte del cervello preposta alle emozioni: nella fattispecie le misantropiche onde sonore prodotte dagli strumenti unitamente al dipanarsi delle oscure trame intessute dalla voce evocativa di Mickey (nonché l'incedere spietato della batteria... Ok ND!) fungono da Ermete Psicopompo accompagnando le anime degli ascoltatori verso un mondo alternativo (è vero, un mondo da incubo, dove però l'oscurità non spaventa più, dove si possono scorgere le cose da un altro punto di vista...) migliore della cloaca del presente... E' evidente che il significato letterale dei testi o l'analisi musicale dei brani od ancora tutto ciò che non nasce direttamente nel centro delle emozioni è un qualcosa di mediato, di secondario… Oserei dire di impuro, e per questo noi non ce ne curiamo, anzi lo rigettiamo!

Avete ricevuto complimenti per la vostra musica da numerose persone importanti, ma veramente importanti, all'interno della scena musicale, come il produttore dei Ramones, JJ Burnel degli Stranglers e Tv Smith degli Adverts. Credete che questo possa portarvi qualche aiuto, prima o poi? Continuate a coltivare queste "amicizie"?
Mickey Evil: Ho conosciuto una serie di personaggi più o meno famosi in questi undici anni di attività radiofonica a Brescia (trasmetto su Radio Onda D'Urto FM) intervistandoli per le mie trasmissioni. Da sempre mi è interessato avere l'opinione di chi suona la musica che amo e a cui mi ispiro: ne ho ricavato consigli e soddisfazioni che mi hanno spronato ad andare avanti anche in una situazione (quella italiana, ma non solo) che di certo non premia chi ha qualcosa da esprimere senza avere alcuna mira commerciale né alcun interesse per quella illusoria parodia di "suc(cesso)" che caratterizza i gruppi punk affamati di ormoni impazziti di adolescenti privi di una qualsivoglia ombra di personalità. In parole povere: non mi interessa parlare di calcio, birra, politica, ragazze e – come direbbe Henry Lee – bassezze simili!
Tornando ai personaggi noti, non sono in contatto con loro per avere degli aiuti concreti: la soddisfazione di avere un parere positivo da un JJ Burnel o da un Tv Smith fa già valere la pena in sé di avere dato vita ai Mugshots, anche se non otterremo mai un contratto discografico. Forse Freud avrebbe goduto nell'analizzare il mio bisogno di approvazione da parte di queste figure paterne…

In Italia non esistono grandi realtà musicali orientate all'horror punk o, più in generale, alla musica horror. Con la tua etichetta, la Lombroso, vuoi provare a creare qualcosa di importante per questo genere di musica o è destinata a rimanere qualcosa di piccolo?
Mickey Evil: La Lombroso Releases esiste (o non esiste…) solo per stampare poche centinaia di copie dei progetti legati ai Mugshots e derivati (amici compresi). In questo modo possiamo contare su delle copie promozionali ben fatte, dotate di un artwork curato e di un marchio di garanzia: la testa sott'olio di Cesare Lombroso!
Henry Lee: Sbagliato! Non pronunzierò in questa intervista il nome fondamentale della musica horror nostrana perchè non vorrei che Punkwave andasse in crash... Però se cerchi troverai... Anche se io ti ho avvertito...

Il disegno sul CD di "Doctor Is Out!" rappresenta un vinile, la confezione di "House Of The Weirdos" ricorda invece proprio quella di un EP da 7". Siete amanti dei vecchi vinili e vi adeguate solamente ai più moderni supporti, o siete tra coloro che riconoscono la superiorità di questi ultimi?
Mickey Evil: Sono un grande amante dei vecchi vinili (ne ho parecchi, miei e di mio padre) essendo cresciuto negli anni '80. E' evidente che un artwork sulla copertina di un vinile ha più senso che sulla copertina di un CD: basti pensare all'enorme versatilità che essa ha fornito ad artisti come Alice Cooper, un vero sperimentatore nella grafica e nella tridimensionalità della copertina da LP.
Devo ammettere però che, oggi, gente come i Tool rende valido l'acquisto dei loro CD anche solo per gli incredibili layout dei libretti: date un'occhiata agli ultimi due loro lavori! Parlando in termini sonori: il supporto digitale è superiore per quanto riguarda le opere registrate con i mezzi di oggi; lo spettro delle frequenze di dischi di trent'anni fa è spesso però più valorizzato dai vinili – rigorosamente prima stampa, nella maggior parte dei casi.
Henry Lee: Preferisco il vinile dal punto di vista grafico, perché permette di godere della copertina in dimensioni ottimali, mentre preferisco il CD dal punto di vista della sua praticità e anche perchè è molto meno soggetto all'usura e alla polvere… Uhm, per accontentarmi appieno si dovrebbero fabbricare CD con confezioni grosse come i vinili!

Lato concerti: fino a dove avete portato la vostra musica? All'estero credete ci possa essere più spazio per "piazzare" la vostra musica?
Mickey Evil: Abbiamo fatto un solo concerto fuori porta: un'esperienza allucinogena in un minuscolo paesino bavarese con un pubblico composto da qualche decina di tedeschi ubriachi impegnati ad orinare ovunque e a cantarci "laziatemi cantare…"! Assolutamente da dimenticare sul piano produttivo, ma importante grazie ad una serie di incredibili situazioni – degne di un racconto di Hunter Thompson - che hanno arricchito la biografia dei Mugshots. Liti e discorsi debosciati durante il viaggio, alcol a fiumi, erba che aveva un suo perché e un divertente siparietto fra me distrutto e due poliziotti tedeschi!
Comunque sì, credo che la nostra musica possa essere più apprezzata all'estero – anche solo in virtù del fatto che il nostro (bel?) paese è notoriamente popolato da gente che ignora quasi completamente l'esistenza di una qualsiasi lingua al di fuori della propria (spesso anche questa minacciata dall'ignoranza)! Negli Stati Uniti abbiamo ottenuto recensioni pazzesche, delle webzine e delle radio hanno messo in palio "House Of The Weirdos" per delle competition e la Crypt Of Blood Records vende il nostro CD attraverso la sua pagina web.
Henry Lee: Abbiamo portato la nostra musica a troppo poca gente... E' ora che i non morti sorgano dai loro avelli e vengano ai nostri concerti!

Con tutto quel trucco che vi mettete ai vostri concerti, riuscite a starci dentro con le spese? Scherzo… Però seriamente, quanto tempo vi impiega la preparazione di un concerto, sia a livello di ideazione teatrale che di tempo per la preparazione estetica?
Mickey Evil: Guarda, i colori sono quelli naturali che si comprano a € 5 in un grossa catena di arredamento (non faccio nomi e pubblicità!) presente pressoché in tutto il mondo! Riguardo al tempo per il trucco, ci mettiamo sicuramente meno che Siouxsie ai tempi d'oro!
A livello teatrale non facciamo molto, dipende dalle dimensioni del palco e dal fatto di doverlo condividere (spessissimo) con altri gruppi: di solito porto con me una borsa contenente varie membra umane! Abbiamo anche sperimentato la presenza di attori esterni al gruppo – esperienza che contiamo di ripetere al più presto!

Infine, cosa c'è in cantiere per il futuro per i Mugshots?
Mickey Evil: Solo quello che le condizioni dei vari "presenti paralleli" Dick-iani (Phil K. Dick) porteranno a galla… Presto consulterò l'I-Ching per valutare le condizioni esistenti per evoluzioni future! Sono un taoista convinto, quindi mi adatto alle molteplici realtà che ci invadono senza fare troppi programmi… Grazie per lo spazio concesso alle nostre esternazioni!
Henry Lee: Ancora, ancora e sempre più sangue!



a cura di Giamma




Mickey Evil